Rossi, Mazzacane, Carpitella. La ricerca visiva sul tarantismo
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InfoDescrizione
ROSSI, MAZZACANE, CARPITELLA. LA RICERCA VISIVA SUL TARANTISMO
Il tarantismo si racconta a Galatina, al Palazzo della cultura, attraverso la mostra Rossi, Mazzacane, Carpitella. La ricerca visiva sul tarantismo, un’esposizione di materiali selezionati riferiti a tre autori d’eccezione: Annabella Rossi, Lello Mazzacane e Diego Carpitella, protagonisti della ricerca visiva e sonora sulle tradizioni popolari e sulle culture subalterne, che con le loro macchine fotografiche e cineprese hanno documentato l’enigmatico fenomeno culturale e storico-religioso tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta del secolo scorso.
Il
centro di Galatina, luogo nevralgico per il tarantismo salentino e sua “patria
elettiva” nella richiesta di intercessione della grazia a San Paolo, è la
principale scena in cui si realizza la documentazione audiovisiva, per la prima
volta mostrata all’interno di un racconto corale di vicende e testimoni.
Maria
di Nardò, archetipica “sposa di San Paolo”, Michela Margiotta, contadina di
Ruffano che stringe un intenso rapporto epistolare con l’antropologa Annabella
Rossi restituito nel volume Lettere da una tarantata, sono solo alcune
delle protagoniste di foto e video restituiti nella mostra che si snoda trai differenti
contesti della vita quotidiana: il rito domiciliare, la piazza, la festa, la
campagna.
Annabella
Rossi (Roma 1933-1984) ha nutrito la riflessione antropologica con materiali di
ricerca raffinati e appassionati. Il ricorso alla macchina fotografica e alla
ripresa video e sonora come parte integrante dell’indagine sul campo, compone
un ineguagliato fondo archivistico di documenti sonori, fotografici e
cinematografici raccolti dalla studiosa, a partire dalla partecipazione nel
giugno del 1959 alle ricerche dirette da Ernesto de Martino in Puglia sul
fenomeno del tarantismo.
Diego
Carpitella (Reggio Calabria, 1924-Roma, 1990), antropologo, etnomusicologo e
regista italiano, con il suo lavoro ha contribuito in modo decisivo alla
conoscenza e valorizzazione delle tradizioni orali e musicali del Sud Italia. All'inizio
degli anni Cinquanta, infatti, Carpitella è parte dell'équipe interdisciplinare
guidata da Ernesto de Martino che indaga il pianto rituale in Lucania e il tarantismo
nel Salento, documentando per la prima volta aspetti inediti della cultura
musicale popolare italiana in un quadro etnologico ampio e articolato.
Carpitella è autore, tra l’altro, di Meloterapia del tarantismo (1960),
considerato il primo documento di etnomusicologia visiva italiano.
Lello
Mazzacane, per diversi decenni professore ordinario di Storia delle Tradizioni
Popolari alla facoltà di Sociologia dell’Università di Napoli Federico II è tra
i fondatori della visual anthropology. Dai primi anni Settanta si è
dedicato alla ricerca etnografica e antropologica con particolare attenzione
alla fotografia e agli strumenti audiovisivi. Punto di riferimento per
generazioni di ricercatori e studenti, interessati al ruolo della fotografia in
ambito antropologico, Mazzacane ha realizzato diverse ricerche sulla cultura
contadina meridionale, in particolare sulle feste popolari producendo circa
sessantamila immagini dove l’attività di studioso è collegata alla pratica
fotografica associando, in termini teorici e pratici, il fotografo allo
scienziato.
La
mostra realizzata dall’Istituto Centrale
per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e dal Museo delle Civiltà (MuCiv), con la curatela
di Vincenzo Santoro e Stefania Baldinotti, il supporto tecnico per il
trattamento delle immagini e i montaggi audiovisivi di Marco Marcotulli, l’organizzazione
generale di Tommaso Faggiano e Francesca Casaluci, la collaborazione del Polo
Bibliomuseale di Galatina, il contributo e il supporto del Comune di Galatina,
sarà ospitata presso il Palazzo della Cultura, ed inaugurata giovedì 26 giugno
alle ore 18:30.
Interverranno:
Fabio
Vergine - Sindaco Comune Galatina
Leandro
Ventura - Direttore Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale ICPI
Stefania
Baldinotti - Curatrice della mostra, Istituto Centrale per il Patrimonio
Immateriale ICPI
Vincenzo
Santoro - Curatore della mostra, responsabile Dipartimento Cultura, Turismo e
Agricoltura ANCI
Maurizio
Agamennone - Etnomusicologo, Università di Firenze
Eugenio
Imbriani - Antropologo, Università del Salento
Sebastiano
Leo - Assessore Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Puglia
Viviana
Matrangola - Assessora Cultura, Tutela e Sviluppo delle imprese culturali,
Politiche migratoria, Legalità e Antimafia sociale Regione Puglia
Maria
Grazia Anselmi - Vice Sindaco con delega a Turismo e attività produttive Comune
Galatina
Modera
Alessandra Lupo – Giornalista
A seguire,
spettacolo musicale de “Li strittuli”, compagnia di musica popolare salentina.
Attraverso fotografie in bianco e nero e filmati provenienti dagli archivi Muciv-Icpi, si rivela il complesso mondo contadino e popolare della seconda metà del Novecento, in cui il fenomeno del tarantismo vive le sue ultime manifestazioni. I volti, gli ambienti, i gesti e le movenze, ci riportano ad un Salento di appena qualche decina di anni fa ma profondamente distante dall’attuale; un mondo antico, scomparso appena l’altro ieri, in cui il ballo di tarantolate e tarantolati ci racconta lo sforzo individuale, ma allo stesso tempo comunitario, e spesso disperato, ingaggiato contro “la varia potenza del negativo”, per sottrarsi alla minaccia della “crisi della presenza”, dove il riscatto personale è ben poca cosa di fronte alla sconfitta storica di quell’universo contadino e popolare fagocitato dalla società dei consumi.
L’esposizione
sarà visitabile fino a novembre. Un’occasione per esplorare, attraverso lo
sguardo di fotografi ed etnomusicologi, il profondo legame tra gesto rituale,
musica tradizionale e dimensione collettiva della cura, nel Sud di Rossi,
Carpitella e Mazzacane che diventa potente metafora di un’alterità
esistenziale, di una visione della vita e della morte, che non smette di
affascinare.
Posizione
Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale
Piazza Marconi, 8/10 - 00144 Roma (RM)
Leandro Ventura
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