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PROGETTO VIRGILIO: IN VIAGGIO CON VIRGILIO E CON L’ENEIDE ATTRAVERSO I BENI CULTURALI
Testo del comunicato
Mercoledì 30 novembre, ore 12
Uno spettacolo culturale con due letture sceniche unite da un lavoro critico e di raccordo.
Quasi un "faccia a faccia" fra Virgilio e Didone.
Da un lato l’autobiografia romanzata di Virgilio nell’interpretazione di Alessandro Quasimodo.
Dall’altro Didone, impersonata da Giuliana Lojodice, modello perfetto di un amore impossibile.
Un Viaggio non del tutto immaginario accompagnato dalla voce di Massimiliano Finazzer Flory.
Roma, Via del Collegio Romano, 27
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Salone del Consiglio Nazionale (piano Terra)
Per informazioni:
tel. 3928159509
Abbiamo intervistato Massimiliano Finazzer Flory curatore di "PROGETTO VIRGILIO in viaggio con l’Eneide attraverso
i Beni Culturali". Un faccia a faccia fra Virgilio e Didone in un viaggio non del tutto immaginario.
di Maurizio Cerulli
1) D. Dott. Finazzer Flory cos’è il "Progetto Virgilio in viaggio con l’Eneide attraverso i beni culturali" ?
Il senso di un viaggio culturale è sempre duplice: da un lato riguarda l’origine, dall’altro il movimento. Virgilio attraverso la sua opera offre la prospettiva ovvero il movimento, l’avventura, il viaggio come ricerca. I beni culturali il possibile approdo, una destinazione possibile. La speranza è che i beni culturali facciano del bene non solo al patrimonio artistico ma anche a un altro più profondo patrimonio: quello psichico che riguarda la nostra immaginazione.
2) D. È un obiettivo ambizioso, che fa riflettere sul modo di far conoscere gli autori classici attraverso spazi culturali come un "unicum" tra educazione e intrattenimento, cosa pensa di questo connubio?
Contaminare il fare con l’essere, il sapere con l’interrogazione: questo mi pare non solo un obiettivo ma anche un metodo con il quale non vogliamo soltanto conoscere gli spazi culturali, ma anche trasformarli in spazi spettacolari capaci di trattenere i nostri pregiudizi e convertirli in curiosità.
3) D. Il Progetto è già partito ed ha coinvolto La Rocca Albornoziana di Spoleto, quanti e quali sono le sedi che saranno coinvolte?
Le sedi sono dieci per quest’anno, rappresentative di macro-aree regionali. Ma soprattutto rappresentative di diverse tradizioni culturali sul piano artistico, architettonico. Queste diversità sono un altro tratto tipico del nostro progetto, un valore aggiunto di questa offerta culturale.
Le sedi:
Spoleto (Rocca Albornoziana - 15 novembre); Roma (Biblioteca del Collegio Romano - 30 novembre) Milano (Palazzo della Triennale - 2 dicembre); Napoli (Castel Sant’Elmo - 28 gennaio); Torino (Museo Egizio - 11 febbraio); Padova (Palazzo della Ragione - 25 febbraio); Bari (Teatro Petruzzelli - 11 marzo); Siracusa (Neapolis - 25 marzo); Sassuolo (Palazzo Ducale - 6 maggio); Urbino (Palazzo Ducale - 27 maggio).
4) D. Con quale criterio sono state scelte le sedi?
Abbiamo adottato due linee di lavoro: una giuridico-economica, l’altra simbolico-estetica.
La prima vede la valorizzazione di beni culturali restaurati con fondi derivanti dal Gioco del Lotto, politica culturale tenacemente perseguita dalla direzione relazioni esterne di Lottomatica, l’altra nasce dalla consapevolezza che le sedi che utilizzeremo sono in larga parte da scoprire perché racchiudono ancora in loro un significato supplementare di bellezza che speriamo di svelare.
5) D. Come si svolgerà una visita tipo?
Il pubblico che parteciperà allo spettacolo sarà accompagnato nella visita dei beni culturali da guide turistiche in un percorso della durata di circa 30/40 minuti.
Le guide racconteranno i beni culturali: la loro storia, lo stile architettonico e il contesto dell’epoca in un linguaggio brillante e adatto ai giovani. Il bene culturale sarà vissuto e riattualizzato nella nostra sensibilità contemporanea in un percorso che prende le mosse dal passato per approdare a un futuro possibile.
6) D. Quale tipo di attori interpreteranno la biografia romanzata della vita di Virgilio e la figura di Didone che lei ha portato in scena ?
Attrici e attori come Giuliana Lojodice, Franca Nuti, Laura Marinoni e Alessandro Quasimodo, Giancarlo Dettori, Massimo Popolizio non solo noti ma notevoli per sensibilità perché amanti di una tradizione che si fa carico dell’innovazione, gente insomma che condivide quanto si può parafrasare da Ionesco: tutti recitano tanto tranne alcuni grandi attori.