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Villa romana di Marsicovetere. Firma dell’accordo tra Eni e Direzione Regionale della Basilicata
Testo del comunicato
Il 18 ottobre Eni e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata sottoscriveranno un protocollo di intesa per la valorizzazione di un importante sito archeologico rinvenuto in Val d’Agri: la villa romana di Barricelle, in territorio di Marsicovetere.
La sottoscrizione dell’accordo rappresenta il felice risultato della stretta collaborazione da tempo avviata ed evidenzia come le attività di archeologia preventiva condotte durante i lavori di infrastrutturazione petrolifera Eni-Shell, che si svolgono in Val d’Agri dal 1999, non si siano esaurite nel mero controllo delle opere in itinere e nella messa in luce di questo (e numerosi altri) siti archeologici, ma costituiscano le premesse per la valorizzazione e la crescita del territorio. Il progetto di valorizzazione sottolinea infatti come sia possibile coniugare la tutela e la valorizzazione del territorio dell’alta valle dell’Agri, dalle enormi potenzialità ambientali e turistiche, con la realizzazione di opere come quelle di infrastrutturazione petrolifera, strategiche per l’economia dell’intero Paese.
L’accordo si presenta di particolare rilevanza per la Basilicata, il cui contesto economico non facilita il reperimento di fondi privati per operazioni di erogazioni liberali a favore dei beni culturali.
La villa di Barricelle è una delle più rilevanti testimonianze archeologiche dell’occupazione del territorio dell’antica Lucania e si sviluppa nel lungo periodo compreso tra l’età augustea e l’alto medioevo (I sec. a.C. - VII sec. d.C.), subendo nel corso dei secoli varie trasformazioni, sia strutturali che funzionali. Si tratta di uno di quegli impianti, descritti dagli autori antichi, che a partire dal II - I sec. a.C. vengono costruiti nelle campagne, in concomitanza con lo sviluppo dei latifondi, al fine di facilitarne il controllo e la gestione.
Il rinvenimento, fra l’altro, si presenta con carattere di eccezionalità a seguito dell’identificazione dei proprietari della villa: la ricca e potente famiglia lucana dei Bruttii Praesentes, nota per aver dato i natali a consoli e senatori e, in particolare, a Bruttia Crispina, sposa di Commodo e perciò detta “l’imperatrice lucana”.
La prosecuzione della ricerca archeologica, con l’acquisizione di nuovi dati utili alla ricostruzione della storia, dell’ambiente e del paesaggio antico rappresenta il primo passo del progetto.
Nella seconda fase sarà messa a regime la fruizione e valorizzazione del sito attraverso la realizzazione di servizi per il pubblico (bookshop, aree di sosta e di parcheggio, segnaletica e illuminazione) e la ricostruzione degli ambienti dell’antica villa. L’imperatrice Crispina rivivrà attraverso ologrammi, raccontando la sua vita e accompagnando il pubblico.
Un supporto multimediale in 3D consentirà al visitatore di intraprendere un emozionante viaggio virtuale della villa.
Percorsi tematici presenteranno la storia del petrolio dall’antichità a oggi, il terremoto che ha distrutto la villa nel I secolo d.C. e le analisi sui resti della vittima rinvenuta, il paesaggio agrario antico, la gestione del latifondo e le attività praticate all’interno delle ville rustiche (agricoltura, trasformazione dei prodotti e allevamento), le tecniche edilizie nell’antichità, l’otium e il negotium all’interno della villa romana, Bruttia Crispina e la famiglia dei Bruttii Praesentes.
Saranno predisposte attività didattiche per gli studenti di ogni ordine e grado, anche attraverso l’organizzazione di laboratori di archeologia sperimentale.
Marsicovetere (PZ)
Villa romana di Barricelle
Grumento Nova (PZ)
Museo Archeologico Nazionale dell'Alta Val d'Agri
La sottoscrizione dell’accordo rappresenta il felice risultato della stretta collaborazione da tempo avviata ed evidenzia come le attività di archeologia preventiva condotte durante i lavori di infrastrutturazione petrolifera Eni-Shell, che si svolgono in Val d’Agri dal 1999, non si siano esaurite nel mero controllo delle opere in itinere e nella messa in luce di questo (e numerosi altri) siti archeologici, ma costituiscano le premesse per la valorizzazione e la crescita del territorio. Il progetto di valorizzazione sottolinea infatti come sia possibile coniugare la tutela e la valorizzazione del territorio dell’alta valle dell’Agri, dalle enormi potenzialità ambientali e turistiche, con la realizzazione di opere come quelle di infrastrutturazione petrolifera, strategiche per l’economia dell’intero Paese.
L’accordo si presenta di particolare rilevanza per la Basilicata, il cui contesto economico non facilita il reperimento di fondi privati per operazioni di erogazioni liberali a favore dei beni culturali.
La villa di Barricelle è una delle più rilevanti testimonianze archeologiche dell’occupazione del territorio dell’antica Lucania e si sviluppa nel lungo periodo compreso tra l’età augustea e l’alto medioevo (I sec. a.C. - VII sec. d.C.), subendo nel corso dei secoli varie trasformazioni, sia strutturali che funzionali. Si tratta di uno di quegli impianti, descritti dagli autori antichi, che a partire dal II - I sec. a.C. vengono costruiti nelle campagne, in concomitanza con lo sviluppo dei latifondi, al fine di facilitarne il controllo e la gestione.
Il rinvenimento, fra l’altro, si presenta con carattere di eccezionalità a seguito dell’identificazione dei proprietari della villa: la ricca e potente famiglia lucana dei Bruttii Praesentes, nota per aver dato i natali a consoli e senatori e, in particolare, a Bruttia Crispina, sposa di Commodo e perciò detta “l’imperatrice lucana”.
La prosecuzione della ricerca archeologica, con l’acquisizione di nuovi dati utili alla ricostruzione della storia, dell’ambiente e del paesaggio antico rappresenta il primo passo del progetto.
Nella seconda fase sarà messa a regime la fruizione e valorizzazione del sito attraverso la realizzazione di servizi per il pubblico (bookshop, aree di sosta e di parcheggio, segnaletica e illuminazione) e la ricostruzione degli ambienti dell’antica villa. L’imperatrice Crispina rivivrà attraverso ologrammi, raccontando la sua vita e accompagnando il pubblico.
Un supporto multimediale in 3D consentirà al visitatore di intraprendere un emozionante viaggio virtuale della villa.
Percorsi tematici presenteranno la storia del petrolio dall’antichità a oggi, il terremoto che ha distrutto la villa nel I secolo d.C. e le analisi sui resti della vittima rinvenuta, il paesaggio agrario antico, la gestione del latifondo e le attività praticate all’interno delle ville rustiche (agricoltura, trasformazione dei prodotti e allevamento), le tecniche edilizie nell’antichità, l’otium e il negotium all’interno della villa romana, Bruttia Crispina e la famiglia dei Bruttii Praesentes.
Saranno predisposte attività didattiche per gli studenti di ogni ordine e grado, anche attraverso l’organizzazione di laboratori di archeologia sperimentale.
Marsicovetere (PZ)
Villa romana di Barricelle
Grumento Nova (PZ)
Museo Archeologico Nazionale dell'Alta Val d'Agri
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:21 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:21