#iorestoacasa ma scopro la decorazione e l'uso dei piatti da pesce figurati provenienti da alcune tombe capuane
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#Plauto, #Aulularia
@iorestoacasamascopro
la decorazione e l'uso dei piatti da pesce figurati provenienti da alcune tombe capuane. Questi particolari contenitori presentano una vasca bassa e larga e un incavo centrale per contenere salsine; l’orlo può essere diversamente decorato, spesso con motivi ad onde o a linguette. La forma del piatto da pesce è già di per sé caratteristica e implica che nella cavità centrale si raccogliesse appunto una certa quantità di ciò che avrebbe insaporito il cibo, posato sulla tesa. I piatti figurati esibiscono una fitta decorazione costituita da varie specie ittiche: compaiono difatti saraghi, triglie, sogliole, polpi, seppie, orate, dentici, cernie, spigole, ombrine, scorfani e pesci di scoglio, i cui dettagli anatomici sono resi da suddipinture. Mutuata dal mondo greco, questo tipo di contenitori giunge agli inizi del IV sec. a.C. alla sua forma canonica, tra l’altro molto ben documentata, con una massima diffusione entro la seconda metà del IV sec. a.C. e una copiosa produzione anche nella classe a vernice nera. Il repertorio decorativo ci rivela che i palati più raffinati riconoscevano le varie specie, distinguendo quanto era commestibile da quanto era vietato. Archestrato di Gela nell’#Hedypatheia, ovvero il #piaceredelgusto, scrive a proposito dei pesci del mediterraneo.
Lo sapevi che Una delizia per il palato degli antichi campani era una salsa di pesce molto concentrata e dal sapore aspro. Si preparava con le interiora delle sardine, che venivano mescolate con pezzi di pesce sminuzzati, uova di pesce e uova di gallina. Il miscuglio, pestato e mescolato a lungo, veniva lasciato al sole o in un locale riscaldato e poi nuovamente pestato per trasformarlo in una poltiglia omogenea. Dopo sei settimane di fermentazione, il prodotto ottenuto, detto liquamen, veniva posato in un cesto dal fondo bucato. Così, mentre un residuo, considerato commestibile e noto col nome di #hallec o #faex, colava dal cesto,vi rimaneva il prodotto finito detto #garum dal nome greco #gáron, specie di pesce usato dagli orientali per questa salsa. In foto: Piatti da pesce a figure rosse dalla Necropoli Orientale dell'antica Capua, seconda metà del IV sec. a.C. #iorestoacasamascopro #MuseumfromHome #MuseichiusiMuseiaperti Musei Italiani #DirezioneRegionaleMuseiCampania MiBACT https://publish.twitter.com/?query=https%3A%2F%2Ftwitter.com%2Fmuseosmcv%2Fstatus%2F1250837889115664387&widget=Tweet
Posizione
Museo archeologico nazionale dell’antica Capua
Via Roberto d'Angiò, 44 - 81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)
Contatti
- Tel
- 0823844206
- pm-cam.museoanticacapua@beniculturali.it