Tipo Evento:
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LE GALLERIE DELL’ACCADEMIA DI VENEZIA PRESENTANO IL RITRATTO DEL DOGE ERIZZO DI STROZZI
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Descrizione
Bernardo Strozzi - Il doge Francesco Erizzo
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia proseguono a presentare la propria collezione online.
A ritmo serrato, il visitatore viene accompagnato stavolta nello scenario della Venezia seicentesca grazie al ritratto di Bernardo Strozzi: Il doge Francesco Erizzo.
A ritmo serrato, il visitatore viene accompagnato stavolta nello scenario della Venezia seicentesca grazie al ritratto di Bernardo Strozzi: Il doge Francesco Erizzo.
Spiccano la maestria nella ritrattistica dell'artista e il realismo intimo dell'opera.
E non solo. Perché, curiosità, forse non tutti sanno che non è l’unica versione dell’opera esistente al mondo, e per il museo il fatto di conservarne una è sicuramente un privilegio non da poco.
E non solo. Perché, curiosità, forse non tutti sanno che non è l’unica versione dell’opera esistente al mondo, e per il museo il fatto di conservarne una è sicuramente un privilegio non da poco.
Di questo ritratto del doge Francesco Erizzo (reg. 1631-1646), infatti, esiste un’altra versione, conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna. La tela delle Gallerie, anch’essa sicuramente autografa, potrebbe essere stata eseguita per la famiglia del doge, dalla cui Villa Erizzo, nei pressi di Bassano del Grappa, proviene, stando alle indicazioni di Sandra Moschini Marconi (1970).
Giunto in laguna nel 1633, all’apice della fama, il genovese Bernardo Strozzi conquistò in breve tempo prestigiose commissioni e si distinse soprattutto nel genere del ritratto, subentrando a Tiberio Tinelli, scomparso nel 1638. Il pittore genovese riesce a dare all’effige un tono di intimo realismo pur non rinunciando all’austerità di un ritratto ufficiale, giocando sull’espressione del volto e sul gesto semplice ma efficace della mano destra portata alla cintura. La ricca mise en scène del doge prevede l’esibizione dei preziosi abiti simbolo del suo potere: il corno dogale, il manto ocra-oro e la mantella di pelliccia bianca.
Giunto in laguna nel 1633, all’apice della fama, il genovese Bernardo Strozzi conquistò in breve tempo prestigiose commissioni e si distinse soprattutto nel genere del ritratto, subentrando a Tiberio Tinelli, scomparso nel 1638. Il pittore genovese riesce a dare all’effige un tono di intimo realismo pur non rinunciando all’austerità di un ritratto ufficiale, giocando sull’espressione del volto e sul gesto semplice ma efficace della mano destra portata alla cintura. La ricca mise en scène del doge prevede l’esibizione dei preziosi abiti simbolo del suo potere: il corno dogale, il manto ocra-oro e la mantella di pelliccia bianca.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-06-22 12:38:21 / Ultimo aggiornamento 2020-06-22 12:38:21
Posizione
Gallerie dell'Accademia di Venezia
Campo della Carità 1050 - Dorsoduro - 30123 Venezia (VE)
Contatti
- Tel
- 041 5222247
- ga-ave@beniculturali.it