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IL MUSEO LEGGE DELLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA PROPONE GRANZOTTO
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illimitato, rubrica disponibile on line
Descrizione
Prosegue il connubio lettura e museo, oppure di libri ed arte, grazie alla rubrica delle Gallerie dell’Accademia di Venezia: Il Museo Legge. Ovviamente in adesione alla campagna social di letture per #ioleggoacasa.
Ecco la proposta di oggi.
Libro: “La battaglia di Lepanto” di Gianni Granzotto, Libri Mondadori.
Ecco la proposta di oggi.
Libro: “La battaglia di Lepanto” di Gianni Granzotto, Libri Mondadori.
Il testo è stato consigliato da Loretta Salvador, funzionario restauratore conservatore.
Eccone un estratto di seguito:
“Ogni uomo ha la propria sorte racchiusa nella sconosciuta moltitudine che avanza, dentro la storia di cui fa parte e nella quale vive. E, se in tutto questo procedere vi è un senso, un ordine generale delle cose, esso sta nel loro compiersi e nel loro rivivere. La cavalcata non si ferma mai. Quando mutano le stagioni della vita ogni episodio ricomincia, nascita e morte, pace e guerra, amore e odio, la memoria di ciò che questo è stato e la aspettazione di ciò che questo sarà, ancora una volta il passato e ancora una volta il futuro. Ecco perché un uomo solo non può spiegare il mondo. Noi apparteniamo alla cavalcata che ci trascina e non ne sentiamo più il rumore che al momento della morte… A morire, ma non a scomparire. Non credo che scompaia nessuno di chi nei millenni è entrato ed entrerà nel corteo della vita. Alla fine della sua corsa passerà silenziosamente nel carro dei ricordi che altri trascineranno con sé. Non si esce dalla cavalcata. In essa restiamo con ciò che abbiamo fatto e vissuto, e questo è il nostro fragile segno di eternità sulla terra”. (pagg. 237-238)
“Ogni uomo ha la propria sorte racchiusa nella sconosciuta moltitudine che avanza, dentro la storia di cui fa parte e nella quale vive. E, se in tutto questo procedere vi è un senso, un ordine generale delle cose, esso sta nel loro compiersi e nel loro rivivere. La cavalcata non si ferma mai. Quando mutano le stagioni della vita ogni episodio ricomincia, nascita e morte, pace e guerra, amore e odio, la memoria di ciò che questo è stato e la aspettazione di ciò che questo sarà, ancora una volta il passato e ancora una volta il futuro. Ecco perché un uomo solo non può spiegare il mondo. Noi apparteniamo alla cavalcata che ci trascina e non ne sentiamo più il rumore che al momento della morte… A morire, ma non a scomparire. Non credo che scompaia nessuno di chi nei millenni è entrato ed entrerà nel corteo della vita. Alla fine della sua corsa passerà silenziosamente nel carro dei ricordi che altri trascineranno con sé. Non si esce dalla cavalcata. In essa restiamo con ciò che abbiamo fatto e vissuto, e questo è il nostro fragile segno di eternità sulla terra”. (pagg. 237-238)
Loretta dice di questo libro, spiegando così anche il motivo per cui l’ha suggerito ed introducendolo al pubblico nel modo seguente:
"Di fronte all’opera “Allegoria della battaglia di Lepanto” di Paolo Veronese saremo catapultati nel 1571 ed immersi nella grande e gloriosa battaglia. L’autore finge di aver trovato tra le vecchie carte i Commentari che un nobile umbro scrisse, già avanti in età, su quanto vissuto e quanto significò per lui la partecipazione alla grande battaglia di Lepanto. Ci si trova gradualmente immersi in ciò che precede l’evento, dall’aspetto diplomatico (l’opera di convincimento e persuasione che Papa Pio V mette in campo per arrivare alla creazione della Lega), all’aspetto più pratico, come la ricerca degli uomini di remo e d’arme da fornire alle numerose galere. Dalla data del 25 maggio 1571, giorno della firma dello strumento della Lega, sarà una corsa contro il tempo per mettere insieme la grande formazione navale a cui parteciparono la Chiesa, la Spagna e la Repubblica Veneta e che vedrà lo scontro finale contro la flotta turca il 7 ottobre dello stesso anno! Nulla è scontato, fino all’ultimo il buon esito della battaglia è messo a rischio da tentennamenti, sospetti e conflitti tra i partecipanti... Ma domenica 7 ottobre del 1571 duecento galere e più, sei galeazze, fregate ed altri vascelli sono pronti, schierati nella formazione di battaglia con il nemico di fronte. Su ogni legno gli uomini sono pronti sopra le rembate, alle balestriere, ai cannoni. Si alzano gli stendardi di combattimento... la sfida comincia!"
"Di fronte all’opera “Allegoria della battaglia di Lepanto” di Paolo Veronese saremo catapultati nel 1571 ed immersi nella grande e gloriosa battaglia. L’autore finge di aver trovato tra le vecchie carte i Commentari che un nobile umbro scrisse, già avanti in età, su quanto vissuto e quanto significò per lui la partecipazione alla grande battaglia di Lepanto. Ci si trova gradualmente immersi in ciò che precede l’evento, dall’aspetto diplomatico (l’opera di convincimento e persuasione che Papa Pio V mette in campo per arrivare alla creazione della Lega), all’aspetto più pratico, come la ricerca degli uomini di remo e d’arme da fornire alle numerose galere. Dalla data del 25 maggio 1571, giorno della firma dello strumento della Lega, sarà una corsa contro il tempo per mettere insieme la grande formazione navale a cui parteciparono la Chiesa, la Spagna e la Repubblica Veneta e che vedrà lo scontro finale contro la flotta turca il 7 ottobre dello stesso anno! Nulla è scontato, fino all’ultimo il buon esito della battaglia è messo a rischio da tentennamenti, sospetti e conflitti tra i partecipanti... Ma domenica 7 ottobre del 1571 duecento galere e più, sei galeazze, fregate ed altri vascelli sono pronti, schierati nella formazione di battaglia con il nemico di fronte. Su ogni legno gli uomini sono pronti sopra le rembate, alle balestriere, ai cannoni. Si alzano gli stendardi di combattimento... la sfida comincia!"
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-06-22 12:38:49 / Ultimo aggiornamento 2020-06-22 12:38:49
Posizione
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