Archivio di Stato di Treviso
Apertura
Prenotazione Non richiesta
Orario di apertura:
- Lun
- 08:45 - 13:15
- Mar
- 08:45 - 17:00
- Mer
- 08:45 - 17:00
- Gio
- 08:45 - 17:00
- Ven
- 08:45 - 13:15
- Sab
- Chiuso
- Dom
- Chiuso
Informazioni apertura
InfoDescrizione
L'Archivio di Stato di Treviso ha sede in quello che fu il complesso conventuale dei Frati Eremitani di Sant'Agostino a partire dal 1268, anno in cui il vescovo della città Alberto Ricco benedì la posa della prima pietra della chiesa, dedicata a Santa Margherita.
Arrivati
a Treviso negli anni ’30 del XIII secolo, il gruppo dei mendicanti
scelse di stanziare i primi insediamenti presso le aree più
periferiche e isolate della città, in linea con lo stile di vita
eremitico e rurale che caratterizzò l’ordine prima del suo
riconoscimento ufficiale da parte del pontefice.
Grazie a donazioni e acquisti, negli anni ’60 gli Eremitani riuscirono a entrare in possesso di una serie di terreni confinanti situati nella parte meridionale della città, oltre il Sile, entrando così più a stretto contatto con il centro cittadino e divenendo protagonisti della realtà sociale e culturale trevigiana. È qui che sorgerà la meravigliosa chiesa, dotata dei preziosissimi e tra i più famosi cicli pittorici del Trecento. Il complesso si amplierà nei due chiostri, il secondo dei quali, cinquecentesco, vede ora svilupparsi gli ambienti dell'Archivio.
Questi
luoghi attraverseranno i secoli, assecondando le vicende che
determineranno le sorti della città di Treviso, legata
indissolubilmente alla Dominante Venezia, in particolar modo ai tempi
della Lega di Cambray, quando tra queste mura, in questi chiostri,
verrà riunito il gran Consiglio di guerra. Ospiteranno eventi ancor
più drammatici quando si riuniranno in questa sede trevigiana i
rappresentanti provenienti da tutta Europa per affrontare uno tra i
più dolorosi scismi della Chiesa cattolica, con la separazione dalla
Sede apostolica romana di molte comunità travolte dalla riforma
protestante innescata proprio da un loro confratello, l'agostiniano
Lutero. L'evento è ricordato scolpito in una grande lapide in cui si
parla di ben 800 convenuti.
Dopo la terribile parentesi alla fine del XVIII secolo con l’invasione delle truppe francesi, e i primi decenni del XIX, con le soppressioni napoleoniche e poi la dominazione austriaca, che devasterà l’ormai ex convento trasformandolo in caserma dell'Intendenza di finanza fino quasi ai nostri giorni, il complesso monumentale dovrà subire un ulteriore devastante tracollo durante il pesante bombardamento della città dell'aprile 1944, che sembrava averne chiusa per sempre la possibilità di ricostruzione.
La
lungimiranza del Ministero nei decenni successivi, in particolar modo
nel corso degli anni Novanta, fece sì che questo luogo venisse
individuato come potenziale sede dell'Archivio di Stato,
restituendone a nuova vita la vocazione culturale, benché
definitivamente qui trasferito dalla precedente sede provvisoria solo
nel 2006.
La
ricostruzione del secondo chiostro cinquecentesco portò quasi come
naturale conseguenza la rivalutazione anche del primo, più antico,
pertinente alla chiesa che fu un tempo di Santa Margherita, con
l'assegnazione alla Direzione regionale Musei del Veneto, accogliendo
definitivamente la prestigiosa collezione dei manifesti Salce,
excursus nell'evoluzione socio culturale dei primi
sessant'anni del XX secolo.
Posizione
Archivio di Stato di Treviso
via Pietro di Dante, 11 - 31100 Treviso (TV)
Contatti
- Tel
- 0422 545805
- as-tv@cultura.gov.it as-tv@pec.cultura.gov.it
- Website
- archiviodistatoditreviso.cultura.gov.it
- Social