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Galan: "L'Unione Europea non dà importanza alla cultura, bisogna intervenire"
Testo del comunicato
Il Ministro a Bruxelles - “Ho capito che l’Europa non è fondata sulla cultura”. Lo ha detto il ministro per i Beni e le Attività culturali Giancarlo Galan alla fine dei lavori del Consiglio Istruzione Gioventù e Cultura che si è tenuto oggi a Bruxelles, alla presenza degli omologhi europei. “Oggi è stata la mia prima esperienza come ministro della cultura a Bruxelles e non è che sia proprio contento”, ha aggiunto Galan, sottolineando come “l’Europa è fondata sull'agricoltura, sul carbone e sull’acciaio ma non sulla cultura": "Io credo invece che convenga all’Italia, agli italiani e in fondo anche all’Europa mettere un po' più di cultura e soldi negli affari europei”. Il ministro ha poi precisato “di voler partire da incontri bilaterali con le nazioni di maggior rilievo come Francia, Germania e Spagna e insieme a loro costruire un documento da portare all’attenzione anche delle nazioni meno attente e meno inclini a considerare la cultura una fonte di ricchezza e non una fonte di spesa”.
Quanto all'Italia, il ministro ha manifestato l'intenzione di battersi per “una agevolazione fiscale a chi destina le sue risorse all’ambito culturale e artistico”. Una legge che, secondo Galan, nel nostro Paese "non può non esistere”: “Manca nel governo, nel Parlamento e negli italiani stessi la percezione che la cultura non sia una spesa, ma quello che ci ha reso ricchi e ineguagliabili". Galan ha poi annunciato grande attivismo contro il traffico d’arte, sostenendo che “non è possibile che siano lasciati alla impunità più assoluta, soprattutto quelli relativi all'archeologia”. Nessun riferimento, invece, alla politica interna. Galan ha preferito non fare dichiarazioni e ha detto di voler aspettare i ballottaggi prima di esprimere qualsiasi giudizio in merito.
fonte dati: IL VELINO
Quanto all'Italia, il ministro ha manifestato l'intenzione di battersi per “una agevolazione fiscale a chi destina le sue risorse all’ambito culturale e artistico”. Una legge che, secondo Galan, nel nostro Paese "non può non esistere”: “Manca nel governo, nel Parlamento e negli italiani stessi la percezione che la cultura non sia una spesa, ma quello che ci ha reso ricchi e ineguagliabili". Galan ha poi annunciato grande attivismo contro il traffico d’arte, sostenendo che “non è possibile che siano lasciati alla impunità più assoluta, soprattutto quelli relativi all'archeologia”. Nessun riferimento, invece, alla politica interna. Galan ha preferito non fare dichiarazioni e ha detto di voler aspettare i ballottaggi prima di esprimere qualsiasi giudizio in merito.
fonte dati: IL VELINO
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:19 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:19