#iorestoacasa. “Tutte le strade portano a Roma”: percorsi e itinerari verso la Città eterna. Porta S. Sebastiano
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#iorestoacasa
Vi siete mai affacciati dal camminamento di ronda posto sopra la Porta San Sebastiano per ammirare il paesaggio bucolico della campagna romana decantato dagli artisti del Gran Tour?
Questi due disegni ci mostrano come appariva ai romani del Seicento una delle porte più antiche della città. Eretta all’interno della cinta aureliana nel III sec. D.C., venne denominata Porta Appia, perché da lì passava la “Regina viarum” che univa Roma a Capua e poi a Benevento fino all’Oriente tramite il porto di Brindisi. In seguito assunse il nome cristiano per la vicinanza delle catacombe di S. Sebastiano meta dei molti pellegrini provenienti dalla via Appia.
Con un ingresso originario a doppio fornice inserito tra due torri semicilindriche, la porta subì nel tempo varie trasformazioni: all’epoca dell’imperatore Onorio venne fortificata per contrastare la minaccia di invasione dei Goti, collegando le torri con il retrostante Arco di Druso e ristrutturando l’ingresso a unico fornice con un attico rialzato e un camminamento di ronda merlato.
Varcata nei secoli da consoli vittoriosi, imperatori e re, la porta della regina delle strade è stata spesso testimone di memorabili eventi. Un’incisione sullo stipite destro raffigura l’arcangelo Michele mentre uccide il drago in ricordo della battaglia combattuta in questo luogo, il 29 settembre 1327 (giorno di san Michele), tra le truppe romane guidate da Giacomo Ponziano, capo rionale, e l’esercito di Roberto D’Angiò, re di Napoli. Nel 1471 vi sfilò il corteo trionfale in onore di Marcantonio Colonna per la vittoria alla battaglia di Lepanto con centosettanta prigionieri turchi in catene. Un’iscrizione sopra l’arco rammenta che qui, nel 1536, passò Carlo V dopo aver percorso la Via Appia per incontrare il papa, Paolo III Farnese, e affrontare la questione luterana. Per l’occasione Antonio da Sangallo trasformò la porta in arco di trionfo, ornandola di statue, colonne e fregi. Il valore simbolico del monumento continuò fino ai nostri giorni: negli anni Quaranta la monumentale porta romana si trasformò nell’ abitazione eccentrica, grazie al progetto dell’architetto Luigi Moretti, del segretario del Partito fascista, Ettore Muti. Attualmente, in questi spazi, ha sede il Museo delle Mura inaugurato nel 1990; l'esposizione museale ripercorre, tramite pannelli didattici, la storia delle Mura, di cui sono documentate le diverse fasi costruttive, le trasformazioni architettoniche e i molti restauri che, succedutesi nel corso dei secoli, hanno conferito loro l'aspetto attuale.
I due disegni, realizzati a inchiostro e acquerello seppia, provengono dal Catasto Alessandrino (sec. XVII), nelle cui piante è rappresentato lo sviluppo delle tenute lungo le strade consolari a partire dalle porte cittadine. Nel primo disegno si nota il prospetto interno della porta San Sebastiano con due guardie poste sotto l’Arco di Druso e nel secondo appare, invece, la facciata esterna con i due torrioni e la cinta muraria intorno, maestosa soglia di ingresso per chi, viandante o pellegrino dopo un lungo viaggio lungo l’Appia, si accingeva a entrare nella città eterna.
I disegni sono consultabili nella pagina del sito web dell’Archivio di Stato di Roma: http://www.cflr.beniculturali.it/Alessandrino/alessandrino.php?lar=1366&alt=768
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Posizione
Archivio di Stato di Roma
Corso Rinascimento, 40 (Palazzo della Sapienza) - 00036 Roma (RM)
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