Museo nazionale di Mileto
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Informazioni apertura
InfoDescrizione
Il Museo conserva al suo interno una preziosa collezione di marmi antichi e medievali, ceramiche, arredi sacri e dipinti che raccontano la storia della città vecchia di Mileto, distrutta e abbandonata in conseguenza del terremoto che colpì la Calabria meridionale nel 1783.
La storia di Mileto vecchia è indissolubilmente legata alla conquista normanna dell’Italia meridionale.
Già sede di un centro fortificato bizantino, Mileto fu concessa da Roberto il Guiscardo al fratello Ruggero I (1058), che ne fece il centro della contea normanna di Calabria. Mileto fu la prima diocesi latina dell’Italia meridionale.
A Mileto Ruggero fondò l’abbazia della SS. Trinità, uno dei più grandi e importanti monasteri del medioevo italiano. Nel 1990 una convenzione stipulata tra il Ministero, la Curia vescovile e le Istituzioni locali, consentì la nascita del Museo, per tutelare e valorizzare le importanti testimonianze provenienti dal sito.
Il percorso museale abbraccia un vasto arco temporale che va dall’età bizantina al XIX secolo ed è suddiviso su due piani. Nel primo sono conservati i pregiati marmi romani riutilizzati dal Gran Conte Ruggero per decorare l’abbazia della SS. Trinità.
Al secondo gli splendidi sarcofagi trecenteschi di Ruggero Sanseverino e Giovanna d’Aquino, feudatari di Mileto durante il regno angioino, i ricchi arredi sacri dell’antica cattedrale, le preziose immagini di culto e tra queste l’ineguagliabile crocefisso in avorio attribuito ad Alessandro Algardi.
Servizi
-
Visite guidate
Posizione
Museo nazionale di Mileto
via Episcopio - 89052 Mileto (VV)
Contatti
- Tel
- +39 0963 337680
- drm-cal.mileto@cultura.gov.it
- Website
- http://musei.calabria.beniculturali.it/
- Social
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Maria Maddalena Sica
Eventi
Museo nazionale di Mileto “De re aedificatoria - Architetture: l’arte di costruire”
Carosello galleria
Veduta del palazzo vescovile di Mileto, sede del Museo statale
Fu costruito a partire dalla fine del ‘700 e portato a termine intorno al 1860 sotto la reggenza del vescovo Filippo Mincione. È adiacente alla Cattedrale neoromanica di Santa Maria Assunta, basilica pontificia minore dal 2016.
Sarcofago di Eremburga (III sec., riutilizzato XII sec.)
Frammento del pregiato sarcofago di età romana imperiale, raffigurante la mitica lotta tra i Greci e le Amazzoni, riutilizzato da Ruggero I per accogliere, forse, le spoglie della seconda moglie Eremburga di Mortain, morta a Mileto nel 1090.
Monumento funebre di Ruggero Sanseverino (XIV sec.)
Splendido sarcofago con raffigurazione della Vergine fra santi, forse sostenuto da statue raffiguranti le virtù cardinali. Un’opera di grande pregio artistico, importante testimonianza della scultura gotica dell’Italia meridionale, appartenuto ad uno o più membri della Famiglia Sanseverino, feudataria di Mileto durante il regno angioino.
Crocefisso in avorio (XVII sec.)
Attribuito ad Alessandro Algardi (da alcuni addirittura a Michelangelo o al Bernini), la preziosa scultura in avorio raffigura il Cristo con gli occhi rivolti al Padre e le braccia aperte all’Umanità, vittorioso sulla morte. Appartenuto al Re di Napoli Ferdinando IV, è arrivato a Mileto nel 1851, grazie al Vescovo Filippo Mincione.
Ingresso del palazzo vescovile di Mileto, sede del Museo statale
Incensiere in argento con architettura gotica (XV-XVI sec.)
Capitello romanico in marmo (XII-XIII sec.)
Il capitello, del tipo cosiddetto “a stampella”, ornava il chiostro dell’abbazia della SS. Trinità, uno dei più grandi e importanti monasteri del medioevo italiano, fondata a Mileto da Ruggero I D’Altavilla alla fine del XII secolo.