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Nuove scoperte archeologiche a Villa Celimontana
Testo del comunicato

A Roma riaffiora un edificio di età imperiale con mosaici e affreschi
Otto ambienti decorati con mosaici e affreschi di grande pregio, un edificio di età imperiale rimasto nascosto per secoli e un ritrovamento che potrebbe ridefinire la conoscenza di uno dei settori più importanti del Celio antico. È questo il risultato degli scavi condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura nell'ambito degli interventi finanziati dal PNRR, durante i lavori di consolidamento del muraglione storico di Villa Celimontana.
"L'intervento di Villa Celimontana dimostra in modo esemplare la capacità del Ministero di utilizzare le risorse del PNRR: un cantiere nato per consolidare un muro di sostruzione romano si è trasformato, grazie alla scoperta di un importante edificio del II secolo d.C., in un cantiere di ricerca archeologica. È la dimostrazione di come tutela, ricerca e valorizzazione possano procedere insieme", così il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in un messaggio letto dal Capo di Gabinetto del MiC, Valentina Gemignani.
Le indagini hanno portato alla luce cinque ambienti completamente scavati e altri tre parzialmente conservati, appartenenti a un edificio costruito nel II secolo dopo Cristo e riorganizzato nel III secolo. Tra i ritrovamenti più significativi figurano un grande mosaico con un emblema marino raffigurante un delfino, un pesce, un'aragosta e un granchio intorno a un cratere, frammenti di un precedente pavimento musivo di età antonina, ampie porzioni del soffitto affrescato e numerosi rivestimenti in opus sectile, testimonianza dell'elevato livello decorativo del complesso.
"Roma continua a stupirci - dichiara la Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro - restituendo testimonianze capaci di ampliare la conoscenza della città antica. La Soprintendenza è riuscita con i fondi del Pnrr per mettere in sicurezza un muraglione antico, a fare anche una scoperta archeologica di grande valore scientifico, che spinge ad aprire nuove prospettive di ricerca e valorizzazione".
La natura dell'edificio resta al momento oggetto di studio e apre un'affascinante questione interpretativa. I raffinati mosaici e gli affreschi sembrano raccontare la storia di una residenza aristocratica, mentre la collocazione dell'edificio e alcuni elementi emersi durante lo scavo potrebbero indicare che facesse parte della caserma della V Coorte dei Vigiles. Se questa seconda ipotesi fosse confermata, il ritrovamento contribuirebbe a ridefinire l'estensione di uno dei più importanti complessi militari della Roma imperiale.
"Lo scavo ha restituito un insieme di dati di straordinario interesse, ma la fase più delicata e complessa comincia adesso. Saranno l'analisi delle strutture, dei materiali e del contesto a permetterci di verificare le diverse ipotesi interpretative e di comprendere la reale funzione dell'edificio", conclude Simona Morretta, responsabile scientifica dello scavo.
Roma, 5 agosto 2026
Ufficio Stampa e Comunicazione MiC












