Archivio di Stato di Catania - Pergamene ex copertine di volumi notarili
Descrizione
Il fondo delle Pergamene ex copertine notarili è uno dei più importanti tesori custoditi dall’Archivio di Stato di Catania. Meglio definibile come miscellanea, è la raccolta delle ex copertine di alcuni volumi notarili utilizzate dai notai più conservatori (rispetto alla tendenza manifestatasi a partire dal 1500, con la diffusione dell’uso della carta e di conseguenza dei libri a stampa, di distruggere quanto vi era di manoscritto) per foderare i loro volumi o registri. È composto da 334 frammenti databili tra i secc. XI-XVI appartenenti a diverse tipologie testuali alcuni dei quali provenienti dallo stesso codice.
Molte di tali copertine, tratte da fogli di codici o documenti in pergamena, sono state estrapolate dai volumi e restaurate dal Centro di fotoriproduzione, legatoria e restauro di Roma degli archivi di Stato. La raccolta così formatasi comprende documenti come privilegi reali, atti della cancelleria pontificia, atti della curia vescovile di Catania, diplomi e privilegi, nomine di notai e fogli di codici dal contenuto vario, per lo più libri sacri e liturgici, antifonari, opere letterarie, trattati filologici, giuridici, medici, scientifici e letteratura latina e volgare. Tra i fogli di codici contenenti opere letterarie si segnalano due frammenti di un codice trecentesco del Paradiso di Dante, scoperti casualmente dall’allora direttore dell’Archivio di Stato di Catania, Matteo Gaudioso (1931). Il codice faceva da copertina ad un volume di atti del notaio Giacomo Collo di Catania, anno indiziale 1549-1550. Nella galleria fotografica si propone, oltre ai frammenti danteschi, una selezione di copertine più pregevoli e di maggior impatto per lo stato di conservazione e i colori ben preservati.
Le Consuetudini di Paternò (1405)
Documento di notevole rilievo storico e culturale, costituisce un unicum per l’Archivio e fa parte dei documenti di maggior pregio. Le Consuetudini della città di Paternò (Consuetudines Terrae Paternionis) a firma della Regina Bianca di Navarra (1387-1441), infatti, sono l’unico codice membranaceo miniato qui conservato. Bianca di Navarra, regina di Sicilia, d’Aragona e di Navarra, moglie in seconde nozze di Martino il Giovane (sposato nel 1402), alla morte del marito fu dichiarata dal suocero, re Martino il Vecchio, regina reggente. Come Regina di Sicilia le spettavano i possedimenti di Siracusa, Lentini, Francavilla, Randazzo, Mineo e Paternò. Per sua volontà l’11 novembre 1405 nel Castello di Paternò furono emanate le consuetudini, ovvero un sistema di norme di diritto civile, in lingua latina, costituito da 87 articoli riguardanti il diritto matrimoniale, familiare, privato e commerciale.
È uno dei rari codici consuetudinari originali delle città siciliane e l’unico in lingua latina. Le consuetudini sono sottoscritte dalla regina Bianca che si firma “reyna”, alla cui firma segue quella del principe Francesco Moncada che nel 1550 ratificò le consuetudini.
La prima pagina del codice è occupata dalla B di Bianca, miniata in viola ed oro, sormontata da una corona e circondata ai lati da fregi di vario colore e in basso dal castello di Paternò, nel quale vennero approvate le consuetudini.
Furono trovate casualmente allegate al bastardello del 1719 del notaio Domenico Palazzolo di Paternò.
Posizione
Archivio di Stato di Catania
via Vittorio Emanuele - 95131 Catania (CT)
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