Tipo Luogo:
I tesori della Cultura
Archivio di Stato di Belluno – L’antico fondo Confraternite e corporazioni soppresse
Descrizione
L’antico complesso di fondi Confraternite e corporazioni soppresse, conservato all’Archivio di Stato di Belluno, raccoglie la documentazione delle confraternite laicali - e, in minima parte, di congregazioni religiose e enti ecclesiastici - soppresse con i decreti del Regno italico del 26 maggio 1807 e del 25 aprile 1810, in seguito ai quali i beni mobili e immobili degli enti vennero indemaniati e i relativi archivi incamerati dalla Direzione provinciale del demanio e dei boschi.
Nel 1860 la documentazione fu trasferita prima all'Intendenza di finanza di Treviso e successivamente alla Direzione compartimentale del demanio della medesima città; successivamente, tra il 1868 e il 1876, una parte di essa pervenne al Museo civico di Belluno e da lì poi alla Biblioteca civica cittadina, istituita nel 1933, dove i volumi vennero conservati fino alla fine del Novecento, per giungere finalmente all'Archivio di Stato nel 1998.
Altri documenti del medesimo complesso archivistico furono invece rinvenuti tra quelli delle corporazioni religiose di Treviso, Venezia e Bassano conservati all'Archivio di Stato di Venezia: trasferiti in deposito temporaneo al Municipio di Treviso nel 1882, solo tra il 1969 e il 1971 la documentazione fu versata dalla Biblioteca civica all'Archivio di Stato di Treviso, in attesa che si costituisse quello di Belluno, al quale pervennero infine nel 1994.
Finalmente concentrata nell'Archivio di Stato di Belluno, tra il 1996 e il 2000 la documentazione è stata oggetto di schedatura analitica, mentre tra il 2006 e il 2010 ne è stato portato a termine il lavoro di ordinamento e inventariazione.
Il complesso archivistico è costituito quasi esclusivamente da volumi (statuti, deliberazioni, atti notarili, inventari dei beni e delle renditi, libri contabili) prodotti da confraternite e corporazioni attive in Valbelluna, Alpago, Agordino, Val di Zoldo, Cadore, Comelico e Feltrino, per un totale di circa 400 registri, a datare dal 1309, con atti fino al 1845.
Alle confraternite laicali - in area veneta comunemente dette “Scuole” - che accoglievano tra le loro fila persone accomunate da medesimi scopi devozionali, di assistenza e beneficienza, nonché di mutuo soccorso, si affiancano le corporazioni di mestiere, che trovavano fondamento nella tutela degli interessi economici e professionali degli iscritti.
Tra di esse, sono state selezionate a titolo esemplificativo la corporazione di S. Maria Nova del Carmine o dei pellicciai, quella di S. Nicolò o degli zattieri e quella di S. Martino o dei calzolai, tutte particolarmente attive nella città di Belluno.
Altamente significativi per la storia del territorio bellunese, che nei secoli passati basava gran parte della sua economia sullo sfruttamento boschivo, risultano lo statuto e la matricola della confraternita degli zattieri, corporazione professionale che associava coloro che si dedicavano al trasporto del legname ed altri beni su zattera, fluitando lungo il fiume Piave da Belluno a Venezia. Il loro santo protettore era il vescovo Nicolò – rappresentato in disegno policromo all'interno dello statuto - cui è dedicata anche la chiesa di Borgo Piave a Belluno, ove sorgeva l'antico porto delle zattere.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2025-02-03 14:50:25 / Ultimo aggiornamento 2025-02-03 15:16:25
Posizione
Archivio di Stato di Belluno
via Santa Maria dei Battuti - 32100 Belluno (BL)
Contatti
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