RECITAL FLAUTISTICO "IL GIARDINO DI DELIZIE DEL FLAUTO" ALBERTO TECCHIATI - ABBAZIA DI POMPOSA, SALA DEL REFETTORIO
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Descrizione
SABATO 26 SETTEMBRE 2026, ore 20:30
ABBAZIA DI POMPOSA, SALA DEL REFETTORIO
RECITAL FLAUTISTICO
"IL GIARDINO DI DELIZIE DEL FLAUTO"
ALBERTO TECCHIATI
Flauto, Ottavino, Flauto in sol, Flauti barocco e rinascimentale
Musiche di J. Bodin de Boismortier, E. Bozza, C. Debussy, J. Donjon, D. Dorff, A. Jolivet, N. Paganini, A. Piazzolla, G. Ph. Telemann, A. Tecchiati, J. van Eyck
Il titolo del concerto riprende quello di una importante raccolta di brani per flauto di Jacob van Eyck (Der Fluyten Lust-Hof). Il programma annovera composizioni di autori che, in diverse epoche, hanno dato un contributo significativo e assai personale allo sviluppo del repertorio del flauto e degli strumenti affini, esplorandone appieno le possibilità tecniche ed espressive.
Dopo l’introduzione del Prelude su un tema di Albinoni, la Fantasia n.° 2 di Telemann ci proietta in un’atmosfera senza tempo, dove l’arte del contrappunto, la cantabilità e l’incedere danzante si coniugano con eccezionale spontaneità.
L’ascolto di brani ispirati al descrittivismo bucolico-silvestre (Ramage, Tweet, Elegie, Le chant du vent), dove il suono dei flauti e dell’ottavino, lungi dall’essere mera onomatopea, tende a divenire “suono di natura”, trova piena rispondenza nel riferimento al “Giardino di delizie” e ben si adatta al contesto naturale che circonda Pomposa.
Si potrebbe affermare che il suono dei flauti, grazie alla potenza creativa degli autori, diventi evocativo di atmosfere e suggestioni che tendono a trasmetterci l’essenza più autentica e profonda della realtà. Ciò è ancora più evidente nelle pagine di Debussy, Bozza e Jolivet: il mito si perpetua in una dimensione senza tempo (Syrinx); è un’immagine poliedrica e cristallizzata (Image) che diviene simbolo di tutto ciò di cui è allegoria (Incantation).
In una prospettiva simbolica ed evocativa, anche i Tango études di Piazzolla trovano pertinente collocazione nel programma. Il ritmo vivace, incalzante, pulsante, la vena melodica ora dolcissima ora più articolata, la condotta del fraseggio senza soluzione di continuità contrapposta alle fermate dei punti coronati e ai lunghi respiri annotati in partitura, fanno scaturire da questi brani un insieme di sentimenti ed emozioni che si possono riassumere con una parola: vita!
Fuoco d’artificio finale è il celeberrimo Capriccio Op. 1 n. 24 di Paganini, in un riuscitissimo adattamento di Herman che non fa affatto rimpiangere il violino.
Posizione
Abbazia di Pomposa e Museo pomposiano
via Pomposa Centro - 44021 Codigoro (FE)
Contatti
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