Giorno della Memoria 2026 | Elena, la matta
Apertura
Date di apertura
Evento giornaliero
Prenotazione Obbligatoria
Orario di apertura:
- Lun
- Chiuso
- Mar
- 09:30 - 11:00
- Mer
- Chiuso
- Gio
- Chiuso
- Ven
- Chiuso
- Sab
- Chiuso
- Dom
- Chiuso
Informazioni apertura
Infolunedì 27 gennaio 2025, ore 9.30
ingresso da Largo della Salara Vecchia
ingresso ore 9.30
inizio evento ore 10.00
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti
PRENOTA SU https://giornodellamemoria2026.eventbrite.it
https://www.eventbrite.it/e/giorno-della-memoria-2026-elena-la-matta-tickets-1980868302416?aff=oddtdtcreator posti individuali riservati per i titolari della Membership Card scrivendo a
pa-colosseo.membership@cultura.gov.it, entro il giorno prima dell’evento e fino a esaurimento posti
la stampa interessata a partecipare può inviare richiesta di accredito all’indirizzo
pa-colosseo.ufficiostampa@cultura.gov.it
Descrizione
In occasione del Giorno della Memoria, istituito nel 2000 dalla Repubblica Italiana e nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e della liberazione dei sopravvissuti e quindi per onorare l’Olocausto, il Parco archeologico del Colosseo e la Comunità Ebraica di Roma promuovono un momento di incontro e riflessione.
Martedì 27 gennaio 2025, a partire dalle ore 9.30,la Curia Iulia ospita Paola Minaccioni che leggerà brani dallo spettacolo Elena, la matta di Elisabetta Fiorito, accompagnata dai musicisti Valerio Guaraldi e Claudio Giusti.
Saluti istituzionali di Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo, e Carola Funaro, Vice Presidente e Assessore alla Memoria e Shalom della Comunità Ebraica di Roma.
Elena Di Porto era un’abitante del ghetto di Roma dal carattere particolare: dichiarata pazza dal regime, non lo era affatto. Nata nel 1912 da un’umile famiglia ebraica, Elena era una donna dal carattere singolare e ribelle, profondamente anticonformista. Separata dal marito, indipendente, antifascista convinta e temeraria, poco disposta ad accettare passivamente ogni forma di sopruso, soprattutto nei confronti degli altri. Lo spettacolo, scritto dalla giornalista di Radio 24 Elisabetta Fiorito, trae spunto dal libro storico del ricercatore archivista Gaetano Petraglia, La Matta di Piazza Giudìa, edito dalla Giuntina, che, attraverso documenti d’archivio inediti e testimonianze orali, ricostruisce con precisione la vita di questa donna straordinaria. Tra musiche d’epoca e arie originali suonate dal vivo, il racconto scenico degli itinerari interiori di Elena passa attraverso la battaglia contro le angherie del regime, la persecuzione razziale, i reiterati ricoveri nell’Ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà, gli scontri con le squadracce fasciste, il confino in Basilicata, il ritorno a Roma, il vano tentativo di resistenza durante l’occupazione nazista della Capitale fino al rastrellamento del 16 ottobre 1943 e la deportazione ad Auschwitz. Il tutto in un crescendo di emozioni dove la protagonista racconta in un romanesco addolcito la sua vita e i suoi scatti d’ira che la mettevano nei guai quando non ce la faceva più di subire le angherie e per dirla con le parole sue “je partiva er chicchero”. Teatro di narrazione, monologo d’autore, rievocazione storica e grande performance attoriale: questi gli ingredienti per raccontare una storia che merita di non essere dimenticata. Tenendo presente che il teatro, quello buono, si gioca sempre ed essenzialmente su due cose: un grande testo e un grande interprete al servizio di una bella storia da raccontare. Senza sofismi e senza paura di sporcarsi le mani. Ricordandosi della necessità, intesa come necessità – in un momento storico come quello attuale – di fare della memoria storica la bussola per le nostre scelte e la lente per capire la contemporaneità. Necessità, e urgenza, anche artistiche, perché Paola Minaccioni vuole essere Elena Di Porto e ha profondamente nelle vene tutta la veracità e la potenza per raccontare una femminilità decisa, forte, fuori dagli stilemi e provata dalle angherie del regime e del periodo storico. Non un reading e nemmeno un monologo classico, quindi: ma uno spettacolo evocativo, e soprattutto emozionante. Con la volontà di raccontare un mondo, un’epoca, una figura di donna e, con esse, tutta una società.
Posizione
Parco archeologico del Colosseo - Foro Romano e Palatino
piazza di Santa Maria Nova - 00184 Roma (RM)