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Presentazione del libro di Francesca Di Martino “Quelle stanze piene di vento”
Testo del comunicato
Martedì 28 aprile, alle ore 18.00, presso la Sala Conferenze della Casa delle Letterature in Piazza dell’Orologio 3, si terrà la presentazione del libro di Francesca Di Martino Quelle stanze piene di vento, edito nel febbraio 2009 da Einaudi Stile Libero. Interverranno Anna Maria Crispino, Presidente della Società delle Letterate e fondatrice della rivista letteraria Leggendaria, Mohamed Hassine Fantar, titolare della cattedra Ben Alì per il Dialogo delle civiltà e membro dell’Accademia dei Lincei, Serena Forni dell’Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Roma, Giuseppe Roma, Direttore del Censis, Lilia Zaouali, antropologa-sociologa e scrittrice, residente in Italia e collaboratrice in università italiane, di Italien de Tunisie e per la risatrutturazione della Kasbah di Mazara del Vallo. Modererà il dibattito Maria Ida Gaeta, responsabile della Casa delle Letterature dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma.
Questo libro nasce dalla memoria e la nostalgia per una città che appartiene all’autrice e non è più sua. Un incontro che se non è un addio ha tuttavia il sapore dolceamaro delle cose perdute per sempre. Quelle stanze piene di vento di Francesca Di Martino è ambientato in una Napoli dei nostri giorni che, pur con tutto il retaggio della sua cultura e della sua umanità, appare allucinata come accade a chi viene preso dal male di vivere e si ritrova spaesato a dover ancora mettere in mostra la sua bellezza.
Francesca Di Martino ci racconta una Napoli nuova o quantomeno in via di rinascita. Una città dai mille colori, piena di vitalità, antico centro nevralgico dell’Europa che ha ancora una cultura dinamica di cui però non si parla mai, perché sono sempre in primo piano gli stereotipi della camorra, della spazzatura e delle amministrazioni corrotte. È una Napoli che rinnova oggi una vocazione multietnica e tollerante pur se piena di contraddizioni. Francesca Di Martino fa rinascere una «capitale del mondo» dove culture diverse continuano a convivere, a incontrarsi e scontrarsi.
La partenza narrativa è classica. Anna, una donna appena andata in pensione dal suo lavoro di insegnante, temendo il vuoto che le si prospetta e la crisi dei valori su cui ha fondato la propria vita, va in cerca del suo passato tornando dal Nord Italia alla sua città di origine, Napoli, dietro il richiamo di un fatto di cronaca: due giovanissimi innamorati, un’italiana e un tunisino, Teresella Marra e Alì Tayyib, si sono uccisi senza una spiegazione per il loro gesto. Anna ‘sente’, per ragioni di cui non è ancora consapevole, che deve indagare su queste morti misteriose. Il libro è la storia della sua indagine, con forti coloriture sociologiche che via via prendono rilievo dall’osservazione della realtà in cui penetra.
Partendo da questa vicenda apparentemente ‘shakespeariana’, Anna scoprirà, soprattutto attraverso il diario di Teresella arrivato nelle sue mani per circostanze casuali, che dietro il ‘suicidio’ dei due ragazzi si nasconde la tragedia di due mondi che, ciascuno per la sua parte, vivono un profondo conflitto sociale e culturale. In questo percorso, Anna entra in contatto con la cultura tunisina e con la società dei piccoli commercianti della Pignasecca, antico e celebre mercato napoletano, toccando con mano da un lato l’integrazione che Napoli fa da sempre degli ‘stranieri’ - la Pignasecca è protettiva verso la famiglia tunisina dei Tayyib, colpita dalla digrazia del figlio morto – dall’altro il risvolto problematico che ora ne deriva: spesso gli immigrati sono tutelati dalla camorra perché potenziale forza lavoro. Alì e Teresella si amano dell’amore assoluto e innocente degli adolescenti, ma anche il loro amore è impotente di fronte alla corruzione che tutto intacca e alla distanza tra le loro culture resa insormontabile da questa malattia sociale.
La tematica del romanzo si sviluppa attraverso la filigrana della narrazione di tre donne diverse tra loro per età ed estrazione, accomunate dalla storia dei due ragazzi, che si trovano, ognuna a suo modo, sole in un mondo che non le ‘riconosce’. Anna, la più anziana, nella sua condizione di pensionata avverte di essere diventata ‘trasparente’ per una società fondata su un modello di produttività e consumo. Teresella, figlia inconsapevole di un camorrista, è condannata alla solitudine perché nella sua giovinezza incorrotta non riesce ad accettare la realtà che viene a scoprire e la condizione che vive il suo stesso innamorato. Fatima, sorella di Alì, spera invano di poter riscattare il suo futuro dalla condizione di immigrata con la sua volontà e mettendo da parte la nostalgia del mondo da cui proviene. Le tre donne non trovano spazio per la loro ‘diversità’ in ambienti e situazioni che si articolano solo su clichè o su convenzioni aberranti. Ma attraverso la voce di Teresella che le arriva dal diario – una delle parti più belle ed emozionanti del libro –Anna riuscirà a recuperare il senso delle cose e di se stessa, e a capire davvero i Tayyib entrando in relazione sincera con loro, anche se non riuscirà a ‘salvare’ Fatima dalla rinuncia alla speranza.
La narrazione di Francesca Di Martino descrive Napoli con puntualità da istantanea. I colori vivacissimi delle cose, la vitalità della Pignasecca dove vivono e lavorano i Tayyib, il brusio mai sospeso del mercato, delle strade, del mare, creano un miracoloso mosaico di dettagli da cui, nella sua scrittura precisa e intensa, emerge una città impetuosa, mai prevedibile, cornice e insieme protagonista di una storia antica e contemporanea. Ecco il primo romanzo che si interessa del rapporto tra camorra, terrorismo, e una posssibile condizione femminile nella società postmoderna. Ma anche un romanzo che è un atto d’amore verso una città di cui, nell’orrore del degrado e delle vicende di cui è vittima, si dimentica la cultura che ne ha fatto una ‘capitale del mondo’ intrisa ancora nella sua storia quotidiana, e la profonda umanità e intelligenza delle cose.
Francesca Di Martino. Siciliana di origine, ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza a Napoli. Ha pubblicato i romanzi Foemina ludens con Bompiani, Africa, oh Africa con Marsilio, la raccolta Sirene con Il Segnale, un’autobiografia immaginaria di Bettino Craxi dal titolo Briganti per l’Aiep, il pamphlet Il fascino del fascismo rosa contro la pervasità della pubblicità, e Fontana a mare, romanzo di formazione ancora ambientato a Napoli, edito nuovamente da Marsilio. Ha collaborato con riviste e giornali per la critica letteraria.
Dettagli del libro
Titolo: Quelle stanze piene di vento
Autore: Di Martino Francesca
Editore: Einaudi
Data di Pubblicazione: febbraio 2009
Collana: Einaudi. Stile libero big
ISBN: 8806193414
ISBN-13: 9788806193416
Pagine: 190
Reparto: Narrativa italiana
Per informazioni :
Casa delle Letterature
Piazza dell’Orologio 3, 00186 Roma
Tel. 06.68134697
Orari d’apertura : lunedì – venerdì dalle ore 9.30 alle ore 18.30
Ingresso gratuito - www.casadelleletterature.it
Questo libro nasce dalla memoria e la nostalgia per una città che appartiene all’autrice e non è più sua. Un incontro che se non è un addio ha tuttavia il sapore dolceamaro delle cose perdute per sempre. Quelle stanze piene di vento di Francesca Di Martino è ambientato in una Napoli dei nostri giorni che, pur con tutto il retaggio della sua cultura e della sua umanità, appare allucinata come accade a chi viene preso dal male di vivere e si ritrova spaesato a dover ancora mettere in mostra la sua bellezza.
Francesca Di Martino ci racconta una Napoli nuova o quantomeno in via di rinascita. Una città dai mille colori, piena di vitalità, antico centro nevralgico dell’Europa che ha ancora una cultura dinamica di cui però non si parla mai, perché sono sempre in primo piano gli stereotipi della camorra, della spazzatura e delle amministrazioni corrotte. È una Napoli che rinnova oggi una vocazione multietnica e tollerante pur se piena di contraddizioni. Francesca Di Martino fa rinascere una «capitale del mondo» dove culture diverse continuano a convivere, a incontrarsi e scontrarsi.
La partenza narrativa è classica. Anna, una donna appena andata in pensione dal suo lavoro di insegnante, temendo il vuoto che le si prospetta e la crisi dei valori su cui ha fondato la propria vita, va in cerca del suo passato tornando dal Nord Italia alla sua città di origine, Napoli, dietro il richiamo di un fatto di cronaca: due giovanissimi innamorati, un’italiana e un tunisino, Teresella Marra e Alì Tayyib, si sono uccisi senza una spiegazione per il loro gesto. Anna ‘sente’, per ragioni di cui non è ancora consapevole, che deve indagare su queste morti misteriose. Il libro è la storia della sua indagine, con forti coloriture sociologiche che via via prendono rilievo dall’osservazione della realtà in cui penetra.
Partendo da questa vicenda apparentemente ‘shakespeariana’, Anna scoprirà, soprattutto attraverso il diario di Teresella arrivato nelle sue mani per circostanze casuali, che dietro il ‘suicidio’ dei due ragazzi si nasconde la tragedia di due mondi che, ciascuno per la sua parte, vivono un profondo conflitto sociale e culturale. In questo percorso, Anna entra in contatto con la cultura tunisina e con la società dei piccoli commercianti della Pignasecca, antico e celebre mercato napoletano, toccando con mano da un lato l’integrazione che Napoli fa da sempre degli ‘stranieri’ - la Pignasecca è protettiva verso la famiglia tunisina dei Tayyib, colpita dalla digrazia del figlio morto – dall’altro il risvolto problematico che ora ne deriva: spesso gli immigrati sono tutelati dalla camorra perché potenziale forza lavoro. Alì e Teresella si amano dell’amore assoluto e innocente degli adolescenti, ma anche il loro amore è impotente di fronte alla corruzione che tutto intacca e alla distanza tra le loro culture resa insormontabile da questa malattia sociale.
La tematica del romanzo si sviluppa attraverso la filigrana della narrazione di tre donne diverse tra loro per età ed estrazione, accomunate dalla storia dei due ragazzi, che si trovano, ognuna a suo modo, sole in un mondo che non le ‘riconosce’. Anna, la più anziana, nella sua condizione di pensionata avverte di essere diventata ‘trasparente’ per una società fondata su un modello di produttività e consumo. Teresella, figlia inconsapevole di un camorrista, è condannata alla solitudine perché nella sua giovinezza incorrotta non riesce ad accettare la realtà che viene a scoprire e la condizione che vive il suo stesso innamorato. Fatima, sorella di Alì, spera invano di poter riscattare il suo futuro dalla condizione di immigrata con la sua volontà e mettendo da parte la nostalgia del mondo da cui proviene. Le tre donne non trovano spazio per la loro ‘diversità’ in ambienti e situazioni che si articolano solo su clichè o su convenzioni aberranti. Ma attraverso la voce di Teresella che le arriva dal diario – una delle parti più belle ed emozionanti del libro –Anna riuscirà a recuperare il senso delle cose e di se stessa, e a capire davvero i Tayyib entrando in relazione sincera con loro, anche se non riuscirà a ‘salvare’ Fatima dalla rinuncia alla speranza.
La narrazione di Francesca Di Martino descrive Napoli con puntualità da istantanea. I colori vivacissimi delle cose, la vitalità della Pignasecca dove vivono e lavorano i Tayyib, il brusio mai sospeso del mercato, delle strade, del mare, creano un miracoloso mosaico di dettagli da cui, nella sua scrittura precisa e intensa, emerge una città impetuosa, mai prevedibile, cornice e insieme protagonista di una storia antica e contemporanea. Ecco il primo romanzo che si interessa del rapporto tra camorra, terrorismo, e una posssibile condizione femminile nella società postmoderna. Ma anche un romanzo che è un atto d’amore verso una città di cui, nell’orrore del degrado e delle vicende di cui è vittima, si dimentica la cultura che ne ha fatto una ‘capitale del mondo’ intrisa ancora nella sua storia quotidiana, e la profonda umanità e intelligenza delle cose.
Francesca Di Martino. Siciliana di origine, ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza a Napoli. Ha pubblicato i romanzi Foemina ludens con Bompiani, Africa, oh Africa con Marsilio, la raccolta Sirene con Il Segnale, un’autobiografia immaginaria di Bettino Craxi dal titolo Briganti per l’Aiep, il pamphlet Il fascino del fascismo rosa contro la pervasità della pubblicità, e Fontana a mare, romanzo di formazione ancora ambientato a Napoli, edito nuovamente da Marsilio. Ha collaborato con riviste e giornali per la critica letteraria.
Dettagli del libro
Titolo: Quelle stanze piene di vento
Autore: Di Martino Francesca
Editore: Einaudi
Data di Pubblicazione: febbraio 2009
Collana: Einaudi. Stile libero big
ISBN: 8806193414
ISBN-13: 9788806193416
Pagine: 190
Reparto: Narrativa italiana
Per informazioni :
Casa delle Letterature
Piazza dell’Orologio 3, 00186 Roma
Tel. 06.68134697
Orari d’apertura : lunedì – venerdì dalle ore 9.30 alle ore 18.30
Ingresso gratuito - www.casadelleletterature.it
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:30:24 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:30:24