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Terremoto Abruzzo: aggiornamenti del 26 aprile
Testo del comunicato
Salvati due simboli importanti della città dell’Aquila. Nel corso degli ultimi recuperi effettuati ieri presso il Museo Nazionale d’Abruzzo del Forte Spagnolo, alla presenza della Direttrice Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Anna Maria Reggiani, del Soprintendente ai Beni Architettoni-ci, Maurizio Galletti, dei funzionari della Soprintendenza ai Beni Storico – Artistici, sono stati re-cuperati il Gonfalone della Città dell’Aquila, firmato dal manierista Paolo Cardone del 1579 e quel-lo della città di Siena del 1610. Il primo è stato arrotolato e trasferito presso il Museo Nazionale del-la Preistoria d’Abruzzo a Celano – Paludi e il secondo è stato prelevato con la sua teca in vetro fa-cendolo uscire dal varco aperto al terzo piano del Forte è stato trasferito presso la cittadella della Guardia di Finanza a Coppito dove si svolgerà il G8.
Il Gonfalone della città dell’Aquila dipinto su seta rossa, è alto 442 cm e largo 315 cm. Raffigura nella parte anteriore: in alto, Gesù che sorregge una croce tra la Madonna e un Angelo in ginocchio; al centro, la città dell’Aquila sorretta dai quattro Santi protettori (S.Massimo, Celestino V, San Ber-nardino e Sant’Equizio); in basso, sono effigiati due Santi vescovi, S.Francesco, S.Bernardino e S.Giovanni della Marca. Sul retro (non visibile allo spettatore) sono raffigurati lo stemma di S.Francesco d’Assisi con alcuni cherubini. La peculiarità di questo stendardo è la rappresentazione realistica del centro urbano dell’Aquila, troviamo infatti un’immagine poco usuale per un’epoca in cui si tendeva ad idealizzare le città. Qui, infatti, c’è una perfetta riproduzione della città, essa è vi-sta a volo d’uccello “dal lato di mezzodì”, ma soprattutto c’è verosimiglianza, perché è stato adotta-to un punto di vista reale che dovrebbe essere Monte Luco (Roio), da cui è possibile osservare: il Castello, S. Bernardino, S.Silvestro, S.Massimo, S.ta Giusta, Porta Rivera, ecc..
Il gonfalone del Cardone è un’importante testimonianza dell’Aquila cinquecentesca: le architetture gotiche, la piazza principale (Piazza Duomo) circondata dalle botteghe, le mura, le case con coper-tura a capanna; possiamo ritrovare quella città che fu spazzata via dal terremoto del 2 febbraio 1703.
Il Gonfalone della città di Siena donato alla città dell’Aquila durante un pellegrinaggio nel 1610. E’ documento importante dell’amicizia e vicinanza delle due città fin dal XV secolo grazie alla presen-za di San Bernardino. Fu dipinto da Raffaele Vanni e misura 351 X 248 mt. e presenta in alto il monogramma bernardiniano sorretto da due angeli tra le nubi; al centro, sulla sinistra, San Bernar-dino inginocchiato su una nuvola che indica con la destra il monogramma e con la sinistra la città di Siena. Il lato opposto raffigura la Vergine seduta sulle nubi in una gloria di angeli, due dei quali la incoronano. Il gonfalone è bordato sui quattro lati da fasce in broccato decorate con motivi a girali azzurri. Ai quattro angoli sono dipinti quattro cherubini in inserti quadrati.
Il recupero di queste importanti testimonianze per la storia dell’Aquila, che non hanno riportato grossi danni dal sisma del 6 aprile scorso, si deve, ancora una volta, al coraggio e all’abnegazione dei Vigili del Fuoco con le unità SAF (speleo, alpino, fluviali); ora anche queste opere attendono un restauro e quindi l’intervento di donazioni come quella dei Monti dei Paschi di Siena che ha già offerto il suo contributo per il restauro della Basilica di San Bernardino. “Sarebbe molto significati-vo – ha affermato il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – tenere i due Gonfaloni insieme nella cittadella della Guardia di Finanza ed esporli in occasione proprio del G8. In realtà stiamo anche pensando, per questa occasione e sempre in questa sede, ad un’esposizione delle opere d’arte più preziose e significative della nostra città. Una mostra che possa far capire ai grandi della terra la ricchezza della nostra storia”
Roma, 26 aprile 2009
Ufficio Stampa - MiBAC
Il Gonfalone della città dell’Aquila dipinto su seta rossa, è alto 442 cm e largo 315 cm. Raffigura nella parte anteriore: in alto, Gesù che sorregge una croce tra la Madonna e un Angelo in ginocchio; al centro, la città dell’Aquila sorretta dai quattro Santi protettori (S.Massimo, Celestino V, San Ber-nardino e Sant’Equizio); in basso, sono effigiati due Santi vescovi, S.Francesco, S.Bernardino e S.Giovanni della Marca. Sul retro (non visibile allo spettatore) sono raffigurati lo stemma di S.Francesco d’Assisi con alcuni cherubini. La peculiarità di questo stendardo è la rappresentazione realistica del centro urbano dell’Aquila, troviamo infatti un’immagine poco usuale per un’epoca in cui si tendeva ad idealizzare le città. Qui, infatti, c’è una perfetta riproduzione della città, essa è vi-sta a volo d’uccello “dal lato di mezzodì”, ma soprattutto c’è verosimiglianza, perché è stato adotta-to un punto di vista reale che dovrebbe essere Monte Luco (Roio), da cui è possibile osservare: il Castello, S. Bernardino, S.Silvestro, S.Massimo, S.ta Giusta, Porta Rivera, ecc..
Il gonfalone del Cardone è un’importante testimonianza dell’Aquila cinquecentesca: le architetture gotiche, la piazza principale (Piazza Duomo) circondata dalle botteghe, le mura, le case con coper-tura a capanna; possiamo ritrovare quella città che fu spazzata via dal terremoto del 2 febbraio 1703.
Il Gonfalone della città di Siena donato alla città dell’Aquila durante un pellegrinaggio nel 1610. E’ documento importante dell’amicizia e vicinanza delle due città fin dal XV secolo grazie alla presen-za di San Bernardino. Fu dipinto da Raffaele Vanni e misura 351 X 248 mt. e presenta in alto il monogramma bernardiniano sorretto da due angeli tra le nubi; al centro, sulla sinistra, San Bernar-dino inginocchiato su una nuvola che indica con la destra il monogramma e con la sinistra la città di Siena. Il lato opposto raffigura la Vergine seduta sulle nubi in una gloria di angeli, due dei quali la incoronano. Il gonfalone è bordato sui quattro lati da fasce in broccato decorate con motivi a girali azzurri. Ai quattro angoli sono dipinti quattro cherubini in inserti quadrati.
Il recupero di queste importanti testimonianze per la storia dell’Aquila, che non hanno riportato grossi danni dal sisma del 6 aprile scorso, si deve, ancora una volta, al coraggio e all’abnegazione dei Vigili del Fuoco con le unità SAF (speleo, alpino, fluviali); ora anche queste opere attendono un restauro e quindi l’intervento di donazioni come quella dei Monti dei Paschi di Siena che ha già offerto il suo contributo per il restauro della Basilica di San Bernardino. “Sarebbe molto significati-vo – ha affermato il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – tenere i due Gonfaloni insieme nella cittadella della Guardia di Finanza ed esporli in occasione proprio del G8. In realtà stiamo anche pensando, per questa occasione e sempre in questa sede, ad un’esposizione delle opere d’arte più preziose e significative della nostra città. Una mostra che possa far capire ai grandi della terra la ricchezza della nostra storia”
Roma, 26 aprile 2009
Ufficio Stampa - MiBAC
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:09 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:09