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MUSEI, AL VIA LA RIVOLUZIONE DI FRANCESCHINI, DIRETTORI SELEZIONATI CON BANDI INTERNAZIONALI. Franceschini: Italia volta pagina, nasce sistema museale nazionale
Testo del comunicato
“L’Italia volta pagina. Grazie a questo significativo cambiamento dell’organizzazione del sistema museale e al forte investimento sulla valorizzazione che ne consegue, il patrimonio culturale torna ad essere al centro delle scelte di governo”. Così il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini che questa mattina ha firmato il decreto musei che rivoluziona l’organizzazione e il funzionamento dei musei statali. Nasce così il sistema museale italiano fatto di 20 musei autonomi e di una rete di 17 Poli regionali che dovrà favorire il dialogo continuo fra le diverse realtà museali pubbliche e private del territorio per dar vita ad un’offerta integrata al pubblico. Nei musei dotati di autonomia speciale la direzione sarà affidata con un bando internazionale già nei primi mesi del 2015. I nuovi direttori saranno ricercati tra i massimi esperti in materia di gestione museale e saranno soggetti a procedure molto rigide di selezione da parte di una commissione composta da esperti di chiara fama ed elevato livello scientifico.
Con il decreto musei si avvia una riforma che punta a rafforzare le politiche di tutela e di valorizzazione del nostro patrimonio dando maggiore autonomia ai musei, finora grandemente limitati nelle loro potenzialità. Viene finalmente riconosciuto il museo, fino ad oggi semplice ufficio della Soprintendenza, come istituto dotato di autonomia tecnico scientifica che svolge funzioni di tutela e valorizzazione delle raccolte assicurandone e promuovendone la pubblica fruizione. Vengono inoltre definiti i musei e i luoghi della cultura che, in sede di prima applicazione, consentiranno ai poli museali regionali di diventare subito operativi. I nuovi direttori dei musei elaboreranno inoltre i progetti di valorizzazione per consentire un’ immediata messa a gara dei servizi aggiuntivi in tutti i musei statali.
Roma, 23 dicembre 2014
Ufficio Stampa MiBACT
Tel. 06-67232261
DECRETO MUSEI – SCHEDA TECNICA
Il decreto musei rappresenta una grande novità per l'ordinamento italiano: definisce il sistema museale nazionale, la missione dei musei e ne determina le modalità di gestione.
CHE COSA È UN MUSEO
Il museo è una istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e le espone a fini di studio, educazione e diletto, promuovendone la conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica. I musei statali sono dotati di autonomia tecnico-scientifica e svolgono funzioni di tutela e valorizzazione delle raccolte in loro consegna, assicurandone e promuovendone la pubblica fruizione. I musei statali sono dotati di un proprio statuto e di un bilancio e possono sottoscrivere, anche per fini di didattica, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca. Il servizio pubblico di fruizione erogato dai musei statali e i relativi standard sono definiti e resi pubblici attraverso la Carta dei servizi.
COME VIENE GESTITO UN MUSEO
Per la prima volta tutti i musei avranno uno statuto, un bilancio e chiare forme di gestione. Statuto
Ogni museo avrà uno statuto. Lo statuto viene redatto tenendo conto del Codice etico dei musei dell’International Council of Museums (ICOM) ed è adottato dal Direttore del Polo museale regionale, su proposta del Direttore del museo; è il Direttore generale Musei ad approvarlo definitivamente. Per i musei dotati di autonomia speciale, lo statuto è adottato dal Consiglio di amministrazione del museo e approvato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, su proposta del Direttore generale Musei.
Lo statuto è approvato entro sei mesi dal conferimento dell’incarico al direttore del Polo museale regionale competente e/o al direttore del museo.
Bilancio
I musei saranno tutti dotati di un proprio bilancio, che evidenzia la pianificazione e i risultati della gestione finanziaria e contabile delle risorse economiche a disposizione del museo.
Esso è redatto secondo principi di pubblicità e trasparenza, individuando tutte le diverse voci di entrata e di spesa, anche allo scopo di consentire la valutazione dell’adeguatezza dell’assetto economico, la regolarità della gestione e la confrontabilità, anche internazionale, delle istituzioni museali. Il bilancio è approvato dal Direttore del museo. Con riferimento ai musei dotati di autonomia speciale, il bilancio è approvato dal Consiglio di amministrazione e si applicano le disposizioni sul funzionamento amministrativo-contabile e la disciplina del servizio di cassa.
Organizzazione
Ogni museo avrà 5 distinte aree funzionali, ognuna assegnata a una o più unità di personale responsabile:
a) direzione;
b) cura e gestione delle collezioni, studio, didattica e ricerca;
c) marketing, fundraising, servizi e rapporti con il pubblico, pubbliche relazioni;
d) amministrazione, finanze e gestione delle risorse umane;
e) strutture, allestimenti e sicurezza.
Il direttore del museo è il custode e l’interprete dell’identità e della missione del museo, nel rispetto degli indirizzi del Ministero.
FORME DI GESTIONE
Il Direttore generale Musei incentiva e favorisce la costituzione di consorzi e/o fondazioni museali con la partecipazione di soggetti pubblici e privati ed individua, secondo gli indirizzi e i criteri dettati dal Ministro e sentiti i direttori dei Poli museali regionali, i musei e i luoghi della cultura da affidare in gestione indiretta a soggetti privati ai sensi dell’art. 115 del Codice dei beni culturali.GLI STANDARD DI CONTROLLO E VALUTAZIONE
Il Direttore generale Musei predispone standard di funzionamento e sviluppo dei musei, in coerenza con gli standard stabiliti dall’International Council of Museums (ICOM), e ne verifica il rispetto da parte dei musei statali. Così come valuta le singole gestioni in termini di economicità, efficienza ed efficacia, nonché di qualità dei servizi di fruizione e di valorizzazione erogati.IL SISTEMA MUSEALE NAZIONALE
Il sistema museale nazionale è finalizzato alla messa in rete dei musei italiani e alla integrazione dei servizi e delle attività museali.Fanno parte del sistema museale nazionale i musei statali, nonché, tramite apposite convenzioni stipulate con il direttore del Polo museale regionale territorialmente competente, ogni altro museo di appartenenza pubblica o privata, ivi compresi i musei scientifici, i musei universitari e i musei demoetnoantropologici, che sia organizzato in coerenza con le disposizioni del presente capo, con il decreto ministeriale 10 maggio 2001, recante «Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei» e con il Codice etico dei musei dell’International Council of Museums (ICOM).
Il sistema museale nazionale si articola in sistemi museali regionali e sistemi museali cittadini, la cui costituzione è promossa e realizzata dai direttori dei poli museali regionali. Le modalità di organizzazione e funzionamento del sistema museale nazionale sono stabilite dal Direttore generale Musei, sentito il Consiglio superiore “Beni culturali e paesaggistici”.
I MUSEI DOTATI DI AUTONOMIA SPECIALE
I musei dotati di autonomia speciale sono: la Galleria Borghese, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, la Reggia di Caserta, la Galleria dell’Accademia di Firenze, la Galleria Estense di Modena, la Galleria Nazionale d’arte antica di Roma, il Museo Nazionale del Bargello, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Parco archeologico di Paestum, il Palazzo Ducale di Mantova, il Palazzo Reale di Genova, il Polo Reale di Torino. A questi si aggiungeranno presto la Galleria Nazionale delle Marche e la Galleria Nazionale dell’Umbria. Restano dotate di autonomia speciale anche la Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’area archeologica di Roma e la Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia. I musei con autonomia speciale sono dotati di autonomia scientifica, finanziaria, contabile ed organizzativa e sono costituiti dai seguenti organi
a) il Direttore;
b) il Consiglio di amministrazione;
c) il Comitato scientifico;
d) il Collegio dei revisori dei conti
Gli organi apicali garantiscono lo svolgimento della missione del museo, ne verificano l’economicità, l’efficienza e l’efficacia delle attività e controllano la qualità scientifica dell’offerta culturale e delle pratiche di conservazione, fruizione e valorizzazione dei beni in consegna al museo.
La composizione degli organi collegiali è determinata nel rispetto dell’equilibrio tra i generi.
Il Direttore
Il direttore gestisce il museo ai sensi della legge e stabilisce l’importo dei biglietti di ingresso e gli orari di apertura in modo da assicurarne la più ampia fruizione ed elabora, sentito il direttore del Polo museale regionale, il progetto di gestione del museo comprendente le attività e dei servizi di valorizzazione ivi inclusi i servizi da affidare in concessione, al fine della successiva messa a gara degli stessi. Il direttore del museo è nominato attraverso selezioni pubbliche internazionali.
Il Cda
Il consiglio di amministrazione determina e programma le linee di ricerca e gli indirizzi tecnici dell’attività del museo, in coerenza con le direttive e gli altri atti di indirizzo del Ministero. In particolare, il Consiglio adotta lo statuto del museo, approva la carta dei servizi e il programma di attività annuale e pluriennale del museo, verificandone la compatibilità finanziaria e l’attuazione. Approva inoltre il bilancio di previsione, le relative variazioni, il conto consuntivo e gli strumenti di verifica dei servizi affidati in concessione rispetto ai progetti di valorizzazione predisposti dal direttore del museo, monitorandone la relativa applicazione.
Il Consiglio di amministrazione è composto dal direttore del museo, che lo presiede, e da quattro membri designati dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di cui uno d’intesa con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e uno d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, scelti tra esperti di chiara fama nel settore del patrimonio culturale.
Fatta eccezione del direttore, i componenti del Consiglio sono nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per una durata di cinque anni e possono essere confermati per una sola volta. La partecipazione al Consiglio di amministrazione non dà titolo a compenso, gettoni, indennità o rimborsi di alcun tipo.
I componenti del Consiglio non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il museo, né possono assumere incarichi professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche parziale, è a carico del museo.
Il Comitato scientifico
Il comitato scientifico è un organo consultivo a supporto del direttore sulle questioni di carattere scientifico nell’ambito di attività dell’istituto. Tra queste: la verifica e l’approvazione, d’intesa con il Consiglio di amministrazione, delle politiche di prestito e di pianificazione delle mostre.
Il Comitato scientifico è composto dal direttore dell’istituto, che lo presiede, e da un membro designato dal Ministro, un membro designato dal Consiglio superiore “Beni culturali e paesaggistici”, un membro designato dalla Regione e uno dal Comune ove ha sede il museo. I componenti del Comitato sono individuati tra professori universitari di ruolo in settori attinenti all’ambito disciplinare di attività dell’istituto o esperti di particolare e comprovata qualificazione scientifica e professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali.
I componenti del Comitato non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il museo, né possono assumere incarichi professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche parziale, è a carico del museo.
Il Collegio dei revisori
Il Collegio dei revisori dei conti del museo dotato di autonomia speciale svolge le attività relative al controllo di regolarità amministrativo-contabile. In particolare, il Collegio verifica la regolare tenuta delle scritture contabili ed il regolare andamento della gestione economica, finanziaria e patrimoniale del museo; si esprime altresì sullo statuto del museo e sulle modifiche statutarie.
Il Collegio dei revisori dei conti è composto da tre componenti effettivi, di cui un funzionario del Ministero dell’economia e delle finanze con funzioni di presidente, e da due membri supplenti. I componenti, scelti tra soggetti iscritti al Registro dei revisori contabili e nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, durano in carica tre anni e possono essere confermati una sola volta.
Ai componenti del Collegio dei revisori spetta un compenso determinato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. I componenti del Collegio non possono assumere incarichi professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche parziale, è a carico del museo.
Vigilanza del MIBACT
I musei dotati di autonomia speciale sono sottoposti alla vigilanza del Mibact tramite la direzione generale musei d’intesa con la direzione generale bilancio.
I POLI MUSEALI REGIONALI
I poli museali regionali assicurano sul territorio l’espletamento del servizio pubblico di fruizione e di valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura in consegna allo Stato o allo Stato comunque affidati in gestione, provvedendo a definire strategie e obiettivi comuni di valorizzazione, in rapporto all’ambito territoriale di competenza, e promuovono l’integrazione dei percorsi culturali di fruizione, nonché dei conseguenti itinerari turistico-culturali. I direttori dei Poli museali regionali elaborano ed approvano, entro 90 giorni dalla nomina, i progetti relativi alle attività e ai servizi di valorizzazione, ivi inclusi i servizi da affidare in concessione, al fine della successiva messa a gara degli stessi.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:30:01 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:30:01