#Paesaggioitaliano. Viaggio a Ninfa
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Descrizione
Siete pronti? Si parte per un'altra tappa alla scoperta del verde e rigoglioso paesaggio italiano. Nella pianta che pubblichiamo è rappresentato l’Agro pontino percorso dall’Appia, con i canali e fossi, pantani e laghetti, la città “diruta” di Ninfa con la cerchia di mura merlate e la torre, l’abbazia di Valvisciolo, i borghi incastellati di Sermoneta e Sezze in cima alle colline. Proprio dove nasce il fiume Ninfa oggi sorge uno splendido giardino, considerato tra i più belli al mondo, ricco di storia e di vestigia uniche del passato.
Il nome di Ninfa si fa risalire ad un tempio dedicato alle divinità delle acque sorgive, le Ninfe Naiadi. La storia di questo luogo inizia nel secolo VIII quando l’Imperatore Costantino V concede a Papa Zaccaria (679-752) le proprietà di Norma e di Ninfa. Da tenuta agricola assume ruolo di città dal secolo XI, grazie alla presenza della strada pedomontana, che collegava Roma al Sud (la via consolare Appia era impercorribile per la palude). Conosce un’intensa crescita economica e politica sotto il dominio dei conti del Tuscolo e dei Frangipane, divenendo teatro di eventi storici importanti. Nel 1159 il cardinale Rolando Bandinelli, per fuggire all'imperatore Federico Barbarossa, si rifugia qui per essere incoronato papa con il nome di Alessandro III nella chiesa di S.M. Maggiore. Ninfa raggiunge il massimo fulgore alla fine del XIII secolo, quando Pietro Caetani, nipote di Bonifacio VIII, l’acquista dagli Annibaldi. A quest’epoca la città è già cinta da una doppia cerchia di mura, ha un municipio, chiese, strade, botteghe artigiane e commerciali. Pietro vi costruisce la torre che domina tuttora il laghetto. Travolta da lotte fratricide legate allo Scisma dì Occidente, nel 1382 è preda di saccheggi e razzie fino ad essere totalmente distrutta e abbandonata. Rimangono solo suoi ruderi a vegliare la campagna ormai preda della malaria, tanto che nell’Ottocento il Gregorovius, visitandola, la chiama la “Pompei del medioevo”.
Dagli inizi degli anni Venti del Nocecento gli ultimi discendenti della famiglia Caetani – a iniziare da Gelasio Caetani, che inizia la bonifica della zona e il restauro dei ruderi -trasformano l'area di Ninfa in giardino. Da hortus conclusus dove si coltivano pregiate varietà di agrumi e piante esotiche, diventa un giardino all'inglese con al suo interno oltre un migliaio fra specie botaniche, alberi, cespugli, piante di ogni tipo, abitato solo dai ruderi delle chiese, di edifici e del castello che si rispecchiano nelle acque trasparenti del fiume Ninfa e dei suoi ruscelli. Questo luogo nel 2000 è stata dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio.
La "Pianta contenente le campagne di Sermoneta e Sezza con fiumi torrenti e fossi e altro esistente e altro spettanti nelle medesime spettanti tanto all’ill.mo e ill.mo duca Gaetano Francesco Caetano duca di Sermoneta quanto alle comunità e signori particolari di Sermoneta e Sezza…”. è realizzata a china e acquerello nel 1697 da Cesare Crovara e Benedetto de' Benedetti, periti delegati dalla Congregazione del Buon Governo.
ASR, Collezioni Disegni e mappe, Coll. I
È possibile consultare la pianta sul sito web al link: http://www.cflr.beniculturali.it//iip_viewer/iipimage-new.php?dir=/AS_Roma/Imago/&file=Cartografica/Collezioni%20disegni%20e%20mappe/Collezione%20I/051/017/4397.jp2
Posizione
Archivio di Stato di Roma
Corso Rinascimento, 40 (Palazzo della Sapienza) - 00036 Roma (RM)
Contatti
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- 06/67235600
- as-rm@beniculturali.it mbac-as-rm@mailcert.beniculturali.it
- Website
- http://www.archiviodistatoroma.beniculturali.it