#ViaggioinItalia. Lungo la costa tirrenica da Anzio a Terracina
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Altra domenica dedicata al #ViaggioinItalia, la campagna lanciata dal Mibact per riscoprire le bellezze della nostra penisola. Vi invitiamo a percorrere la costa tirrenica dal porto di Anzio a Terracina attraverso la carta geografica qui pubblicata. La pianta ci permette di ammirare il paesaggio dell’agro pontino come appariva a metà Ottocento. Si affacciano sul mare le varie torri costiere, da quella di Anzio a quella di Astura fino a Torre Paola e oltre. Si estendono i laghi costieri a cominciare da quello di Fogliano, Caprolace, S. Maria, le paludi e i canali che attraversano la pianura. Lungo la costa, così la legenda, “tomoletti o montarozzi d’arena […] si alzano dove più dove meno con qualche erba marina, ma sopra nelle cime di detti con arboscelli di ginestra” cui “segue per molti passi il terreno arenoso, ma con erba, con diversi arbori di ginestra, olivelle, ginepro, melazze” e in mezzo alla vegetazione vi sono numerose capanne, stradelli e vaccine. Oltre la costa si distendono “selve grandi parte paludose”, originaria vegetazione della pianura pontina di cui rimane oggi solo un piccolo lembo. Al centro si allunga il tozzo promontorio del Circeo con il monte “Cercello” e San Felice.
Questo territorio ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi di bonifica. Verso la fine del Cinquecento Sisto V assegna l’incarico di liberare le terre dalle acque all’architetto Ascanio Fenizi di Urbino, il quale divide la palude in 20 zone e sistema il Fiume Antico (detto poi Sisto) aumentandone la profondità ed aprendo uno sbocco in mare. Ma il primo programma efficace di bonifica si deve a papa Pio VI: nel 1777 inizia lo scavo di nuovo canale lungo la via Appia, chiamato Linea Pio in onore del pontefice, e navigabile fino a Terracina Per assicurare lo scolo delle acque piovane si costruiscono le Fosse Miliari, piccoli canali distanziati ciascuno di un miglio. I lavori dureranno 20 anni, con l’impiego di migliaia di operai. Testimone dell’opera idraulica promossa dal papa fu Goethe che nel febbraio 1787 visitò quelle terre:
"All'alba ci trovammo tra le Paludi Pontine, che non hanno poi quel triste aspetto col quale sono comunemente descritte a Roma. Di un'impresa così vasta e complessa quale è il progettato prosciugamento, non si può certo dare un giudizio attraversandole di sfuggita; ma mi sembra che i lavori ordinati dal papa raggiungeranno lo scopo desiderato perlomeno in gran parte”.
Continuando nel suo viaggio ci descrive il paesaggio nel suo “Viaggio in Italia”:
“S'immagini un'ampia vallata che si stende da nord a sud in un lieve pendio, troppo bassa ad est verso le montagne, troppo alta ad ovest dalla parte del mare. Per tutta la lunghezza passa in linea retta l'antica Via Appia restaurata; e alla sua destra il canale principale lungo il quale l'acqua scorre dolcemente. Grazie a questo canale, il terreno a destra verso il mare viene prosciugato e ridotto a coltura; infatti è coltivato a perdita d'occhio…”
Il viaggio di Goethe si conclude a Terracina: nelle sue parole possiamo ritrovare i colori e l’atmosfera di un territorio oggi profondamente mutato:
“Noi continuammo il nostro cammino conversando animatamente, sempre memori della raccomandazione che lungo questo tratto non è bene farsi cogliere dal sonno; in realtà il vapore azzurrino che già in questa stagione fluttua a una certa altezza sopra il suolo fa pensare a qualche ondata di malaria. Tanto più lieta e gradita ci parve la posizione di Terracina appollaiata sulla roccia. Avevamo finito di godere quella veduta che arrivammo in vista del mare!"
La “Pianta geografica dal porto d’Antio a Terracina” è del 1865. Nel 1861 Pio IX aveva istituito il Consorzio della bonificazione pontina, continuando l’opera di bonifica della pianura alluvionale che culminerà in quella integrale realizzata tra la fine degli anni Venti e Trenta del Novecento la quale portò, oltre al prosciugamento della palude e alla costruzione di una rete fittissima di canali, al disboscamento delle foreste e alla fondazione di nuove città e borghi rurali.
Archivio di Stato di Roma, Disegni e mappe, Collezione II
Potete consultare la mappa alla pagina del sito:
http://www.cflr.beniculturali.it/iip_viewer/iipimage-new.php?dir=/AS_Roma/Imago/&file=Cartografica/Collezioni%20disegni%20e%20mappe/Collezione%20II/135/011/10575.jp2Posizione
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