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Riapre la Sala della Chimera al Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Testo del comunicato
Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze riapre la Sala della Chimera presentando un allestimento rinnovato e interamente dedicato alla Chimera d’Arezzo, capolavoro dell’arte etrusca, primo oggetto dell’inventario museale e parte della collezione medicea sin dal suo ritrovamento ad Arezzo nel 1553. Quel rinvenimento segnò l’inizio della fortuna moderna della statua, destinata a diventare una delle immagini più riconoscibili dell’eredità etrusca e un riferimento costante per la cultura figurativa toscana.
Il progetto introduce uno spazio immersivo concepito per restituire alla scultura una presenza piena e per favorire un incontro diretto con i visitatori. La Chimera è collocata su un basamento monumentale, al centro di una sala impostata come una scena teatrale: quattro panche in cerchio invitano alla visione ravvicinata, mentre un tendaggio scenografico accoglie l’ombra della figura bronzea. Una vetrina sospesa custodisce tre bronzetti etruschi provenienti dallo stesso contesto di rinvenimento: un grifone, il dio Tinia e un giovane offerente.

La storia moderna della Chimera si intreccia con le vicende politiche e culturali della Toscana medicea. Ammirata per la forza naturale della figura ferita e per la complessità del suo corpo ibrido, venne presto accolta a Palazzo Vecchio, dove Cosimo I ne riconobbe un simbolo della continuità con l’antica Etruria e del progetto granducale di un’Italia capace di riscoprire la propria profondità storica. Nei secoli successivi la statua accompagnò il destino delle collezioni medicee, passando agli Uffizi e quindi, con il Patto di Famiglia del 1737, alla dinastia lorenese.
Nel 1871 la Chimera fu trasferita nel Museo Egizio Etrusco nato per dotare la capitale dell’Italia unita di un riferimento archeologico nazionale, e nel 1881 trovò la sua sede definitiva nel Palazzo della Crocetta, dove fu istituito il Regio Museo Archeologico.

La riapertura della Sala della Chimera si colloca dunque in una lunga storia di tutela e valorizzazione, e coincide con il passaggio dal precedente assetto della Direzione regionale Musei nazionali Toscana al nuovo istituto autonomo del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, istituito nel 2024. Il programma di rinnovamento proseguirà con il rifacimento delle sale dedicate alle sculture etrusche, destinate ad accogliere l’Arringatore, la Testa Lorenzini e altri capolavori delle collezioni granducali.