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#MuseumWeek2020: eroi della "Grande guerra" alla Certosa e Museo di San Martino per #EroiMW
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In occasione della MuseumWeek2020 la Certosa e Museo di San Martino ricorda gli eroi di un secolo fa, quelli che hanno combattuto nella Grande Guerra ma anche nelle altre del XX secolo e che per il loro valore sono stati insigniti della medaglia d’oro al valore militare. Le immagini e i documenti appartengono ad una vasta e composita raccolta di testimonianze dedicate ai caduti della Grande guerra e dei conflitti di tutto il primo 900, realizzata su iniziativa della signora Gemma Capozzoli Fiore, sorella della medaglia d’oro Mario Fiore. Con la richiesta alle famiglie di donare i cari ricordi dei loro caduti, prese vita, infatti, il progetto di realizzare un Museo Campano della Guerra nella Certosa e al Museo di San Martino, che si formalizzò ufficialmente nel 1938 con l'autorizzazione del Ministero dell’Educazione Nazionale ottenuta su richiesta di Armando Venè, presidente della Sezione Combattenti della Campania.
Bisognerà però aspettare la fine della seconda guerra mondiale per vedere completato l'allestimento di questo Museo Campano della Guerra, accolto all'interno del Museo di San Martino, e finalmente inaugurato l’11 gennaio 1947 con la collaborazione degli stessi reduci, che accompagnavano i visitatori la domenica mattina. Chiuso nei primi anni ottanta, oggi l'intera raccolta è conservata nei depositi e nell’Archivio Storico del Museo di San Martino.
La cultura digitale, ci offre l’opportunità di riprendere, almeno in parte, gli obbiettivi del progetto iniziale, con l'auspicio della Direzione di restituire nuovamente la possibilità di fruizione dal vero, con la realizzazione di un nuovo percorso espositivo.
I protagonisti, erano quasi tutti molto giovani, alcuni provenivano già dalla formazione militare avendo compiuto i loro studi presso l’Accademia della Nunziatella di Napoli come Eduardo Suarez, Domenico De Dominicis, Raffaele Tarantini o presso la Regia Accademia di Modena come Raffaele Libroia o Teodoro Capocci; altri erano studenti universitari come Raffaele Stasi che, iscritto a medicina e riformato per motivi di salute, riuscì comunque, allo scoppio della guerra, a partire per il fronte, come volontario. Sono solo alcuni nomi tra i tanti di cui celebriamo il valore: nelle loro storie, il tratto che li accomuna è averci creduto.
La loro testimonianza della vita militare nella guerra di trincea, è descritta nei diari e nelle lettere inviate ai propri cari ma, soprattutto, è nello straordinario coraggio dimostrato in battaglia e nell’esempio di incitamento dato ai propri compagni che si compendia il senso che hanno saputo dare alla loro vita. Nei brani delle lettere che pubblichiamo, commuove lo spirito che li accomuna: mentre hanno dato la vita ai "fratelli", hanno conservato un forte senso di coraggio e serenità e di obbedienza amorosa alle famiglie.
Mario Fiore, Luigi Caldieri, Ugo Niutta, Guido Menzingher, Raffaele Libroia, Francesco Blundo, Teodoro Capocci, Domenico de Dominicis, Francesco Muzii, Giuseppe Orsi, Eduardo Suarez, Edgardo Cortese, Maurizio de Vita Piscicelli: a loro sono dedicate le strade di Napoli che si dipartono a raggiera sul modello parigino o che comunque costituiscono l’ossatura dell’impianto viario dell’urbanizzazione del nuovo rione Arenella, realizzato nel secondo dopoguerra, e che ha il suo nucleo, per l’appunto, in piazza Medaglie d’oro.
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© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-06-22 12:38:43 / Ultimo aggiornamento 2020-06-22 12:38:43
Posizione
Certosa e Museo di San Martino
Largo San Martino, 5 - 80129 Napoli (NA)
Contatti
- Tel
- +39 081 2294502
- drm-cam.sanmartino@beniculturali.it
Responsabile: