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Archivi, nuovi criteri del MiC per l’assegnazione dei contributi
Testo del comunicato
Presentazione delle domande dal 1° al 15 febbraio tramite il portale dedicato
Il Ministero della Cultura ha introdotto nuovi criteri per l’assegnazione dei contributi destinati ai progetti di ricerca scientifica in ambito archivistico e per quelli riguardanti movimenti politici e organismi di rappresentanza dei lavoratori in materia archivistica, rafforzando il percorso di modernizzazione avviato nel 2025 dalla Direzione generale Archivi.
Il decreto del Ministero della Cultura che fa capo ad Alessandro Giuli consolida un modello fondato su qualità scientifica, accessibilità, interoperabilità delle risorse digitali e tutela del patrimonio documentario, dopo l’introduzione delle procedure interamente digitali e delle modalità semplificate di partecipazione ai bandi. I nuovi criteri, applicati dal 2025 e perfezionati nel 2026, hanno già prodotto risultati rilevanti, con un investimento complessivo pari a 1.800.114,13 euro nel 2025, in crescita del 14 per cento rispetto all’anno precedente, a conferma del ruolo strategico del patrimonio archivistico nelle politiche culturali nazionali.
I provvedimenti, firmati dal Direttore generale Archivi, Antonio Tarasco, ampliano la platea dei beneficiari consentendo la partecipazione, oltre alle fondazioni e alle associazioni riconosciute, anche alle associazioni non riconosciute, purché iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e includono i progetti relativi agli archivi degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. I contributi del Ministero della Cultura sono destinati a interventi di riordinamento e inventariazione, censimento di fondi documentari, realizzazione di strumenti di corredo e banche dati interoperabili con i sistemi informativi nazionali, nonché all’edizione scientifica delle fonti.
Le nuove regole si inseriscono nel quadro della completa informatizzazione delle procedure: domande esclusivamente online tramite il portale dedicato, accesso con SPID o Carta d’identità elettronica, modulistica unificata e tempi certi. A partire dal 2026, la presentazione delle domande sarà possibile ogni anno dal 1° al 15 febbraio, mentre i progetti dovranno concludersi entro il 31 ottobre dell’anno di riferimento, favorendo una programmazione più efficace.
La valutazione delle proposte sarà affidata a una Commissione nominata con decreto del Direttore generale Archivi e composta da dirigenti e funzionari del Ministero della Cultura. I progetti potranno ottenere fino a 100 punti sulla base di criteri che valorizzano la qualità archivistica, la facilità di accesso e consultazione, l’interoperabilità digitale, il valore storico degli archivi, il completamento di interventi già avviati e il rischio di perdita o deterioramento del patrimonio documentario. Da quest’anno è previsto un punteggio specifico per gli archivi dichiarati di interesse culturale particolarmente importante.