Tipo Evento:
Incontro/presentazione
Francesca Veltri, Edipo a Berlino
Apertura
Date di apertura
Evento giornaliero
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Orario di apertura:
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Informazioni apertura
Info
17.00 - 18.30
Descrizione
Nell’atmosfera senza tempo del Salone Teresiano di Pavia, il 27 febbraio 2020 il filosofo Marco Vagnozzi dialogherà con Francesca Veltri, autrice del romanzo Edipo a Berlino, vincitore del premio Rai La Giara IV edizione, poi pubblicato in volume dalla casa editrice Divergenze nel 2019, per la quale interverrà l’editore Fabio Ivan Pigola.
Storica del pensiero formatasi alla Normale di Pisa e sociologa presso l’Università della Calabria, l’autrice si è confrontata a lungo con il pensiero di Simone Weil, in particolar modo sul tema dell’identità e della sua assenza.
Da questo interrogarsi prende vita il romanzo in cui il protagonista, come l’Edipo di Sofocle, si muove in una realtà che crede di conoscere, pensando di avere in mano gli elementi necessari a poterla decifrare, finché all'improvviso quella realtà cambia aspetto e stravolge il significato delle azioni compiute quando i parametri di riferimento erano altri.
L’arche-tipo di Edipo, nel romanzo, rappresenta la consapevolezza di quanto possa essere facile per gli esseri umani credere di essere nel giusto e scoprire che quel giusto non è così ovvio. Cosa accadrebbe a un uomo se crollassero tutte le sue certezze, se il male che distrugge la nostra vita avesse abitato dentro di noi, e noi stessi non gli fossimo del tutto estranei?
Karl – un giovane nazista, imbevuto dell’ideologia raz-ziale in cui è cresciuto – vede capovolta la sua esisten-za da un tragico evento durante la Notte dei Cristalli, e dalla traumatica scoperta di avere origini ebraiche. Riuscirà a fare i conti con sé, a ridare un senso al proprio mondo ed amare persone che, in un altro conte-sto, sarebbero state le proprie vittime?
Deportato a Varsavia e poi nel ghetto, sperimenta la lacerazione fra passato e presente, identità e menzogna, amicizia e dovere, dando vita a un racconto corale, privo di certezze, che riscrive in chiave moderna la tragedia antica di un mondo che si sfalda, il dolore degli affetti perduti, il senso di un passato che si apre verso un futuro diverso.
Storica del pensiero formatasi alla Normale di Pisa e sociologa presso l’Università della Calabria, l’autrice si è confrontata a lungo con il pensiero di Simone Weil, in particolar modo sul tema dell’identità e della sua assenza.
Da questo interrogarsi prende vita il romanzo in cui il protagonista, come l’Edipo di Sofocle, si muove in una realtà che crede di conoscere, pensando di avere in mano gli elementi necessari a poterla decifrare, finché all'improvviso quella realtà cambia aspetto e stravolge il significato delle azioni compiute quando i parametri di riferimento erano altri.
L’arche-tipo di Edipo, nel romanzo, rappresenta la consapevolezza di quanto possa essere facile per gli esseri umani credere di essere nel giusto e scoprire che quel giusto non è così ovvio. Cosa accadrebbe a un uomo se crollassero tutte le sue certezze, se il male che distrugge la nostra vita avesse abitato dentro di noi, e noi stessi non gli fossimo del tutto estranei?
Karl – un giovane nazista, imbevuto dell’ideologia raz-ziale in cui è cresciuto – vede capovolta la sua esisten-za da un tragico evento durante la Notte dei Cristalli, e dalla traumatica scoperta di avere origini ebraiche. Riuscirà a fare i conti con sé, a ridare un senso al proprio mondo ed amare persone che, in un altro conte-sto, sarebbero state le proprie vittime?
Deportato a Varsavia e poi nel ghetto, sperimenta la lacerazione fra passato e presente, identità e menzogna, amicizia e dovere, dando vita a un racconto corale, privo di certezze, che riscrive in chiave moderna la tragedia antica di un mondo che si sfalda, il dolore degli affetti perduti, il senso di un passato che si apre verso un futuro diverso.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 18:02:08 / Ultimo aggiornamento 2020-04-14 18:02:08
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