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#dantedì con il manoscritto della Commedia Aldini 283
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Evento giornaliero
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Informazioni apertura
Info
10:30
Descrizione
Cari amici, oggi 25 Marzo, data che gli studiosi individuano come inizio
del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, si celebra per la prima
volta il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri recentemente
istituita dal Governo.
Noi abbiamo grandi progetti, specie per il 2021, quando ricorreranno anche i 700 anni dalla morte del Poeta.
Ma oggi il primo Dantedì si festeggia da casa, con tantissime iniziative che percorreranno l'intera giornata. Per saperne di più consultate la pagina del MiBACT.
Come sapete, di Dante non è rimasto alcun documento autografo; non solo non esiste il manoscritto originale della Commedia, ma nemmeno quello delle opere latine o volgari, una sua lettera, una firma che possa farlo identificare.
In compenso il capolavoro di Dante ebbe una larghissima diffusione: a pochi anni dalla morte le copie si moltiplicarono per tutta l’Italia e, con i suoi quasi 800 manoscritti arrivati sino a noi, la Commedia è seconda soltanto alla Bibbia. Tale diffusione fu resa possibile da un’ampia produzione di codici redatti da numerosi copisti, alcuni famosi, come ad esempio Giovanni Boccaccio, altri semplici lavoranti nelle botteghe che producevano manoscritti nel ’300 e nel ’400.
Nella Biblioteca Universitaria di Pavia sono conservati manoscritti, incunaboli e moltissime edizioni, spesso illustrate, di Dante.
I ragazzi che fanno attività didattica hanno avuto modo di vedere, ad esempio, l'Aldini 283, manoscritto cartaceo del XIV secolo scritto su due colonne con tracce della marginatura a inchiostro, in minuscola gotica con numerose abbreviazioni, intestazioni e iniziali dei canti in rosso, iniziali di ogni terzina sbarrate in rosso.
L’aspetto modesto di questo codice rivela la sua destinazione a uso privato di un lettore non facoltoso. Resta la sua importanza nella storia letteraria. Pare, infatti, che rientri nella cosiddetta “antica vulgata” della Divina Commedia cioè la prima e già estesa diffusione dell’opera, anteriore a quella ben più vasta favorita, nella seconda metà del Trecento, dal Boccaccio.
L'immagine è di c. 28r, inizio del Purgatorio.
Buon Dantedì, ci sentiamo domani su facebook
#iorestoacasa #litaliachiamo #laculturanonsiferma
#dantedì #IoleggoDante
Noi abbiamo grandi progetti, specie per il 2021, quando ricorreranno anche i 700 anni dalla morte del Poeta.
Ma oggi il primo Dantedì si festeggia da casa, con tantissime iniziative che percorreranno l'intera giornata. Per saperne di più consultate la pagina del MiBACT.
Come sapete, di Dante non è rimasto alcun documento autografo; non solo non esiste il manoscritto originale della Commedia, ma nemmeno quello delle opere latine o volgari, una sua lettera, una firma che possa farlo identificare.
In compenso il capolavoro di Dante ebbe una larghissima diffusione: a pochi anni dalla morte le copie si moltiplicarono per tutta l’Italia e, con i suoi quasi 800 manoscritti arrivati sino a noi, la Commedia è seconda soltanto alla Bibbia. Tale diffusione fu resa possibile da un’ampia produzione di codici redatti da numerosi copisti, alcuni famosi, come ad esempio Giovanni Boccaccio, altri semplici lavoranti nelle botteghe che producevano manoscritti nel ’300 e nel ’400.
Nella Biblioteca Universitaria di Pavia sono conservati manoscritti, incunaboli e moltissime edizioni, spesso illustrate, di Dante.
I ragazzi che fanno attività didattica hanno avuto modo di vedere, ad esempio, l'Aldini 283, manoscritto cartaceo del XIV secolo scritto su due colonne con tracce della marginatura a inchiostro, in minuscola gotica con numerose abbreviazioni, intestazioni e iniziali dei canti in rosso, iniziali di ogni terzina sbarrate in rosso.
L’aspetto modesto di questo codice rivela la sua destinazione a uso privato di un lettore non facoltoso. Resta la sua importanza nella storia letteraria. Pare, infatti, che rientri nella cosiddetta “antica vulgata” della Divina Commedia cioè la prima e già estesa diffusione dell’opera, anteriore a quella ben più vasta favorita, nella seconda metà del Trecento, dal Boccaccio.
L'immagine è di c. 28r, inizio del Purgatorio.
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#iorestoacasa #litaliachiamo #laculturanonsiferma
#dantedì #IoleggoDante
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 18:03:31 / Ultimo aggiornamento 2020-04-14 18:03:31
Posizione
Biblioteca Universitaria di Pavia
Strada Nuova, 65 - 27100 Pavia (PV)
Contatti
Responsabile: