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#iorestoacasa. Alla scoperta de "Le origini di Numana" 15a parte.
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Descrizione
Sebbene Numana rappresenti, da un punto di vista archeologico, un centro pluristratificato, la fase romana risulta poco documentata, ma nota quasi esclusivamente dalle citazioni delle fonti letterarie e da poche testimonianze epigrafiche e archeologiche.
I rinvenimenti archeologici risultano dunque scarsi, a parte un acquedotto interrato che portava l’acqua dalla vicina località Capodacqua di Sirolo alla città e che si trova ancora in buono stato di conservazione. Non abbiamo invece indicazioni sicure di costruzioni civili, funerarie o di aree pubbliche e non è possibile quindi ricostruire l’impianto urbano della città romana, né la sua estensione e la dislocazione delle necropoli.
A fine Ottocento furono date notizie in merito a un anfiteatro, un circo (posto nella zona appena fuori dall’attuale centro abitato, in direzione di Sirolo) e un tempio dedicato a Venere, ma nessuna di queste notizie è verificabile e nulla è sopravvissuto.
Ancora meno si sa del porto, delle cui strutture non abbiamo alcuna testimonianza. Dato che la zona di Sirolo e Numana viene ancora citata nei portolani medievali, possiamo immaginare che questo rimase attivo per tutto il periodo romano, seppur rivestendo un ruolo secondario rispetto ad Ancona.
Scarsi sono anche i rinvenimenti epigrafici, che si limitano alle due epigrafi in esposizione, di Iulia Chelido e di Nardia Pupia, entrambe provenienti da contesti sconosciuti.
La stele di Nardia Pupia, che consiste in un testo inciso su una piccola lastra di arenaria, ricorda che “Nardia Pupia fece, con il suo denaro”, ma senza ulteriori precisazioni, pertanto la sua destinazione è incerta, mentre la datazione, basata sull’onomastica e sul tipo dei caratteri, è riferibile al I sec. a.C.
La stele di Iulia Chelido, in calcare locale, è un monumento funerario a edicola, dove appare il busto della defunta, rappresentata con l’acconciatura in voga in età giulio-claudia: una scriminatura centrale, due file di riccioli a chiocciola sopra le orecchie e due boccoli ai lati del collo, riconducibile al I sec. d.C. L’iscrizione ricorda “Iulia Chelido, liberta di Caio, di venticinque anni”.
(Continua…)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-06-22 12:38:51 / Ultimo aggiornamento 2020-06-22 12:38:51
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