Tipo Luogo:
Museo, Galleria e/o raccolta
Collezione di antropologia
Apertura
Prenotazione Non richiesta
Orario di apertura:
Informazioni apertura
Info
Orario estivo 1° giugno - 31 luglio: Da martedì a venerdì: 10.00 - 13.00
Chiusure: Lunedì, sabato, domenica e festivi, 1-31 agosto, 24 dicembre
Il sabato, la domenica e i festivi, la Collezione è accessibile solo partecipando ad eventuali visite guidate, laboratori didattici ed eventi in programma.
Chiusure: Lunedì, sabato, domenica e festivi, 1-31 agosto, 24 dicembre
Il sabato, la domenica e i festivi, la Collezione è accessibile solo partecipando ad eventuali visite guidate, laboratori didattici ed eventi in programma.
Descrizione
II primo nucleo della Collezione di Antropologia risale al 1908, quando fu istituita la cattedra di Antropologia della Regia Università di Bologna, affidata a Fabio Frassetto. Dapprima allestita in due sale di Palazzo Poggi, dove aveva anche sede l’Istituto di Antropologia, fu trasferita nel 1933 in via Selmi, in spazi più ampi dove trovarono migliore sistemazione reperti e collezioni acquisite nel corso degli anni. Attualmente la Collezione è organizzata in quattro sezioni:
1. Paleoantropologia e Preistoria, dedicata all’evoluzione dell’uomo e degli altri primati. Numerosi reperti originali e calchi arricchiti da ricostruzioni ambientali e immagini accompagnano il visitatore attraverso i passaggi più importanti della storia evolutiva umana.
2. Strumenti antropometrici d’interesse storico-scientifico, dedicata ai metodi e alle tecniche antropometriche per lo studio della variabilità umana attraverso la rilevazione di caratteri metrici, somatici e funzionali. Sono conservati numerosi strumenti che rispecchiano le ricerche sugli aspetti biometrici e di standardizzazione dei metodi antropologici portate avanti da Fabio Frassetto nella prima metà del Novecento.
3. Calchi facciali, busti in gesso e in cartapesta e tavole a colori, realizzati nei primi decenni del secolo scorso per documentare le diverse etnie umane. In questa sezione è presente anche una ‘Yurta’, tipica abitazione dei popoli seminomadi delle steppe dell’Asia centrale acquisita nel 2000 grazie alla collaborazione scientifica tra gli antropologi dell’Università di Bologna, il Museo Nazionale di Etnologia di Alma Ata e l’Accademia delle Scienze del Kazakhstan.
4. Biologia dello scheletro e Bioarcheologia, sezione della quale reperti scheletrici umani provenienti dalle collezioni identificate (per età e sesso) vengono esposti per mettere in evidenza le importanti modificazioni nelle dimensioni e nella morfologia dei vari elementi ossei durante la crescita e in relazione al sesso.
L’approccio bioarcheologico per lo studio di resti scheletrici umani rinvenuti in contesti archeologici è messo in rilievo nell’esposizione relativa al rapporto tra l’uomo e le malattie nel passato.
1. Paleoantropologia e Preistoria, dedicata all’evoluzione dell’uomo e degli altri primati. Numerosi reperti originali e calchi arricchiti da ricostruzioni ambientali e immagini accompagnano il visitatore attraverso i passaggi più importanti della storia evolutiva umana.
2. Strumenti antropometrici d’interesse storico-scientifico, dedicata ai metodi e alle tecniche antropometriche per lo studio della variabilità umana attraverso la rilevazione di caratteri metrici, somatici e funzionali. Sono conservati numerosi strumenti che rispecchiano le ricerche sugli aspetti biometrici e di standardizzazione dei metodi antropologici portate avanti da Fabio Frassetto nella prima metà del Novecento.
3. Calchi facciali, busti in gesso e in cartapesta e tavole a colori, realizzati nei primi decenni del secolo scorso per documentare le diverse etnie umane. In questa sezione è presente anche una ‘Yurta’, tipica abitazione dei popoli seminomadi delle steppe dell’Asia centrale acquisita nel 2000 grazie alla collaborazione scientifica tra gli antropologi dell’Università di Bologna, il Museo Nazionale di Etnologia di Alma Ata e l’Accademia delle Scienze del Kazakhstan.
4. Biologia dello scheletro e Bioarcheologia, sezione della quale reperti scheletrici umani provenienti dalle collezioni identificate (per età e sesso) vengono esposti per mettere in evidenza le importanti modificazioni nelle dimensioni e nella morfologia dei vari elementi ossei durante la crescita e in relazione al sesso.
L’approccio bioarcheologico per lo studio di resti scheletrici umani rinvenuti in contesti archeologici è messo in rilievo nell’esposizione relativa al rapporto tra l’uomo e le malattie nel passato.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:52:49 / Ultimo aggiornamento 2023-09-04 12:09:07
Servizi
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Fototeca
Posizione
Collezione di Antropologia
Via Selmi, 3 - 40121 Bologna (BO)
Contatti
- Tel
- 0512094196
- sma.antropologia@unibo.it
- Website
- www.sma.unibo.it/antropologia
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