Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti - La dea di Rapino
Descrizione
La cosiddetta “Dea di Rapino” è una piccola statuina (alt. 12 cm) in bronzo raffigurante una divinità femminile databile, secondo alcuni, al VI sec. a.C. o, più probabilmente, come sostenuto più recentemente da altri studiosi, al periodo ellenistico (III-I sec. a.C.).
La figura indossa una veste coperta da un mantello ed ha i capelli raccolti in una lunga treccia. Si tratta probabilmente della riproduzione miniaturistica di una statua più grande che rappresentava la Dea Madre, divinità legata ai cicli naturali della terra, come indica la focaccia con spiga che regge con la mano sinistra, oppure riproduce semplicemente una figura di offerente.
La statuina proviene da una cavità naturale, la Grotta del Colle, aperta sul versante nord-orientale della Maiella. La grotta mostra tracce di frequentazione dal Paleolitico fino all’alto medioevo, infatti al suo ingresso sono i resti di una chiesa che sembra sorgere su un precedente tempio italico. L’edificio sacro, forse di età ellenistica, ha restituito numeroso materiale votivo fra cui il documento più importante è la Tabula Rapinensis. Si tratta di una lamina bronzea di 15 x 15 cm su cui è incisa una legge sacra in dialetto marrucino e in cui si fa menzione della comunità/popolo dei Marrucini (Touta Marouca) e si fa riferimento al culto di Ceria Iovia (Cerere Giovia). Il culto di Giove nel santuario della grotta è testimoniato anche dalla raffigurazione del dio su una preziosa gemma in diaspro.
L’importante documento epigrafico della Tabula, la continuità di frequentazione a scopo culturale e la sua posizione topografica come punto favorevole di riferimento e di avvistamento del territorio, concorrono ad identificare nella Grotta del Colle il santuario principale del popolo marrucino.
Posizione
Museo archeologico nazionale La Civitella di Chieti
via Generale Pianell - 66100 Chieti (CH)
Contatti
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