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Risposta scritta all'interrogazione n. 4-05858 del dep. Nicola Ciracì. Progetto di itinerario turistico enogastronomico tra Foggia Vetere al Castello Ducale.
Testo del comunicato
Con riferimento all’atto di sindacato ispettivo n. 4-05858 con il quale si chiede quale sia la ragione per la quale il Comune di Ceglie Messapica abbia dato inizio ai lavori relativi “all’itinerario turistico enogastronomico tra Foggia Vetere, Castello Ducale e Scuola internazionale di gastronomia di Ceglie Massapica”, senza che la progettazione esecutiva fosse stata sottoposta alla competente Soprintendenza, si comunica quanto segue. Con nota n° 15852 del 3 settembre 2013, il Comune di Ceglie Messapica trasmetteva alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, la proposta di autorizzazione paesaggistica relativa al progetto di itinerario turistico enogastronomico da Foggia Vetere al Castello Ducale – Programma di sviluppo rurale della Regione Puglia PSL GAL Alto Salento Scarl 2007-2013 – Asse III – Azione 1 – Misura 313. La citata Soprintendenza, con nota 15852 del 3 ottobre 2013, esprimeva parere favorevole al progetto, prescrivendo alcune condizioni che, di seguito, si riassumono. • I terrazzamenti dovranno essere limitati da muri di contenimento a secco, seguendo gli attuali andamenti discontinui; • le superfici pavimentate dovranno essere limitate a tracciati di dimensioni minime, in ghiaietto o stabilizzato; • dovranno essere messe a dimora piante cespugliose ed alberature tipiche dell'agro salentino, salvaguardando la vegetazione esistente; • non vengano realizzate la vasta area pavimentata a valle del lotto, e la cavea, che determinerebbero grave alterazione dei peculiari caratteri paesaggistici del sito. Sia invece confermata la copertura con manto erboso, con eventuale, contenuto rimodellamento del piano. La cavea potrà essere limitata a massimo 3 gradoni con contenimento in pietra a secco e piano erboso, seguendo un andamento meno artificiale di quello proposto; • non venga realizzato il palco in legno, elemento del tutto avulso dal contesto. Eventuali allestimenti potranno essere di tipo mobile, da montare all'occorrenza sul piano erboso; • le componenti in ferro siano limitate agli eventuali corrimano lungo le scale e le rampe; • dovrà essere meglio precisata in fase di progettazione esecutiva, la soluzione di contenimento del salto di quota in corrispondenza del confine con l'area occupata dal Palazzo Municipale, ora consistente in un terreno in forte declivio, atteso che nella proposta progettuale esaminata sembrerebbe sostituito da un alto muro eccessivamente incombente sull'area da valorizzare. In riferimento alla contraddittorietà del citato parere, asserita dall’Onorevole interrogante, si rappresenta che la sopra citata nota 1582 del 3 ottobre 2013 della competente Soprintendenza, nell’esprimere la non condivisione della realizzazione della cavea, indicava, attraverso le succitate prescrizioni, una soluzione alternativa, nello spirito di leale collaborazione che dovrebbe sempre contraddistinguere i rapporti fra istituzioni. Di fatto, il progetto originario proponeva la realizzazione di sei gradoni, a valle dell’area interessata, totalmente pavimentati, che interrompevano la configurazione naturale del terreno, introducendo un segno architettonico nel paesaggio agrario del tutto alieno per forma, dimensioni, caratteristiche materiche e costruttive. Nelle succitate prescrizioni impartite dalla citata Soprintendenza veniva indicata una soluzione alternativa, che appare essere stata intesa come elemento contraddittorio da parte dell’Onorevole interrogante. Al riguardo, la citata Soprintendenza ha suggerito di ipotizzare una sistemazione con tre terrazzamenti aventi caratteristiche del tutto analoghe a quelli già presenti a monte dell’area. Tale prescrizione è stata formulata con la seguente espressione “la cavea potrà essere limitata a massimo tre gradoni con contenimento in pietra a secco e piano erboso, seguendo un andamento meno artificiale di quello proposto”. Il termine “cavea” può aver determinato qualche incertezza, ma il parere della Soprintendenza presuppone la rielaborazione del progetto sullo specifico punto e non costituisce certo presupposto a realizzare l’opera secondo il progetto originario, di cui si è chiesta la modifica. A quanto sopra, va aggiunto che, con nota n° 11930 dell’11 agosto 2014, la citata Soprintendenza, proprio a seguito della segnalazione dell’Onorevole interrogante, ha invitato il Comune di Ceglie Messapica a voler sospendere ogni eventuale opera in corso non conforme alle su esposte prescrizioni e a trasmettere, con la massima urgenza, il progetto esecutivo con le modifiche e le soluzioni di dettaglio riferite alle condizioni esplicitate, atteso che la stessa non risultava essere stata mai trasmessa per le valutazioni di competenza. In data 19 agosto 2014, il Comune di Ceglie Messapica trasmetteva alla citata Soprintendenza il progetto esecutivo, rielaborato sulla scorta delle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza e sopra elencate. In data 20 agosto 2014, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, ha comunicato al Comune di Ceglie Massapica (BR) di aver esaminato il progetto esecutivo, constatando che teneva conto in massima parte delle osservazioni e prescrizioni a suo tempo impartite dalla medesima Soprintendenza. In particolare si accertava quanto segue. • i terrazzamenti seguivano prevalentemente gli andamenti naturali; • le superfici pavimentate erano state notevolmente ridotte, a favore di sistemazioni meglio legate alla natura dei luoghi; • la cavea è stata ridotta a tre gradonate. Per quest'ultimo aspetto del progetto si dovrà tener conto dei risultati riferiti alle prime opere di rimozione del materiale di riporto e dell'indagine archeologica in corso, che hanno già fatto emergere elementi strutturali quali cisterne, muri di contenimento, canalizzazioni che potranno giustificare varianti al progetto principale. Con particolare riferimento al muro al confine con il Palazzo di Città, è stata valutata favorevolmente la sistemazione a verde tappezzante. Tuttavia, non risultando sufficientemente documentate le modalità di esecuzione, la citata Soprintendenza ha espressamente richiesto che gli interventi da operare in corrispondenza di detto muro venissero esplicitati in corso d'opera, con elaborati tecnici di dettaglio che tenessero anche conto dei primi esiti della indagine archeologica, tuttora in corso. Pertanto, analogamente a quanto avverrà per le gradonate, dovrà essere valutata l'opportunità di apportare varianti al progetto, da concordare, ad indagine conclusa, anche con la competente Soprintendenza Archeologica della Puglia. A tale ultimo riguardo, a seguito di un ulteriore sopralluogo e degli esiti della campagna di indagini archeologiche, si è accertato che, al di sotto di più recenti strati di terra e di materiale vario accumulatosi negli anni, sono presenti tracciati e terrazzamenti con muri di contenimento in parte ancora integri. Alla luce di quanto sopra, pertanto, l’Amministrazione comunale di Ceglie dovrà sottoporre al parere della competente Soprintendenza una variante del progetto che preveda la conservazione di quanto messo in luce dalla campagna di scavo.
Documentazione:
Ciraci 26 maggio 2015
(documento in formato pdf, peso 4104 Kb, data ultimo aggiornamento: 19 giugno 2015 )