Parco archeologico di Pompei - Reggia del Quisisana - Museo Archeologico di Stabia "Libero D'Orsi"
Apertura
Prenotazione Facoltativa
Orario di apertura:
Informazioni apertura
InfoPer prenotare:
- Tel
- 081 18658177
- www.prenotazioni-tosc.it
- Website
- http://www.ticketone.it/help/outlets/
Biglietteria
Orario di apertura:
- Lun
- 09:00 - 18:00
- Mar
- Chiuso
- Mer
- 09:00 - 18:00
- Gio
- 09:00 - 18:00
- Ven
- 09:00 - 18:00
- Sab
- 09:00 - 18:00
- Dom
- 09:00 - 18:00
Informazioni biglietteria
InfoDescrizione
Museo Archeologico di Stabia
La Reggia di Quisisana, a Castellammare di Stabia, fu costruita nel XIII secolo dai sovrani angioini, ma fu solo con gli interventi condotti da Carlo III di Borbone tra il 1765 e il 1790 che il palazzo assunse l’aspetto attuale. Il complesso, che rispecchiava l’idea del “palazzo di caccia e villeggiatura”, ha una struttura ad elle così da godere da un lato di una splendida vista sul golfo e dall’altro di essere meglio collegato a Castellammare.
Nel periodo seguente anche il parco venne riammodernato e ingrandito sui modelli del giardino all’inglese con grandi viali, scale, fontane e giochi d’acqua che sfruttavano scenograficamente sia la ricca vegetazione delle pendici del Faito che le sorgenti d’acqua. La fama del Palazzo era tale da attrarre moltissimi viaggiatori e personalità straniere a soggiornare nell’area e il suo splendore ci è testimoniato dagli acquerelli e dalle incisioni di Hackert e Dahl nonché dalle vedute della Scuola di Posilippo.
Dopo alcuni decenni di abbandono, il palazzo è stato oggetto all’inizio del 2000 di un grande intervento di restauro terminato nel 2009 e che ha restituito l’antico splendore.
Il sito è di proprietà del Comune di Castellammare di Stabia, che nel 2020 ha concesso il giardino storico e gran parte del Palazzo reale al Parco archeologico di Pompei per i suoi fini istituzionali e perché potesse concorrere alla valorizzazione del complesso immobiliare.
A partire dal 2020, all’interno della Reggia è ospitato il Museo Archeologico di Stabia, dedicato alla memoria di Libero D’Orsi, dove è possibile ammirare una collezione di opere provenienti dalle ville di età romana del territorio stabiano. 600 i reperti ora esposti, tra affreschi, arredi marmorei, suppellettili in ceramica e bronzo: preziose testimonianze della vita quotidiana, in particolare quella che si svolgeva nelle ville romane d’otium (lussuose residenze finalizzate al riposo, del corpo e dello spirito, dalle attività e dagli affari) e nelle ville rustiche (simili nella concezione alle moderne fattorie), site in posizione panoramica con “vista” sul Golfo di Napoli.
Il Museo archeologico di Stabia si contraddistingue soprattutto per le sue opere pittoriche, rappresentando il secondo museo al mondo, dopo il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ad ospitare la più grande collezione di affreschi di età romana.
Nel 2024 il percorso di visita è stato ampliato con una nuova sezione interamente dedicata al paesaggio, ovvero all’indagine tra l’ambiente e il costruito nel territorio stabiano di età romana. Tutto l’allestimento è stato rivisitato alla luce dell’introduzione delle nuove tecnologie, di apparati multimediali e didattici, che implementano l’accessibilità fisica e culturale delle opere e dei contenuti. Il progetto scientifico è stato curato dal Direttore Generale Gabriel Zuchtriegel e da Maria Rispoli, Direttrice del Museo Archeologico di Stabia.
IL PERCORSO MULTIMEDIALE
I 6 dispositivi multimediali lungo il percorso raccontano, attraverso modalità immersive e partecipative, le forti relazioni tra la città antica e quella contemporanea.
Si racconta di un sito archeologico straordinario, l’antica Stabiae, due volte distrutta e due volte rinata. Conquistata e devastata nel corso della Guerra Sociale dalle truppe di Silla, come punizione per essere passata dalla parte dei ribelli italici, riprende vita come pagus di Nocera e diventa sede di importanti e prestigiose ville marittime, dotate di meravigliosi e lussuosi apparati decorativi.
Successivamente verrà distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. alla stregua di Pompei ed Ercolano, ma a differenza di queste ultime rinacque già nel 92 d.C. come riporta il poeta Stazio. Stabiae era sede di una statio della flotta misenate e continuerà ad esserlo anche in età post eruzione, come ci dimostrano i reperti rinvenuti sotto la Cattedrale di Castellammare di Stabia.
Nella prima sala un plastico multimediale entra in relazione con i reperti esposti, raccontando in un lungo arco temporale le trasformazioni del territorio – compreso tra Ercolano, il Vesuvio, Pompei fino a Sorrento sul versante napoletano e Nocera e i Monti Lattari su quello salernitano; e i due diversi momenti di scoperta della città antica di Stabia, la prima in età borbonica (negli anni in cui furono scoperte Pompei ed Ercolano); la seconda ad opera del Preside Libero D’Orsi, negli anni ‘50.
Quest’ultimo momento, in particolare, viene ripercorso attraverso un diario multimediale con la voce, le foto e gli appunti del Preside D’Orsi. Un libro cartaceo multimediale che i visitatori possono sfogliare virtualmente per scoprire tutti i particolari che hanno fatto la storia e la fortuna degli scavi.
IL RAPPORTO CON IL PAESAGGIO E CON IL TERRITORIO
Il nuovo concept del museo è fortemente orientato a mettere in risalto le connessioni che l’antica Stabiae seppe creare con le risorse del suo ager (territorio) circostante, corrispondente oggi ai comuni di S. Antonio Abate, Santa Maria La Carità, Gragnano, Casola, Pimonte. Un ricco e variegato territorio che, in epoca romana, fu connotato dall’impianto di interessanti complessi residenziali e produttivi nel rispetto della vocazione di ciascun fondo agricolo. Contesti poco conosciuti dalla comunità che il Museo intende valorizzare e raccontare nella sua specificità.
Un’ampia sezione è dedicata ai ritrovamenti provenienti da questi complessi, dotati di apparati di importante impegno architettonico e decorativo, dalle stanze di soggiorno, ai triclini e ai cubicula (stanze da letto) fino ad arrivare ai raffinati complessi termali.
Gli allestimenti evocano le grandi sale affacciate sul Vesuvio e sul golfo stabiano che rappresentano ancora oggi quinte sceniche proiettate sul mare. Nel museo il paesaggio, che era godibile nel 79 d.C., è stato riscostruito fedelmente sul fondo della sala, spogliandolo di tutte le costruzioni contemporanee, e riproponendolo in una proiezione dinamica che cambia nell’arco delle 24 ore della giornata.
La proiezione diventa la quinta prospettica agli arredi rinvenuti nei peristili e nei giardini delle ville di Varano. Su di essi si affacciavano gli ambienti dedicati al soggiorno e al riposo diurno, all’otium e alla lettura, alla convivialità e all’ospitalità che mantenevano perennemente lo sguardo proiettato sul panorama: Ischia e Capo Miseno, Capri e la penisola sorrentina ma anche le alte e verdi montagne di cui Simmaco elogia la qualità e la salubrità del latte prodotto dagli armenti che qui pascolavano.
Alle pareti gli affreschi che raffigurano scene marittime e bucoliche, immagini di divinità e del mondo dionisiaco, ritratti e volti, forse appartenuti ai proprietari di casa. Non mancano immagini dell’antico paesaggio stabiano, in cui sono stati riconosciuti luoghi reali del contesto storico del I d.C..
Il ritrovamento del carro interamente conservato con i suoi cavalli, lungo le rampe di Villa Arianna, è testimonianza di una viabilità interna tra il pianoro di Varano e il mare ma è anche segno di una strage, quella dell’eruzione pliniana, che ha distrutto e sepolto l’antica città, che a differenza di Pompei ed Ercolano, rinacque dopo pochi anni dall’eruzione.
Scomparsa Pompei, Stabiae rappresentava l’unico sbocco per Nocera. Le sue vie, quella per terra e quella mare, l’hanno salvata dall’oblio. La rinascita è raccontata mediante un’installazione multimediale interattiva che fa rivivere l’antica Tabula Peutingeriana, una carta stradale del V d.C. che mostra le città e le strade di tutto il territorio italiano.
Posizione
Parco archeologico di Pompei - Reggia del Quisisana - Museo Archeologico di Stabia "Libero D'Orsi"
Viale Ippocastani - 80053 Castellammare di Stabia (NA)
Contatti
- Tel
- +39 081 8575237
- pompei.info@cultura.gov.it pa-pompei@pec.cultura.gov.it
- Website
- http://pompeiisites.org/reggia-quisisana/museo-archeologico-di-stabia-libero-dorsi/