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SISMA EMILIA: BENI CULTURALI, RIPRESI PRIMI SOPRALLUOGHI DURERANNO UN MESE, POI LA QUANTIFICAZIONE DEI DANNI
Testo del comunicato
Dopo la grande scossa di martedi', sono ripresi i sopralluoghi ai beni storico-artistici colpiti dal terremoto in Emilia. Sono compiuti da un corpo speciale dei vigili del fuoco insieme alla Direzione regionale del Ministero dei beni culturali, con una decina di squadre miste.
Questi primi sopralluoghi - ha spiegato l'architetto Carla Di Francesco, che guida la Direzione regionale - continueranno presumibilmente per un mese: solo dopo questa fase potranno riprendere le verifiche per la quantificazione dei danni e la valutazione dei costi d'intervento nei singoli casi.
Le quantificazioni erano state avviate dopo il primo terremoto del 20 maggio, ma sono state sospese dopo il secondo del 19 maggio, che ha provocato nuovi danni: ''eravamo gia' pronti a intervenire - sottolinea - in alcuni casi come il torrino alto del Comune di Finale Emilia e una torretta a San Felice, quando e' crollato tutto per il nuovo terremoto''.
Ringraziando per l'aiuto offerto da esperti di molte citta' italiane, l'architetto Di Francesco rinvia tutti alla seconda fase: ''e' per la quantificazione che ci servira' questo aiuto, ora dobbiamo fare i sopralluoghi urgenti''.
A lei e' affidato l'Ufficio di coordinamento regionale del ministero, in corso di costituzione a Bologna, che dovra' affrontare l'emergenza di concerto con Prefetture, Province, Protezione civile dell'Emilia-Romagna, le due soprintendenze ai Beni architettonici (Bologna competente anche per Modena e Reggio, e Ravenna per Ferrara), in raccordo con le analoghe Direzioni regionali del ministero per Lombardia e Veneto. Questo centro operativo a Bologna (a Sassuolo il magazzino-laboratorio per le opere trasportabili) si occupa del patrimonio danneggiato in Emilia e a Mantova, ma resta da decidere dove fara' capo Rovigo, recentemente aggiunta alla mappa dell'emergenza.
fonte dati: ANSA
Questi primi sopralluoghi - ha spiegato l'architetto Carla Di Francesco, che guida la Direzione regionale - continueranno presumibilmente per un mese: solo dopo questa fase potranno riprendere le verifiche per la quantificazione dei danni e la valutazione dei costi d'intervento nei singoli casi.
Le quantificazioni erano state avviate dopo il primo terremoto del 20 maggio, ma sono state sospese dopo il secondo del 19 maggio, che ha provocato nuovi danni: ''eravamo gia' pronti a intervenire - sottolinea - in alcuni casi come il torrino alto del Comune di Finale Emilia e una torretta a San Felice, quando e' crollato tutto per il nuovo terremoto''.
Ringraziando per l'aiuto offerto da esperti di molte citta' italiane, l'architetto Di Francesco rinvia tutti alla seconda fase: ''e' per la quantificazione che ci servira' questo aiuto, ora dobbiamo fare i sopralluoghi urgenti''.
A lei e' affidato l'Ufficio di coordinamento regionale del ministero, in corso di costituzione a Bologna, che dovra' affrontare l'emergenza di concerto con Prefetture, Province, Protezione civile dell'Emilia-Romagna, le due soprintendenze ai Beni architettonici (Bologna competente anche per Modena e Reggio, e Ravenna per Ferrara), in raccordo con le analoghe Direzioni regionali del ministero per Lombardia e Veneto. Questo centro operativo a Bologna (a Sassuolo il magazzino-laboratorio per le opere trasportabili) si occupa del patrimonio danneggiato in Emilia e a Mantova, ma resta da decidere dove fara' capo Rovigo, recentemente aggiunta alla mappa dell'emergenza.
fonte dati: ANSA
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:25 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:25