Archivio di Stato di Mantova
Apertura
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Orario di apertura:
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- Chiuso
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Informazioni apertura
InfoDescrizione
L’Archivio di Stato di Mantova è stato istituito con regio decreto n. 4511 del 24 luglio 1868, atto con cui il Ministero della pubblica istruzione, all’epoca ministero di riferimento per l’amministrazione di una parte degli Archivi di Stato italiani, approva il ruolo degli impiegati dell’Archivio di Mantova in servizio presso il dissolto Archivio governativo, nato nel 1786 durante la dominazione asburgica. Con convenzione 30 giugno 1899, ratificata con regio decreto n. 502 del 19 luglio, l’Archivio di Stato riceve in deposito dall’amministrazione comunale di Mantova gli atti anteriori al 1787, compreso il prezioso Archivio Gonzaga. Cessati dal potere nel 1707 con l’ultimo duca Ferdinando Carlo, i Gonzaga avevano lasciato un imponente archivio di Corte. Testimonianza del governo esercitato dalla famiglia sulla città a partire dall’anno 1328, e – in misura assai minore - del periodo in cui Mantova fece parte del dominio di Matilde di Canossa e del periodo comunale, l’Archivio Gonzaga andava a costituire il nucleo del Regio Archivio di Stato di Mantova. Le copiose serie della corrispondenza gonzaghesca, insieme ai contratti dotali, agli inventari notarili di beni, gioielli, oggetti d’arte contenuti in codici e pergamene miniate recano memoria della committenza rivolta dai signori di Mantova ad artisti, musicisti, letterati e consentono di ridisegnare la strategia di alleanze e politiche matrimoniali messa in campo dalla famiglia nel corso dei secoli. Di grande interesse le relazioni di ambasciatori, oratori e residenti, cardini di quella rete della diplomazia gonzaghesca che metteva in collegamento la corte di Mantova con le altre corti e i principali stati italiani ed europei. Esse sono inesauribili miniere di notizie e permettono di ricostruire vicende storiche di prospettiva europea e oltre: fanno luce addirittura su paesi e realtà allora sconosciute, come i primi dispacci sulle scoperte del Nuovo Mondo, la corrispondenza con i sultani turchi o con delegazioni di giapponesi che giungono a Mantova sul finire del Cinquecento, o ancora i resoconti delle spedizioni organizzate all’inizio del Seicento da Vincenzo I Gonzaga nelle Americhe alla ricerca di mitici afrodisiaci.
L’Istituto conserva inoltre i fondi riconducibili alle magistrature del periodo gonzaghesco, del periodo asburgico e del periodo napoleonico, sino alla documentazione del periodo postunitario.
Per quanto concerne il periodo gonzaghesco (1328-1707, tra essi sono l’Archivio del Monferrato, il Senato di giustizia, il Magistrato camerale), a cui seguono gli archivi del periodo della dominazione asburgica (1707-1797, tra cui Regia giunta del censimento, Magistrato camerale nuovo, Regia intendenza politica di Mantova e Regia intendenza politica di Casalmaggiore, Regia giunta di governo, Supremo consiglio di giustizia), quelli del periodo napoleonico (1797-1815, tra cui Prefettura del Dipartimento del Mincio), quelli della Restaurazione (1815-1866, tra cui Imperial regia delegazione, Commissariati distrettuali, Imperial regia intendenza di finanza, Imperial regio auditorato di guarnigione) e gli archivi del periodo postunitario (quali Prefettura, Provveditorato agli studi, Uffici telegrafici).
Il patrimonio comprende, fra i tanti altri, anche gli archivi dei notai mantovani attivi tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XX (imbreviature, estensioni, registrazioni notarili e strumenti coevi), lo stato civile, i fondi cartografici (tra cui Mappe dell’Archivio Gonzaga, Mappe di acque e risaie) e catastali (Teresiano, Lombardo-veneto e italiano), gli archivi di chiese e conventi soppressi, gli archivi di famiglia e di persona (quali per esempio quelli dei Gonzaga di Castiglione delle Stiviere, dei Castiglioni di Mantova, dei Cavriani) e gli archivi fotografici (Giovetti, Calzolari).
Complessivamente il patrimonio conservato occupa circa 28.000 metri lineari di scaffalature per un totale di oltre 250.000 pezzi cartacei (buste, registri, volumi, fascicoli), più di 6.000 pergamene, circa 14.000 mappe e disegni, 200.000 fotografie, 160 sigilli, 160 timbri, 3 monete, 1 papiro.
Profilo storico della sede
L’Archivio di Stato di Mantova ha sede dal 1883 nel cinquecentesco complesso monumentale dei Gesuiti. La porzione del complesso occupata dall’Istituto comprende il Collegio, con l’annessa torre medievale appartenuta alla famiglia dei Gambulini fin dal XIII secolo, la chiesa della Ss. Trinità – acquisita all’inizio degli anni Settanta del Novecento e oggi sede dei depositi principali - e la sagrestia, diventata sala mostre e conferenze. Oltre al Collegio e alla chiesa, la struttura ospitava uno “studio pubblico”, destinato all’istruzione delle classi sociali più elevate, trasformato nel 1625 dal duca Ferdinando Gonzaga in un centro universitario articolato in tre facoltà: filosofia e teologia, giurisprudenza e medicina. Nel 1651 il convento viene ampliato nel corpo centrale del collegio e nel fronte che oggi affaccia su via Dottrina Cristiana: l’architetto ducale Nicolò Sebregondi progetta una pianta quadrata intorno a un grande cortile centrale affiancato dalla chiesa della Ss. Trinità sul lato ovest. La sagrestia viene edificata negli ultimi decenni del Seicento, impreziosita dall’opera in stucco del plasticatore intelvese Giovanni Battista Barberini. Soppressa la Compagnia di Gesù nel 1773, nel convento si trasferiscono i padri Agostiniani che vi restano fino all’occupazione francese. Con l’arrivo delle truppe francesi inizia per la chiesa una fase di inesorabile declino: essa viene sconsacrata e depauperata dai preziosi arredi e trasformata prima in un magazzino di fieno e poi, nel successivo periodo asburgico, di vettovagliamento. A questi smantellamenti e distruzioni si aggiungono nel 1852 i danni causati da un incendio. L’impianto decorativo scompare. La successiva ristrutturazione attuata dal Genio militare austriaco snatura definitivamente l’edificio.
La sede è stata oggetto di un importante intervento di restauro e recupero funzionale, durato dal 1993 al 2006. I lavori hanno riguardato la navata della chiesa, attrezzata a deposito principale, i locali del piano terra, riservati ai servizi per il pubblico, con la sala studio, il laboratorio di fotoriproduzione e l'ingresso principale e, infine, la sacrestia, diventata sala mostre e conferenze, con accesso da via Dottrina Cristiana 4, l’ultimo degli interventi, completato nel 2006.
La Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica
La Scuola di Archivistica, paleografia e diplomatica attivata presso l’Archivio di Stato di Mantova è oggi una delle 17 scuole di specializzazione biennale post laurea istituite presso gli Archivi di Stato italiani, rinnovate dal decreto 1° ottobre 2021, n. 241. Essa è destinata alla formazione specialistica di coloro che si occupano non solo della conservazione, della gestione e della valorizzazione degli archivi storici ma anche della produzione e della gestione degli archivi contemporanei, attraverso due percorsi di indirizzo, quello paleografico e quello contemporaneistico. Oltre alle ore curricolari, la Scuola propone agli studenti giornate di formazione professionale dedicate all’acquisizione di competenze specifiche (per esempio presentazione di software per il protocollo informatico e la descrizione archivistica) e all’approfondimento di argomenti trattati nel corso dell’anno, nonché visite ad altri istituti che consentono il contatto con altre realtà archivistiche. La Scuola dispone di un’aula didattica attrezzata, situata al piano terra della sede dell’Istituto.
Posizione
Archivio di Stato di Mantova
Via Roberto Ardigò n. 11 - 46100 Mantova (MN)
Contatti
- Tel
- 0376324441
- as-mn@cultura.gov.it as-mn@pec.cultura.gov.it
- Website
- http://archiviodistatomantova.cultura.gov.it/home
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