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Storie di casa. Negli archivi storici delle famiglie piacentine. L’archivio Morando.
Testo del comunicato
L’Archivio di Stato di Piacenza da alcuni anni promuove e realizza interventi specifici per la tutela e la valorizzazione degli archivi privati conservati presso l’istituto, in collaborazione con enti e/o sponsor vari. L’ultimo di questi riguarda le famiglie Casati Rollieri, Morando e Nicelli (di Montechino e Guardamiglio). I numerosi archivi familiari costituiscono una fonte molto importante per la storia di Piacenza e del suo territorio fin dal Medioevo, ma sono anche una testimonianza fondamentale per la storia della disciplina archivistica, in quanto testimoniano l’attività di professionisti settecenteschi che li riordinarono e che si impegnarono nella redazione di mezzi di corredo che sono giunti fino a noi. Anche per non perdere questa caratteristica – aver mantenuto nei secoli traccia degli antichi riordini – si rende necessaria una ricognizione e nel caso degli archivi della famiglia Morando un vero e proprio riordinamento per cercare di recuperare appieno la fisionomia del fondo archivistico, che è piuttosto compromessa dalla ripetuta e intensa consultazione e dal mancato riordinamento della documentazione più recente. Grazie al generoso contributo dell’ASAGES (Associazione Archivi Gentilizi e Storici) aderente alla CONFEDILIZIA
ora sarà possibile procedere con il riordino.
La famiglia Morando, originaria di Genova, nel Quattrocento si trasferì a Crocefieschi nell’Appennino ligure, ed esercitò a lungo importanti traffici commerciali grazie ai quali la famiglia godette di un’agiata posizione economica. Nel 1581 Biagio Morando, per scopi commerciali, si trasferì a Piacenza, dove ricevette la cittadinanza nel 1596. Personaggio di spicco dell’importante famiglia fu Bernardo che, nato a Sestri Ponente, si stabilì a Piacenza dal 1604 dedicandosi con successo a traffici commerciali, attività bancarie e qualche impresa industriale. Egli aumentò considerevolmente il patrimonio famigliare, ottenne diverse concessioni nobiliari e fu una singolare figura di intellettuale nella Piacenza e nel Ducato Farnesiano del XVII secolo. Il patrimonio Morando comprendeva, oltre alle terre di Montechiaro con il castello e il palazzo cittadino di via Dazio Vecchio (ora via Romagnosi), anche altre vaste proprietà a Caorso, Santimento, La Verza e nel Lodigiano. L’archivio è stato depositato in Archivio di Stato nel 1979 dai fratelli Ranieri e Giovanni Gagnoni Schippisi Casati, eredi della famiglia. I documenti – 75 buste, 12 registri, 13 mappe e stampe con alcune pergamene –coprono un arco cronologico dal 1323 al 1843 e sono dotati di un semplice elenco di consistenza redatto nel 1999 da Gian Paolo Bulla.
Per questa operazione ci si avvarrà di una professionista per la ricognizione e il riordino, mentre il coordinamento e la supervisione scientifica saranno a cura del Direttore (Gian Paolo Bulla) e della Responsabile della Sala di Studio dell’Archivio di Stato di Piacenza (Anna Riva).
_______________________________________
fonte dati:
Archivio di Stato di Piacenza
P.zza Cittadella 29 – Piacenza 29121
Tel. 0523/338521 fax 0523/384916
www.archiviodistatopiacenza.beniculturali.it
as-pc@beniculturali.it
ora sarà possibile procedere con il riordino.
La famiglia Morando, originaria di Genova, nel Quattrocento si trasferì a Crocefieschi nell’Appennino ligure, ed esercitò a lungo importanti traffici commerciali grazie ai quali la famiglia godette di un’agiata posizione economica. Nel 1581 Biagio Morando, per scopi commerciali, si trasferì a Piacenza, dove ricevette la cittadinanza nel 1596. Personaggio di spicco dell’importante famiglia fu Bernardo che, nato a Sestri Ponente, si stabilì a Piacenza dal 1604 dedicandosi con successo a traffici commerciali, attività bancarie e qualche impresa industriale. Egli aumentò considerevolmente il patrimonio famigliare, ottenne diverse concessioni nobiliari e fu una singolare figura di intellettuale nella Piacenza e nel Ducato Farnesiano del XVII secolo. Il patrimonio Morando comprendeva, oltre alle terre di Montechiaro con il castello e il palazzo cittadino di via Dazio Vecchio (ora via Romagnosi), anche altre vaste proprietà a Caorso, Santimento, La Verza e nel Lodigiano. L’archivio è stato depositato in Archivio di Stato nel 1979 dai fratelli Ranieri e Giovanni Gagnoni Schippisi Casati, eredi della famiglia. I documenti – 75 buste, 12 registri, 13 mappe e stampe con alcune pergamene –coprono un arco cronologico dal 1323 al 1843 e sono dotati di un semplice elenco di consistenza redatto nel 1999 da Gian Paolo Bulla.
Per questa operazione ci si avvarrà di una professionista per la ricognizione e il riordino, mentre il coordinamento e la supervisione scientifica saranno a cura del Direttore (Gian Paolo Bulla) e della Responsabile della Sala di Studio dell’Archivio di Stato di Piacenza (Anna Riva).
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Archivio di Stato di Piacenza
P.zza Cittadella 29 – Piacenza 29121
Tel. 0523/338521 fax 0523/384916
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© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:14 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:14