“Settimane musicali Farnesiane”: FEDERICO MARIA SARDELLI direttore
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InfoDescrizione
Il 27 maggio alle ore 20 nel Teatro Farnese, nell’ambito del progetto musicale Settimane musicali Farnesiane che prevede 8 serate di musica e teatro in occasione della mostra I Farnese. Architettura, Arte, Potere a cura della Fondazione Toscanini in collaborazione con il Complesso monumentale della Pilotta, avrà luogo il concerto con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal Maestro Federico Maria Sardelli affiancato dalla soprano Shira Patchornik e dalla violinista Mihaela Costea
Programma di sala:
GEORG FRIEDRICH HÄNDEL
Concerto grosso op. VI n. 4 in la minore HWV 322
Cantata Diana Cacciatrice HWV 79
RUI HOSHINA Voce in eco
ANDREA ZANI
Concerto per violino op. II n. 3 in sol minore
LEONARDO VINCI
“Mancheran le stelle al cielo” da Il Trionfo di Camilla
“Cervo in bosco” da Il Medo
ANTONIO VIVALDI
Concerto per violino principale, 2 oboi, 2 corni, fagotto, archi e basso continuo per S.A.S.I.S.P.G.M.D.G.S.M.B RV 574
Nel barocco trova affermazione la musica strumentale come mezzo di espressione forte, importante e, tra le forme privilegiate, sovrasta il concerto solista che si impone come potente mezzo per esplorare le sonorità contrastanti, le diverse densità, sperimentare i passaggi virtuosistici drammatici. In questo fitto gioco chiaroscurale sono soprattutto i colori a emergere rigogliosi per l’impiego stravagante degli strumenti stessi. Il primo pensiero va all’estro del musicista che incarna questa tendenza: Antonio Vivaldi, di cui viene proposto il Concerto RV574 dall’impronta festosa accompagnato da una divertente dedica cifrata: “per S.A.S.I.S.P.G.M.D.G.S.M.B.”: non è escluso che si tratti di uno scherzo a un amico improntato sulla passione tutta settecentesca per le abbreviazioni. Ma è lo stesso Sardelli a risolvere l’enigma. “Il Concerto RV574 appartiene al felice periodo mantovano del 1718-1719: la sua dedica enigmatica e pletoricamente umoristica è stata sciolta da Carlo Vitali: “per Sua Altezza Serenissima Il Signor Principe Maria Giuseppe De Gonzaga Signor Mio Benignissimo”, ossia uno dei signori che sostenne Vivaldi nel suo soggiorno mantovano. Il Concerto è parte di un gruppo di composizioni per un organico corposo comprendente: violino principale – suonato all’epoca dallo stesso Vivaldi – violoncello solo, 2 oboi, 2 corni (qui chiamati «trombon da caccia»), fagotto, archi e continuo. Questi “trombon da caccia” si collegano al tema di fondo della serata teso a valorizzare il frammento autografo di Händel – in mostra per la prima volta nella Sala della Musica – della Cantata “alla caccia” (Diana cacciatrice) HWV 79 eseguita in apertura dopo il Concerto Grosso op. 3 n. 4 sempre del compositore sassone. La Cantata fu commissionata dal marchese Francesco Maria Ruspoli, amico e mecenate di Händel durante la sua permanenza a Roma in concomitanza con l’apertura della caccia annuale del cervo, organizzata nella tenuta di Cerveteri dello stesso. Il marchese era un cacciatore entusiasta e la Cantata, sebbene celebri la dea della caccia, nei suoi ritmi marziali, semicrome al galoppo e richiami di corno (resi da una tromba solista), è anche un omaggio allo stesso Ruspoli. Rimanendo nel repertorio con la voce, il programma chiama in causa Leonardo Vinci del quale, nel 1725, va in scena a Parma il dramma Il trionfo di Camilla, adattato dal librettista Carlo Innocenzo Frugoni, allora al servizio del duca Francesco Farnese (anche quel libretto è esposto nella Sala); nel ruolo della regina dei Volsci, Camilla, era Faustina Bordoni, futura moglie di Hasse. Segue un’altra aria, sempre del compositore di scuola napoletana, tratta dall’opera Medo, rappresentata a Parma nel 1728 con il più celebre castrato del secolo, Carlo Broschi, detto “Farinelli”.
Dando rilievo al mecenatismo dei Farnese, tornando alla musica strumentale, viene proposto il Concerto per violino op. II n. 3 di Andrea Zani che dedica molta sua musica all’ultimo rappresentante della dinastia: Antonio Farnese (peraltro dedicatario anche de Il trionfo di Camilla) Impressiona la scrittura d’impronta vivaldiana propria di questo autore poco conosciuto ma di prim’ordine. Durante la sua esistenza, diventò famoso come violinista e compositore alla corte viennese negli anni fulgidi in cui era attivo nientemeno che Pietro Trapassi, il celebre Metastasio.
Posizione
Complesso monumentale della Pilotta - Teatro Farnese
piazzale della Pilotta, 15 - 43121 Parma (PR)