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Piano Mattei, i musei italiani in campo per la formazione dei professionisti africani del patrimonio culturale
Testo del comunicato
Al via la fase residenziale della Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale, il programma di alta formazione internazionale promosso da Ministero e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali
Evento conclusivo il 22 maggio 2026 a Roma
Prende il via la fase residenziale della Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale, il programma di alta formazione internazionale promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, dedicato allo sviluppo delle competenze dei professionisti del patrimonio culturale provenienti dal continente africano e dall’area mediterranea.
È un’iniziativa strategica nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, che coinvolge una rete di musei e istituzioni culturali italiane in un percorso integrato di formazione, ricerca e collaborazione internazionale rivolto a professionisti del patrimonio - direttori, funzionari, curatori, conservatori, bibliotecari e archivisti - provenienti da 12 Nazioni africane: Algeria, Angola, Congo-Brazzaville, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Kenya, Marocco, Mozambico, Senegal, Tanzania e Tunisia.
Dopo una prima fase online e una settimana in presenza a Roma (20–24 aprile 2026), dal 27 aprile i partecipanti saranno ospitati per un mese in sei musei italiani: Museo delle Civiltà (MUCIV), Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) e Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana. Qui lavoreranno su collezioni, ricerca curatoriale e attività pubbliche.
L’evento conclusivo del progetto si svolgerà il 22 maggio a Roma, al Ministero della Cultura.
“La Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale è uno degli strumenti attraverso cui il Ministero della Cultura rafforza la propria azione, promuovendo la diplomazia culturale come dialogo, collaborazione e costruzione di relazioni istituzionali durature. In un contesto geopolitico segnato da trasformazioni la cultura è un elemento sempre più strategico nelle relazioni internazionali: favorisce la circolazione delle idee e la costruzione di fiducia tra istituzioni e tra popoli. Attraverso la formazione avanzata e lo scambio tra professionisti, la Scuola contribuisce a valorizzare il patrimonio culturale come primo ambito di collaborazione tra Italia e Nazioni dell’area mediterranea, in coerenza con gli indirizzi del Piano Mattei e con una visione fondata sulla crescita comune”, dichiara Alessandro Giuli, Ministro della Cultura.
“Con questa iniziativa, giunta alla quarta edizione, la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali conferma il proprio ruolo a supporto del Ministero della Cultura nella progettazione di programmi di formazione internazionale ad alto impatto. Il coinvolgimento di una rete ampia e qualificata di musei italiani testimonia la capacità del sistema culturale nazionale di operare in modo coordinato nella cooperazione internazionale e nella formazione specialistica, mettendo a disposizione competenze, pratiche e professionalità per la valorizzazione condivisa del patrimonio culturale”, afferma Gerardo Villanacci, Presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Attiva dal 2019, la Scuola si conferma un importante spazio di dialogo e collaborazione internazionale nel campo del patrimonio culturale.
Per maggiori informazioni cliccare qui
Roma, 28 aprile 2026