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La Biblioteca Ambrosiana diventa digitale, i libri sono online
Testo del comunicato
Il “Codice Atlantico” di Leonardo, il “De Prospectiva Pingendi” di Piero della Francesca, le centinaia di manoscritti autografi che vanno da Petrarca, Boccaccio e Ariosto fino a Machiavelli, Galileo e Manzoni, solo per citare i più noti. Nulla sarà “risparmiato”, nell’opera di digitalizzazione del patrimonio della Biblioteca Ambrosiana, che domani sarà presentato a Milano. Finanziato dalla fondazione Cariplo, il progetto prevede entro cinque anni di rendere accessibili online tutti i 36 mila manoscritti che compongono il prezioso e unico archivio di volumi e documenti antichi della “Veneranda”, semplificando la possibilità di consultazione per gli studiosi. Ogni giorno sono circa 700 le nuove immagini che vengono acquisite da Icas 94, la società che cura la scansione del patrimonio manoscritto. Dallo scorso autunno, quando l’operazione ha preso il via, sono circa tremila i manoscritti già acquisiti.
Un primo “assaggio” delle potenzialità offerte dalle piattaforma Codex, realizzata dal consorzio interuniversitario lombardo Cilea, è già possibile sul sito http://dai.ambrosiana.eu. Lo spazio messo a disposizione è di 50 terabyte di memoria: anto per avere un'idea, più del doppio delle documentazioni conservate nella Biblioteca del Congresso di Washington, che ammontano a "soli" 20 tb. Ma l’obiettivo del Dai (Digital Ambrosiana on internet) è anche di autosostenersi economicamente nel corso del tempo attraverso la richiesta di una tariffa per la consultazione di alcune opere. Una sorta di abbonamento che permetterà di accedere alle risorse direttamente dal catalogo online della Biblioteca e poi richiederne copia a pagamento. Va intanto avanti anche il progetto parallelo di digitalizzare il patrimonio pittorico della biblioteca, iniziato nel 2009 in occasione dei 400 anni della fondazione dell’istituto pubblico da parte del cardinal Borromeo. Opere, anche in questo caso, di assoluto rilievo nella storia dell’arte, come “La Canestra di frutta” di Caravaggio, il “Musico” di Leonardo o l’“Adorazione” di Tiziano.
fonte dati: IL VELINO
Un primo “assaggio” delle potenzialità offerte dalle piattaforma Codex, realizzata dal consorzio interuniversitario lombardo Cilea, è già possibile sul sito http://dai.ambrosiana.eu. Lo spazio messo a disposizione è di 50 terabyte di memoria: anto per avere un'idea, più del doppio delle documentazioni conservate nella Biblioteca del Congresso di Washington, che ammontano a "soli" 20 tb. Ma l’obiettivo del Dai (Digital Ambrosiana on internet) è anche di autosostenersi economicamente nel corso del tempo attraverso la richiesta di una tariffa per la consultazione di alcune opere. Una sorta di abbonamento che permetterà di accedere alle risorse direttamente dal catalogo online della Biblioteca e poi richiederne copia a pagamento. Va intanto avanti anche il progetto parallelo di digitalizzare il patrimonio pittorico della biblioteca, iniziato nel 2009 in occasione dei 400 anni della fondazione dell’istituto pubblico da parte del cardinal Borromeo. Opere, anche in questo caso, di assoluto rilievo nella storia dell’arte, come “La Canestra di frutta” di Caravaggio, il “Musico” di Leonardo o l’“Adorazione” di Tiziano.
fonte dati: IL VELINO
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:17 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:17