Museo archeologico nazionale del Melfese "Massimo Pallottino" - Sarcofago di Rapolla
Descrizione
Il sarcofago fu rinvenuto nel 1856 in contrada Albero in Piano, nel territorio di Rapolla. Gli scavi condotti nell’area negli anni Settanta del Novecento permisero di verificare l’esistenza di una villa di età imperiale e di individuare il mausoleo che ospitava il sarcofago.
Si tratta di un sarcofago in marmo di produzione microasiatica del tipo “a colonne”. La cassa, strutturata come un edificio dalla ricca trabeazione, è scandita da colonnine scanalate che individuano edicole entro cui sono collocate singole figure, con l’eccezione della nicchia centrale su uno dei lati brevi, occupata da una porta dai battenti decorati a rilievo.
Sul coperchio a forma di letto da banchetto, il cui materasso sulla fronte è impreziosito da fini motivi geometrici, è distesa una figura femminile, chiaro riferimento alla defunta, con ai piedi un piccolo cane non conservato. La donna indossa una veste lunga e leggera ed è adagiata su un mantello drappeggiato. Il volto, idealizzato, è incorniciato da una chioma bipartita sulla fronte e pettinata in morbide onde, simile all’acconciatura di Faustina Minore, moglie dell’imperatore Marco Aurelio. In corrispondenza della testata del letto, sotto al cuscino, è raffigurato un amorino; lungo il bordo inferiore del coperchio corre un fregio di creature marine.
Al centro del lato principale della cassa Afrodite iscrive su uno scudo, a memoria per i posteri, le virtù della defunta. Nelle edicole si distribuiscono divinità (Apollo, Ade, Hermes) ed eroi (Ulisse, Diomede) del mito greco, per i quali sono state proposte varie interpretazioni. In particolare, il dibattito verte sulla possibilità di riconoscere nelle immagini che decorano la cassa un organico tema omerico, legato alle vicende della Guerra di Troia.
Concorde è invece la lettura delle immagini sui lati brevi. Uno di essi rappresenta la porta dell’Ade, con Hermes e un’offerente. Nelle immagini sull’opposto lato breve si è visto un riferimento al ratto del Palladio (la statua di Pallade Atena) e dunque alle vicende della Guerra di Troia: il personaggio femminile al centro, interpretato come Elena, è affiancato dai due eroi protagonisti di quest’avventura, Ulisse e Diomede, presentati come statue su alte basi.
Datazione: 165-170 d.C.
Posizione
Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa - Museo archeologico nazionale del Melfese "Massimo Pallottino"
Via Normanni - Castello Federiciano - 85025 Melfi (PZ)
Contatti
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