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Bondi: nessuno scippo, la tutela dei beni culturali resta allo Stato
Testo del comunicato
Ha ragione chi ha ricordato che nel dibattito tra maggioranza e opposizione e di conseguenza nel discorso pubblico la realtà non riesce ad avere alcun peso: contano solo le opinioni e i fatti zero.
Ne abbiamo una conferma quest’oggi con l’articolo pubblicato dal quotidiano L’Unità da parte di un pur autorevole studioso e commentatore qual è Vittorio Emiliani.
Nel suo articolo, infatti, “Beni culturali: lo scippo e il silenzio”, Vittorio Emiliani scrive che il consiglio dei ministri nella seduta del 3 ottobre scorso avrebbe approvato “un articolo aggiuntivo al disegno di legge sul federalismo fiscale col qual viene trasferita dallo Stato al Comune di Roma “la tutela dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali”
Il silenzio su questo scippo naturalmente sarebbe il mio.
Peccato che nel disegno di legge questo articolo aggiuntivo non esista.
Lascio stare la preconcetta animosità nei miei confronti, che non credo di meritare sia per il mio impegno sincero a favore della cultura e della difesa dei beni culturali, sia per il merito della questione e dei risultati che ho ottenuto sullo specifico problema.
Il fatto è che il testo licenziato dal consiglio dei ministri non contiene nessun scippo sulla tutela di beni culturali, anzi proprio sulla base di una mia proposta, accolta dal sensibile ministro delle riforme, l’amico Roberto Calderoli, e dall’intero consiglio dei ministri, prevede, a proposito del trasferimento del patrimonio alle regioni e agli enti locali, “l’individuazione delle tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale”.
Roma, 14 ottobre 2008
Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 06.67232261/2262