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URBANI: “CON LA SIGLA DEGLI ACCORDI DI COOPERAZIONE AL VIA IL RESTAURO ITALIANO DEI SITI INDIANI DI AJANTI ED ELLORA”
Testo del comunicato
La missione in India al seguito del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, consente al MiBAC di proseguire un lavoro intrapreso nel 2003, quando il Ministro Urbani si recò a Mumbai, New Delhi e Aurangabad per avviare i primi contatti con il mondo di Bollywood e visitare alcuni siti buddisti e hindù bisognosi di seri interventi di restauro.
Gli accordi di cooperazione firmati lunedì 14 febbraio sono il risultato delle numerose missioni tecniche seguite alla visita del Ministro, e riguardano in particolare l’aiuto italiano al restauro delle grotte dipinte di Ajanta e Ellora. I due siti, antichi luoghi di culto, costituiscono il più importante monumento dell’antica pittura indiana, entrambi classificati siti UNESCO.
Ajanta, rimasta in disuso per secoli, fu riscoperta all’inizio dell’Ottocento e subito definita come sito di importanza mondiale. Le pitture quindi sono meno degradate perché per lungo tempo non sono state esposte all’usura e a interventi di restauro impropri e dannosi. Le 28 grotte di Ajanta sono scavate nella roccia basaltica a mezza costa di un dirupo a forma di zoccolo di cavallo. Le grotte più antiche datano alla dinastia Satavahana nel II secolo a.C. e si devono all’opera di buddisti di fede Hinayana. Alcuni sono ambienti di preghiera, altri sono stati usati come residenza per i monaci. A partire dal IV secolo dC sono stati realizzati numerosi altri ambienti da buddisti di fede Mahayana, con decorazioni assai più perfezionate sia sul piano tecnico che stilistico. I dipinti illustrano la vita del Buddha e delle sue precedenti incarnazioni, sia umane che animali. Sono stati eseguiti sotto la costante guida di monaci di grande conoscenza religiosa. La loro altissima qualità ha fatto di Ajanta un luogo di irradiamento della iconografia buddista, attraverso l’Afghanistan, il Tibet, la Cina fino alla Corea e al Giappone.
A Ellora la frequentazione non è mai cessata e il degrado è molto più avanzato. In passato si è cercato di renderne più fruibili le decorazioni, anche riproponendo strati pittorici su parti di rilievo mancanti. Le grotte di Ellora sono uno di più significativi complessi monumentali dell’antica arte indiana. Sono più di cento, scavate in un costone di roccia basaltica che si estende per più di 1500 metri sul versante della collina di Ellora. Sono state realizzate tra il V e l’XI secolo da seguaci buddisti, induisti e jainisti. Sono decorate con gruppi scultorei e pittorici di incredibile bellezza.
L’aspetto più problematico per i due siti è costituito dalle numerose infiltrazioni d’acqua. Da non sottovalutare anche l’esfoliazione delle pitture dovute all’inquinamento biologico. I tecnici italiani, in stretta cooperazione con i colleghi indiani, daranno il via a un cantiere pilota in una grotta, per identificare il migliore approccio al recupero di questi tesori.
“Si tratta di un importante trasferimento di know-how e tecnologie – ha dichiarato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani - che consentirà il recupero di due luoghi importantissimi della cultura e della religione indiana, a cui lo Stato indiano sin dalla sua indipendenza intendeva restituire l’antico splendore. Questo fa capire l’importanza dei due monumenti per il popolo indiano. L’esperienza e la tecnica dei nostri restauratori si impegna in questo modo nella salvaguardia dei maggiori tesori del patrimonio culturale di uno dei principali paesi emergenti del continente asiatico, così come sta avvenendo per la Città Proibita di Pechino in Cina, consolidando il prestigio italiano nell’area. Sono certo che questo importante contributo culturale aprirà numerose prospettive al nostro sistema-paese”.
Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 06-67232261