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CONFERENZALa Sala del Perugino a Santa Maria Maddalena de' Pazzi. Storia e restauro
Testo del comunicato
Conferenza a cura di Brunella Teodori e Gioia Germani
Il museo è ubicato nella antica Sala Capitolare del monastero di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, appartenente in origine alle "convertite o penitenti" dell'ordine benedettino (1257-1442), poi ai cistercensi (1442-1628), infine alle carmelitane di S. Maria Maddalena de' Pazzi, che vi rimasero fino alle soppressioni post- unitarie (1866). L'ambiente rinascimentale, dovuto agli interventi operati nel complesso da Giuliano da Sangallo, conserva il grande affresco eseguito dal Perugino tra il 1493 e il 1496, su committenza di Dionigi e Giovanna Pucci, raffigurante la Crocifissione, la Vergine, San Giovanni, la Maddalena, e i Santi Bernardo e Benedetto, nonchè un affresco staccato con la sua sinopia raffigurante San Bernardo accoglie il corpo di Cristo, eseguito da un allievo del Perugino ( Sperandio di Giovanni?).
Il Perugino, uno degli artisti più influenti del suo tempo in Italia e in Europa, si era formato a Firenze alla bottega del Verrocchio e fu a lungo attivo tra i pittori emergenti della cerchia di Lorenzo il Magnifico. Dal 1486 al 1511 ebbe una bottega in via Sant’Egidio e a partire dai primi anni Novanta prese dimora in modo stabile a Firenze, avendo sposato nel 1493 Chiara, figlia dell’architetto Luca Fancelli. In questi anni il Perugino elabora la sua più matura cifra stilistica, caratterizzata da un calibratissimo equilibrio fra architettura, figura e paesaggio, tipico anche di questo affresco ove si instaura un legame profondo e sentimentale fra i serafici protagonisti delle sacre scene e il quieto paesaggio che fa da sfondo.
Il museo è stato recentemente riaperto a cura della Soprintendenza PSAE e Polo Museale della città di Firenze, con nuovo accesso da via della Colonna, 9 (attuale ingresso del Liceo Michelangiolo), il martedi e giovedi dalle 14.30 alle 16.30, nei giorni di apertura scolastica.
L'affresco del Perugino è stato restaurato in occasione della riapertura, grazie ai finanziamenti reperiti dalla Fondazione Friends of Florence.
Nell'ambito della Settimana della Cultura, il giorno 12 aprile alle ore 16.00, si illustreranno la storia dell'ambiente e i lavori di restauro effettuati.
Saranno previste, inoltre, a cura della Sezione Didattica della Soprintendenza PSAE e Polo Museale della città di Firenze iniziative dedicate alla formazione degli allievi del Liceo Michelangelo con i loro insegnanti.
12 aprile ore 16.00 (ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Museo Santa Maria Maddalena de' Pazzi
Via della Colonna, 9 (ingresso Liceo Michelangiolo)
Per informazioni:
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
Tel. 055 23885 – Fax 055 2388699
www.polomuseale.firenze.it - info@polomuseale.firenze.it
Il museo è ubicato nella antica Sala Capitolare del monastero di Santa Maria Maddalena de' Pazzi, appartenente in origine alle "convertite o penitenti" dell'ordine benedettino (1257-1442), poi ai cistercensi (1442-1628), infine alle carmelitane di S. Maria Maddalena de' Pazzi, che vi rimasero fino alle soppressioni post- unitarie (1866). L'ambiente rinascimentale, dovuto agli interventi operati nel complesso da Giuliano da Sangallo, conserva il grande affresco eseguito dal Perugino tra il 1493 e il 1496, su committenza di Dionigi e Giovanna Pucci, raffigurante la Crocifissione, la Vergine, San Giovanni, la Maddalena, e i Santi Bernardo e Benedetto, nonchè un affresco staccato con la sua sinopia raffigurante San Bernardo accoglie il corpo di Cristo, eseguito da un allievo del Perugino ( Sperandio di Giovanni?).
Il Perugino, uno degli artisti più influenti del suo tempo in Italia e in Europa, si era formato a Firenze alla bottega del Verrocchio e fu a lungo attivo tra i pittori emergenti della cerchia di Lorenzo il Magnifico. Dal 1486 al 1511 ebbe una bottega in via Sant’Egidio e a partire dai primi anni Novanta prese dimora in modo stabile a Firenze, avendo sposato nel 1493 Chiara, figlia dell’architetto Luca Fancelli. In questi anni il Perugino elabora la sua più matura cifra stilistica, caratterizzata da un calibratissimo equilibrio fra architettura, figura e paesaggio, tipico anche di questo affresco ove si instaura un legame profondo e sentimentale fra i serafici protagonisti delle sacre scene e il quieto paesaggio che fa da sfondo.
Il museo è stato recentemente riaperto a cura della Soprintendenza PSAE e Polo Museale della città di Firenze, con nuovo accesso da via della Colonna, 9 (attuale ingresso del Liceo Michelangiolo), il martedi e giovedi dalle 14.30 alle 16.30, nei giorni di apertura scolastica.
L'affresco del Perugino è stato restaurato in occasione della riapertura, grazie ai finanziamenti reperiti dalla Fondazione Friends of Florence.
Nell'ambito della Settimana della Cultura, il giorno 12 aprile alle ore 16.00, si illustreranno la storia dell'ambiente e i lavori di restauro effettuati.
Saranno previste, inoltre, a cura della Sezione Didattica della Soprintendenza PSAE e Polo Museale della città di Firenze iniziative dedicate alla formazione degli allievi del Liceo Michelangelo con i loro insegnanti.
12 aprile ore 16.00 (ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Museo Santa Maria Maddalena de' Pazzi
Via della Colonna, 9 (ingresso Liceo Michelangiolo)
Per informazioni:
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
Tel. 055 23885 – Fax 055 2388699
www.polomuseale.firenze.it - info@polomuseale.firenze.it
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:17 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:17