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#iorestoacasa ma scopro...l'arte che vorrei con il Tribunale della Vicaria alla Certosa e Museo di San Martino!
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Oggi vi presentiamo il dipinto “il Tribunale della Vicaria”di Carlo Coppola.
Cos'è la Vicaria? Vi accompagniamo virtualmente tra i vicoli di Napoli, alla scoperta di uno dei suoi più antichi quartieri, un tempo conosciuto con il nome di ‘a via d’’e chianche, per la presenza di numerose macellerie. Il quartiere comprendeva tutta la zona che andava da Forcella, fino alle mura di Porta Capuana; oggi invece racchiude un’area più estesa. nasce a fine Ottocento in seguito al Risanamento, grande intervento urbanistico che mutò radicalmente e definitivamente il volto della maggior parte dei quartieri storici della città. Si presenta come una zona molto frequentata, dove si erigono costruzioni di carattere popolare, chiese e dove risiede uno dei castelli normanni più antichi della città, ovvero Castel Capuano. La sua costruzione fu avviata nella metà del XII secolo per volere del re di Sicilia Guglielmo I detto il Malo, figlio di Ruggero il Normanno, e fu portata a termine nel 1160 dall'architetto Buono, figura storica dai contorni incerti, ricordata da Francesco Milizia nelle sue vite degli architetti. Nel corso dei secoli il castello assunse varie funzioni: fu residenza reale nel periodo normanno, divenne dimora per ospiti illustri nel periodo angioino, fino a diventare palazzo di giustizia sotto il dominio aragonese.Carlo Coppola rappresenta la fortezza partenopea proprio durante il vicereame spagnolo, quando Don Pedro da Toledo concentrò all’interno della struttura tutte le corti di giustizia sparse in diverse sedi per la città. Infatti esisteva un altro palazzo, detto della Vicaria Vecchia, che fungeva da tribunale prima che si passasse alla nuova sede di Castel Capuano. Il Tribunale si occupava di cause civili e criminali e al suo interno avveniva anche lo sconto della loro pena. Per la nuova funzione che andava ad assumere, il castello fu modificato nel suo aspetto dagli architetti Ferdinando Manlio e Giovanni Benincasa, mentre i sotterranei furono destinati a prigione, dotati di attrezzatissime camere di tortura.
Coppola rappresenta il piazzale dinanzi il Tribunale affollato da gente, cavalli e carrozze; tra condannati che aspettavano di essere giustiziati, prigionieri in catene e teste mozzate esposte, come monito per scoraggiare tutti coloro i quali avessero voluto compiere un crimine. Particolare era la collocazione di una colonna in marmo bianca davanti il suo ingresso; quando un uomo non era in grado di saldare i suoi debiti, lo si costringeva a salire sulla sua cima e a pronunciare l’espressione “Cedo bonis”, che significa “svendo tutti i miei beni”, mentre si abbassava i pantaloni. Questa pratica era considerata efficace, perché l’uomo in questione, umiliato dalla folla che assisteva allo spettacolo, cercava di convincere i creditori e si impegnava a sanare il debito il più presto possibile. Da questa usanza deriva l’imprecazione tipicamente napoletana “mannaggia ‘a culonna nfame”. Con l’arrivo di Carlo di Borbone a Napoli, la colonna fu rimossa dal piazzale, ma la sua base venne comunque utilizzata come ceppo mortuario per esibire i corpi dei giustiziati. La colonna viene oggi custodita nell’androne delle carrozze della Certosa e Museo di San Martino. Dopo l’Unità d’Italia la zona del tribunale adibita a carcere fu chiusa e la fortezza restò soltanto per la funzione di Tribunale che conserva tuttora.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-06-22 12:38:38 / Ultimo aggiornamento 2020-06-22 12:38:38
Posizione
Certosa e Museo di San Martino
Largo San Martino, 5 - 80129 Napoli (NA)
Contatti
- Tel
- +39 081 2294502
- pm-cam.sanmartino@beniculturali.it