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Risposta scritta all'interrogazione n. 4-10321 del dep. Giuseppe Brescia. Comune di Gravina di Puglia (BA). Riqualificazione del centro storico.
Testo del comunicato
Nell’atto ispettivo n. 4-10321, l’Onorevole interrogante, premesso che in merito ai lavori di rigenerazione urbana di determinate zone del territorio comunale e di riqualificazione del centro storico del comune di Gravina in Puglia, pare evidente, a suo avviso, che vi sia il mancato rispetto da parte dell’amministrazione comunale delle condizioni dettate dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province, di Bari, Barletta - Andria - Trani e Foggia, chiede di sapere se il Ministero disponga di elementi in merito a quanto esposto e se non intenda intervenire anche promuovendo una verifica da parte del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio storico e culturale dell'ambiente in relazione alle modifiche apportate ai progetti. A tale riguardo si comunica quanto segue. La Soprintendenza paesaggistica competente per territorio ha, nei mesi scorsi, esaminato attentamente, e indi, autorizzato, vari progetti presentati dal Comune di Gravina, riguardanti la riqualificazione del territorio comunale e del centro storico della città di Gravina. Tali autorizzazioni, nello specifico, hanno riguardato: 1) progetto esecutivo “Centro Storico-Asse Monumentale est-ovest”: nell’ottobre 2014 la Soprintendenza paesaggistica competente ha autorizzato il Comune di Gravina ai lavori previsti in progetto; 2) progetto definitivo per la "Riqualificazione di Piazza Pellicciari": nell’ottobre 2014 la Soprintendenza paesaggistica competente ha autorizzato i lavori previsti in progetto; 3) progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori di “Riqualificazione e fruizione degli spazi aperti del rione Fondovito": nel gennaio 2015 la Soprintendenza competente ha autorizzato i lavori previsti in progetto. In particolare, per i lavori del rione Fondovito, la Soprintendenza ha posto le seguenti osservazioni: “lo studio preliminare che indirizza gli obiettivi da raggiungere con gli interventi ha portato chiarezza sulle componenti fondamentali del rione Fondovito, a partire dalla qualità geometrico-compositiva e poi funzionale, strutturale, dimensionale, materico-linguistica. Tutto ciò ha restituito una visione inedita ed esaustiva del centro antico. La proposta esecutiva di intervento si è quindi orientata alla conservazione e valorizzazione di tale complessa realtà urbana. Per quanto riguarda in particolare gli obiettivi del progetto di recupero degli spazi pubblici si condividono la salvaguardia delle forme storiche così come il ripristino dei luoghi a seguito di recenti e inopportune modifiche e questo attraverso la realizzazione di idonee infrastrutture e di elementi di arredo urbano, quali pavimentazioni, arredo e verde urbano, nonché attraverso il recupero dei caratteri costruttivi originari e delle tecnologie adottate localmente nelle diverse fasi storiche. Attualmente in stato di quasi totale abbandono, il rione Fondovito è stato nel passato palcoscenico di vita sociale ricca di rapporti interpersonali e interfamiliari. Ciò è dovuto alla conformazione dell'insediamento abitativo, che rendeva la strada soggiorno di diverse abitazioni e i chiostri il luogo di incontro e scambio tra gli abitanti. Ma ruolo fondamentale hanno avuto anche le chiese, nate in epoche diverse, che costituiscono il fulcro del rione. Venendo dunque alle proposte del progetto esecutivo, si condividono le scelte progettuali proposte. Si condividono, inoltre, gli interventi previsti per l'illuminazione pubblica, nonché il disegno e la scelta dei materiali da impiegare per le nuove opere di pavimentazione, d'arredo urbano, di recupero dei muretti a secco, di manutenzione delle fontane, la realizzazione del giardino periurbano e del giardino botanico, la sistemazione delle piazze, le soluzioni tecnologiche ed impiantistiche dei "sottoservizi". 4) intervento di rigenerazione urbana ( Gravina RE-SET) previsto per il "Bastione Medievale, via Giudice Montea-Cavati": premesso che la Soprintendenza paesaggistica competente si era già favorevolmente espressa relativamente al progetto definitivo dei lavori in argomento nel dicembre 2011, formulando una serie di condizioni circa la metodologia ed i materiali di intervento, essa ha reiterato l’autorizzazione dei lavori nel luglio 2015, rilevando che “l’elaborazione del progetto con le nuove proposte migliorative, per i medesimi interventi, risultava ben articolata e puntualmente dettagliata, tanto nella parte descrittiva dello stato dei luoghi, quanto in quella relativa all’indicazione delle diverse tipologie di restauro previste. Risultano infatti pienamente soddisfatte le prescrizioni a suo tempo indicate, nonché la piena rispondenza all’esigenza di conservazione e tutela dei manufatti interessati dai restauri”. Va precisato inoltre che per tutte le autorizzazioni suddette, la Soprintendenza competente ha indicando alcune prescrizioni da osservare nella condotta dei progetti, riservandosi di fornire nel corso dei lavori ogni eventuale ed ulteriore prescrizione, e concordando inoltre con la proprietà, tramite il Direttore dei Lavori, i sopralluoghi necessari per seguire il costante andamento dei lavori stessi. Nell’autorizzare i lavori la Soprintendenza ha fatto inoltre obbligo al Comune di comunicare tempestivamente, per iscritto, la data di inizio dei lavori (affidati ad imprese qualificate ai sensi del D.P.R. n. 207/2010 nelle categorie OG2) e, al termine dei lavori, di consegnare una relazione redatta dal Direttore dei lavori delle più significative fasi di intervento, corredata da documentazione fotografica nel rispetto dell’art. 250 del D.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207. Infine, nell’agosto 2015, la Soprintendenza ha risposto ad un esposto di un privato cittadino e degli attivisti di “Gravina 5 Stelle" in merito ai lavori in corso nel "Rione Fondovito", facendo notare che “l'intervento di rigenerazione in esecuzione nel Rione Fondovito consiste, soprattutto, nella ripavimentazione di alcuni tratti di strade e scale, con rifacimenti dei relativi sottoservizi, utilizzando basole di pietra chiara scelta ed autorizzata dalla Scrivente. Nello specifico si rileva che, la pavimentazione del canalone, viene ripristinata nelle stesse forme e sviluppo planimetrico che essa aveva già diverse decine di anni addietro, quindi conservando globalmente la quota altimetrica dello stesso percorso originario, non evidenziando alcun tipo di alterazione né altimetrica né planimetrica”. Per tutti gli interventi di rigenerazione urbana fin qui descritti, non risultano, a conoscenza della Soprintendenza paesaggistica competente, elementi tali da evidenziare difformità esecutive, nella condotta dei lavori, rispetto alle prescrizioni impartite con le note sopra citate.
Documentazione:
Brescia 10 febbraio 2016
(documento in formato pdf, peso 209 Kb, data ultimo aggiornamento: 12 aprile 2016 )