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TERREMOTO: ALTRE 83 SCOSSE. DANNI PER 1% PIL (ore 17.00)
Testo del comunicato
La terra, in Emilia, non accenna a fermarsi. Sono state 83, secondo l'Ingv, le scosse che si sono susseguite dopo la mezzanotte fra le province di Modena, Ferrara e Mantova, zona gia' colpita dai sismi del 20 e 29 maggio. In due giorni si sono registrate nel territorio circa 300 scosse. Una nuova scossa di magnitudo 3.2 e' stata registrata alle 13.18 in provincia di Ferrara, nei pressi dei comuni di Mirabello e Vigarano. La piu' forte delle scosse che si sono verificate da questa notte, di magnitudo 3.6, e' avvenuta alle 6,20 con epicentro Finale Emilia. Tra i paesi piu' colpiti dal sisma c'e' Mirandola, dove e' stata chiusa la zona industriale della citta'. Sono 7.231 gli sfollati ospitati nella notte tra martedi' e mercoledi' in 23 campi, 17 strutture coperte e diversi alberghi. In totale, la disponibilita' di posti coordinata dal Centro unificato di protezione civile di Marzaglia, a una decina di chilometri da Modena, e' salita a 8867. La forte scossa di terremoto verificatasi martedi' scorso ha colpito anche la Lombardia, in particolare Mantova e i comuni limitrofi, dove si contano circa 1.500 sfollati. Da due giorni, infatti, il personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Provinciale di Mantova e Cremona e' impegnato in attivita' di soccorso e protezione civile nelle zone colpite.
Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha ribadito la necessita' di un piano per la sicurezza del territorio: "Dobbiamo avere un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, e' una priorita' per il nostro Paese", ha detto il ministro. "L'area dove si e' scatenata la drammatica forza del sisma - ha sottolineato il Presidente della Confindustria Emilia Romagna, Maccaferri - e' un'area ad alta concentrazione industriale. Li' c'e' il 10% del Pil regionale e l'1% di quello nazionale. Parliamo di 60mila aziende, molte delle quale con una forte componente tecnologica".
In un comunicato stampa, la Protezione civile "ribadisce che lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensita' potranno ancora interessare la stessa area". Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, interrogata su una stima dei danni, ha dichiarato che: "e' stata fatta una prima stima, che riguarda le attivita' produttive, ma e' in evoluzione, quindi non possiamo dare cifre precise".
fonte dati: AGI
Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha ribadito la necessita' di un piano per la sicurezza del territorio: "Dobbiamo avere un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, e' una priorita' per il nostro Paese", ha detto il ministro. "L'area dove si e' scatenata la drammatica forza del sisma - ha sottolineato il Presidente della Confindustria Emilia Romagna, Maccaferri - e' un'area ad alta concentrazione industriale. Li' c'e' il 10% del Pil regionale e l'1% di quello nazionale. Parliamo di 60mila aziende, molte delle quale con una forte componente tecnologica".
In un comunicato stampa, la Protezione civile "ribadisce che lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensita' potranno ancora interessare la stessa area". Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, interrogata su una stima dei danni, ha dichiarato che: "e' stata fatta una prima stima, che riguarda le attivita' produttive, ma e' in evoluzione, quindi non possiamo dare cifre precise".
fonte dati: AGI
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:25 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:25