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#iorestoacasa e vi racconto la storia di Joseph Frank
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Informazioni apertura
Info
12:00
Descrizione
Cari amici, per chiudere questa settimana, difficile per tutti noi,
abbiamo pensato di raccontarvi la mirabile storia di quel signore che
chiunque entri in Salone Teresiano vede, un busto che ci osserva quando
partecipiamo agli eventi, visitiamo la sala e le mostre, facciamo
attività didattica. È Joseph Frank, uno dei maggiori benefattori della
nostra Biblioteca.
Ma lasciateci partire da suo padre, Johann Peter Frank, inviato a Pavia nel 1785 per intercessione del principe Kaunitz e incaricato dell’insegnamento clinico e della direzione della Clinica medica dell’Ospedale S. Matteo. Esperto di organizzazione sanitaria, viene investito del compito, quanto mai attuale, di razionalizzare il funzionamento degli ospedali e dell’approvvigionamento e distribuzione dei farmaci. Con buona ragione è considerato il «padre della sanità pubblica»; nella sua monumentale opera, "Sistema compiuto di polizia medica", tratta sistematicamente per la prima volta tematiche legate alla salute pubblica, ai vaccini, alla legislazione sanitaria e alla medicina sociale.
Il figlio Joseph, che nel 1785 arriva con la famiglia a Pavia dove si laurea in Medicina nel 1791, non è da meno: nei suoi luoghi di lavoro, a Pavia, Vienna, Vilna, in Lituania, e Como, introduce nell’ospedale buone regole di igiene, promuove la creazione di una collezione didattica di anatomia, potenzia l’orto botanico, istituisce la scuola pratica di ostetricia, sottrae la chirurgia al monopolio dei barbieri, migliora la qualità dei farmaci e organizza una clinica “ambulante” per la cura dei malati dei ceti più poveri. Muore a Como il 18 dicembre 1842.
Il suo legame con Pavia, la città dove ha trascorso gli anni della giovinezza, si manifesta nel testamento: alla biblioteca dell’Università, oltre al suo busto in marmo, lascia un consistente fondo librario ed una considerevole somma per acquistare «quei libri di medicina pratica e di anatomia patologica che la biblioteca con i mezzi ordinari a lei propri non potrebbe procacciarsi, non escluse le opere periodiche medico pratiche». Nel 1857, il suo lascito garantiva una rendita così sostanziosa che l’allora direttore Giovanni Maria Bussedi decise di utilizzarla non soltanto per l’acquisto di opere di esclusivo carattere medico, ma anche per quelle di carattere più genericamente scientifico. Nella Cassaforte della Biblioteca conserviamo ancora i cassettini con le etichette "lascito Frank"!
Dedichiamo questo post a tutti i medici, gli infermieri, gli operatori della sanità pubblica che si stanno battendo per noi!
Ci sentiamo lunedì su facebook, state a casa, abbiate cura di voi!
La prima foto è di Eliana Intruglio, le ultime due di Lorenzo De Simone
#iorestoacasa #litaliachiamo #laculturanonsiferma
Ma lasciateci partire da suo padre, Johann Peter Frank, inviato a Pavia nel 1785 per intercessione del principe Kaunitz e incaricato dell’insegnamento clinico e della direzione della Clinica medica dell’Ospedale S. Matteo. Esperto di organizzazione sanitaria, viene investito del compito, quanto mai attuale, di razionalizzare il funzionamento degli ospedali e dell’approvvigionamento e distribuzione dei farmaci. Con buona ragione è considerato il «padre della sanità pubblica»; nella sua monumentale opera, "Sistema compiuto di polizia medica", tratta sistematicamente per la prima volta tematiche legate alla salute pubblica, ai vaccini, alla legislazione sanitaria e alla medicina sociale.
Il figlio Joseph, che nel 1785 arriva con la famiglia a Pavia dove si laurea in Medicina nel 1791, non è da meno: nei suoi luoghi di lavoro, a Pavia, Vienna, Vilna, in Lituania, e Como, introduce nell’ospedale buone regole di igiene, promuove la creazione di una collezione didattica di anatomia, potenzia l’orto botanico, istituisce la scuola pratica di ostetricia, sottrae la chirurgia al monopolio dei barbieri, migliora la qualità dei farmaci e organizza una clinica “ambulante” per la cura dei malati dei ceti più poveri. Muore a Como il 18 dicembre 1842.
Il suo legame con Pavia, la città dove ha trascorso gli anni della giovinezza, si manifesta nel testamento: alla biblioteca dell’Università, oltre al suo busto in marmo, lascia un consistente fondo librario ed una considerevole somma per acquistare «quei libri di medicina pratica e di anatomia patologica che la biblioteca con i mezzi ordinari a lei propri non potrebbe procacciarsi, non escluse le opere periodiche medico pratiche». Nel 1857, il suo lascito garantiva una rendita così sostanziosa che l’allora direttore Giovanni Maria Bussedi decise di utilizzarla non soltanto per l’acquisto di opere di esclusivo carattere medico, ma anche per quelle di carattere più genericamente scientifico. Nella Cassaforte della Biblioteca conserviamo ancora i cassettini con le etichette "lascito Frank"!
Dedichiamo questo post a tutti i medici, gli infermieri, gli operatori della sanità pubblica che si stanno battendo per noi!
Ci sentiamo lunedì su facebook, state a casa, abbiate cura di voi!
La prima foto è di Eliana Intruglio, le ultime due di Lorenzo De Simone
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© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 18:03:36 / Ultimo aggiornamento 2020-04-14 18:03:36
Posizione
Biblioteca Universitaria di Pavia
Strada Nuova, 65 - 27100 Pavia (PV)
Contatti
- Tel
- +39 038224764
- bu-pv@beniculturali.it mbac-bu-pv@mailcert.beniculturali.it
- Website
- http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/bu/index.php?it/1/home
Responsabile: