Palazzo Altemps - Sarcofago Colossale "Grande Ludovisi"
Descrizione
Il sarcofago colossale (alt. 155 cm, lungh. 273 cm, prof. 150 cm; inv. 8574) costituisce una delle opere più note della collezione Boncompagni Ludovisi, acquisita dallo Stato nel 1901 ed esposta a Palazzo Altemps, la sede del Museo Nazionale Romano dedicata alla storia del collezionismo di antichità. Rinvenuto intorno al 1621 a Roma fuori Porta Tiburtina, in un terreno di proprietà del Capitolo della basilica di Santa Maria Maggiore, fu donato al cardinale Ludovico Ludovisi subito dopo la scoperta e quindi collocato nella Villa Ludovisi. Il sarcofago, di elevatissimo livello stilistico, è stato ricavato da un unico grande blocco di marmo proconnesio (estratto in Asia Minore), lavorato in modo da utilizzare per la scena frontale, scolpita in altorilievo con magistrale fattura, la zona più luminosa e chiara, mentre i fianchi, con figure non rifinite e in bassorilievo, risultano percorsi da lunghe striature grigio-bluastre.
La composizione della scena di battaglia tra Romani e barbari, solo apparentemente priva di ordine, si svolge su tre livelli: la fascia superiore mostra la rappresentazione dei Romani vincitori, con al centro il generale a cavallo, identificabile con il defunto; la fascia centrale è riservata alle scene di combattimento tra Romani e barbari, mentre nel terzo livello sono rappresentati i barbari vinti a terra, identificati dagli abiti e dalle capigliature piuttosto genericamente come popolazioni “altre”, sia di ambito occidentale sia di ambito orientale. Varie sono state le proposte di identificazione del cavaliere centrale, giovane personaggio barbato segnato sulla fronte da una croce-sigillo (spraghìs), attorniato dalle guardie a cavallo (protectores), dai suonatori di tibia (tibicines) e dai portatori di insegne (vexilliferes): secondo alcuni studiosi si tratterebbe di Ostiliano, figlio dell’imperatore Decio, morto nel 251 d.C., secondo altri sarebbe da identificarsi con suo fratello, Erennio Etrusco, morto nello stesso anno nella battaglia di Abritto contro i Goti, secondo altri ancora potrebbe invece essere un militare d’alto rango. In ogni caso, la scena di battaglia può essere intesa come un programma politico in grado di evidenziare la forza e l’organizzazione dell’esercito romano perfettamente equipaggiato rispetto alla massa dei barbari, le cui fisionomie sono rese con tratti a volte animaleschi o caricaturali. La volontà di mostrare la supremazia dei Romani viene così illustrata nel Grande Ludovisi intorno alla metà del III secolo d.C., nel momento storico in cui i barbari sono già penetrati entro i confini dell’impero.
Il sarcofago era originariamente policromo e alcune tracce di colore sono ancora oggi conservate sulle superfici decorate: è attualmente in corso un progetto di ricerca interdisciplinare, condotto dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tre, finalizzato, tra l’altro, proprio all’individuazione delle tracce dell’antica policromia attraverso le più avanzate indagini diagnostiche.
Posizione
Museo nazionale Romano
via di S. Apollinare 8 (Palazzo Altemps) - 00186 Roma (RM)
Contatti
- Tel
- 06.684851
- mn-rm@cultura.gov.it mn-rm@pec.cultura.gov.it
- Website
- http://museonazionaleromano.beniculturali.it/palazzo-altemps/