Tipo Luogo:
Museo, Galleria e/o raccolta
Museo civico archeologico di Nepi
Apertura
Prenotazione Non richiesta
Orario di apertura:
Informazioni apertura
InfoORARIO ESTIVO
(1 Giugno - 30 Settembre)
Mar, Mer, Gio 11-13, 15-17
Ven 10-13, 15-18
Sab e Dom 10-13, 15-19
Lunedì Chiuso
Descrizione
Il Museo Civico di Nepi è stato aperto regolarmente al pubblico nel giugno del 1995 all’interno del Palazzo Comunale. Nel 2014, dopo un lungo periodo di lavori, la struttura museale è stata trasferita in una nuova e più adeguata sede, collocata in un palazzo storico adiacente la Piazza del Comune.
Il Museo si avvale di un moderno e affascinante apparato espositivo che si propone di illustrare, attraverso i reperti archeologici, l’evoluzione storica della città e del suo territorio dall’età protostorica sino al Rinascimento.
Di questo lungo periodo temporale, la testimonianza più notevole e che caratterizza e rende unica nel Lazio la collezione museale è costituita dai materiali provenienti dalle necropoli falische (VII – IV secolo a.C.) che circondano l'abitato. L’antica Nepi era posta al confine sud-occidentale del territorio dei Falisci, in una posizione strategica lungo le vie che mettevano in comunicazione con le città etrusche di Veio, Cerveteri e Tarquinia. Già all’inizio del VII secolo a.C. la presenza di raffinati corredi funerari, composti da reperti ceramici frequentemente decorati da incisioni, poi riempite con sostanze colorate, dimostra l’esistenza di una società ben organizzata, all’interno della quale emerge la presenza di un ricco ceto aristocratico. La varietà dei materiali ceramici ed il numero sempre maggiore di oggetti di lusso provenienti dal mondo greco e orientale recuperati all’interno delle tombe, indica come la ricchezza della classe dominante sembri accentuarsi durante il VI secolo a.C.. La “necropoli di Sante Grotte”, un’area cimiteriale situata a pochissima distanza dal centro abitato di Nepi, ha restituito importanti corredi funerari caratterizzati da manufatti di produzione etrusca e greca, oggetti in bronzo ed ornamenti personali in oro ed argento.
La storia di Nepi, però, ha lasciato anche altre importanti testimonianze. L’arrivo dei Romani non pregiudicò l’esistenza della città, ma le conferì una notevole ricchezza, grazie anche al passaggio della Via Amerina, tracciato viario collegante Roma con l’Umbria realizzato nel III secolo a.C..
Fra i materiali esposti che documentano quest'epoca, il reperto di maggior prestigio è la testa capite velato dell’imperatore Augusto, la cui provenienza è ignota ma che doveva appartenere ad una scultura posta all’interno di un importante edificio pubblico.
I reperti più recenti dell’allestimento museale risalgono al periodo di massimo splendore di Nepi, vale a dire al XV-XVI secolo. All’epoca la città fu dominio di importanti famiglie quali i Borgia e i Farnese. Dal castello di Nepi provengono delle ceramiche e alcuni stemmi recuperati nell’800 e a seguito di lavori di restauro terminati nel 2007. Il posto centrale è occupato dal raro emblema marmoreo di Lucrezia Borgia che nel 1499 fu investita dal padre, il pontefice Alessandro VI, della Signoria di Nepi. Di estremo interesse è anche un largo fregio marmoreo di Bernardo Accolti detto “l’Unico”, personaggio eccentrico che fu proprietario del castello e governatore di Nepi fra il 1521 e il 1535.
Il Museo si avvale di un moderno e affascinante apparato espositivo che si propone di illustrare, attraverso i reperti archeologici, l’evoluzione storica della città e del suo territorio dall’età protostorica sino al Rinascimento.
Di questo lungo periodo temporale, la testimonianza più notevole e che caratterizza e rende unica nel Lazio la collezione museale è costituita dai materiali provenienti dalle necropoli falische (VII – IV secolo a.C.) che circondano l'abitato. L’antica Nepi era posta al confine sud-occidentale del territorio dei Falisci, in una posizione strategica lungo le vie che mettevano in comunicazione con le città etrusche di Veio, Cerveteri e Tarquinia. Già all’inizio del VII secolo a.C. la presenza di raffinati corredi funerari, composti da reperti ceramici frequentemente decorati da incisioni, poi riempite con sostanze colorate, dimostra l’esistenza di una società ben organizzata, all’interno della quale emerge la presenza di un ricco ceto aristocratico. La varietà dei materiali ceramici ed il numero sempre maggiore di oggetti di lusso provenienti dal mondo greco e orientale recuperati all’interno delle tombe, indica come la ricchezza della classe dominante sembri accentuarsi durante il VI secolo a.C.. La “necropoli di Sante Grotte”, un’area cimiteriale situata a pochissima distanza dal centro abitato di Nepi, ha restituito importanti corredi funerari caratterizzati da manufatti di produzione etrusca e greca, oggetti in bronzo ed ornamenti personali in oro ed argento.
La storia di Nepi, però, ha lasciato anche altre importanti testimonianze. L’arrivo dei Romani non pregiudicò l’esistenza della città, ma le conferì una notevole ricchezza, grazie anche al passaggio della Via Amerina, tracciato viario collegante Roma con l’Umbria realizzato nel III secolo a.C..
Fra i materiali esposti che documentano quest'epoca, il reperto di maggior prestigio è la testa capite velato dell’imperatore Augusto, la cui provenienza è ignota ma che doveva appartenere ad una scultura posta all’interno di un importante edificio pubblico.
I reperti più recenti dell’allestimento museale risalgono al periodo di massimo splendore di Nepi, vale a dire al XV-XVI secolo. All’epoca la città fu dominio di importanti famiglie quali i Borgia e i Farnese. Dal castello di Nepi provengono delle ceramiche e alcuni stemmi recuperati nell’800 e a seguito di lavori di restauro terminati nel 2007. Il posto centrale è occupato dal raro emblema marmoreo di Lucrezia Borgia che nel 1499 fu investita dal padre, il pontefice Alessandro VI, della Signoria di Nepi. Di estremo interesse è anche un largo fregio marmoreo di Bernardo Accolti detto “l’Unico”, personaggio eccentrico che fu proprietario del castello e governatore di Nepi fra il 1521 e il 1535.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:52:41 / Ultimo aggiornamento 2024-11-05 09:13:20
Posizione
Museo civico archeologico di Nepi
via Falisca, 31 - 01036 Nepi (VT)
Contatti
- Tel
- 0761570604
- museo@comune.nepi.vt.it
- Website
- http://www.museociviconepi.it
- Social
Responsabile: