Presentazione dei libri: “È entrata in me la Notte” e “Sentieri erranti nella notte”
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Descrizione
Un imperdibile incontro di poesia alla Biblioteca Universitaria di Napoli, dove Emanuele Arciprete e Achille Pignatelli presentano le loro ultime opere poetiche:
“È entrata in me la Notte” e “Sentieri erranti nella notte”
NAPOLI - Doppio appuntamento poetico targato Homo Scrivens nella prestigiosa Sala Rari della Biblioteca Universitaria di Napoli, in via Giovanni Paladino n°39 (NA).
Il 28 maggio 2026, dalle ore 16.30 alle ore 18.00,
Emanuele Arciprete e Achille Pignatelli presenteranno i loro
rispettivi volumi lirici: “È entrata in me la Notte” e “Sentieri
erranti nella notte”.
Ad aprire l’evento saranno i saluti istituzionali del Direttore della Biblioteca Universitaria di Napoli, la dottoressa Silvia Iovane; la dottoressa in Filosofia Maria Ceparano si occuperà della moderazione; l’attrice Benedetta Morra leggerà invece alcuni testi estratti dalle sillogi. Durante la lettura verranno proiettate alcune fotografie scattate da Emanuele Arciprete.
Sinossi dell’antologia poetica “È entrata in me la Notte”
La silloge può essere interpretata come una fenomenologia del dolore e della perdita. A costituirla sono tre momenti – L’onda, Acqua di foce e I guadi –, nei quali risalta la metafora dell’acqua, divisa per intensità di flusso, e ribaltata nel suo tradizionale tragitto, non più verso l’esterno marino, bensì verso l’interno fluviale, così come il dolore dell’io poetico affronta le sue fasi burrascose e, poco alla volta, meno laceranti, in un graduale tentativo di ricostruirsi dopo lo sgretolamento delle antiche certezze, tanto amorose quanto esistenziali.
Pathei mathos, scriveva Eschilo: attraverso il patimento, si ottiene la conoscenza.
Ed è ciò a cui mira questo viaggio nella notte di sé stessi, dove accogliere il buio significa anche raggiungere una nuova e pacifica consapevolezza.
«Ed in uno stato di sospensione tra il crollo e la necessità di una nuova edificazione il perno intorno a cui ruota l’intera opera. In questa fenomenologia del dolore e della perdita, come la definisce Arciprete, apparentemente ci sentiamo travolti dall’abbandono, quasi paralizzati nell’istantanea dell’addio, dal rumore dello schianto; ma se ascoltiamo con attenzione, sentiremo che intorno a noi riecheggiano il suono dei martelli, dei chiodi, degli strumenti della ricostruzione. Ed ecco che il fiume torna a scorrere, nel suo sciabordio di sedimenti e gusci vuoti, ma anche di uova e insetti».
(dalla prefazione di Achille Pignatelli)
L’autore
Emanuele Arciprete (Napoli, 1990). Dopo essersi laureato in Lettere Moderne, ha frequentato l’Alma Mater Studiorum e la Cineteca di Bologna, dove si è rispettivamente specializzato in Italianistica e in critica cinematografica. Per dieci anni ha guidato una piccola società di videomaking con il ruolo di regista, sceneggiatore, operatore video e montatore. Oltre ad aver scritto numerosi articoli per Oltrecultura, testata online di arte e spettacolo, ha collaborato con la rivista letteraria Mosse di Seppia, il cui libro Versi vegetali (Homo Scrivens, 2021) include alcuni suoi componimenti. Dal 2022 lavora come libraio
Sinossi dell’antologia poetica “Sentieri erranti nella notte”
Una silloge poetica divisa seguendo le fasi lunari. Il perno è la morte intesa come un’impressione, qualcosa che resta inciso nel nostro io, ma allo stesso tempo illusorio, poiché attraverso il ricordo è possibile riportare alla luce i defunti.
Si delinea una paleontologia dell’io, dove il vissuto, divenuto fossile, permette di recuperare le persone che hanno lasciato il nostro cammino, rendendo più labile il confine tra vita e morte.
«La poesia di Achille Pignatelli non
mette al centro del suo mondo la poesia stessa: essa non è un micromondo in cui
rinchiudersi, alternativa al reale e ai suoi affanni, è piuttosto opera,
strumento di una ricerca attiva, un paio di scarpe – verrebbe da dire – non
sempre comodo, per muoversi incerti nel mondo».
(dalla postfazione di Aldo Putignano)
L’autore
Achille Pignatelli (Napoli 1988), poeta, filosofo, scrittore e attivista dello Scugnizzo Liberato e del Collettivo Nadir. Ha pubblicato con Homo Scrivens i volumi di poesia I ritorni (2019) con prefazione di Silvio Perrella e L’ospite di sé stesso (2021, II posto al Premio L’Iguana). È direttore della collana InPoesia ed è stato direttore artistico e caporedattore della rivista letteraria Mosse di Seppia. Con Edizioni MEA, nel 2022 ha pubblicato Storie storielle e tante cose belle, raccolta di racconti in poesia per bambini. Le sue poesie sono state pubblicate su Poeti e Poesia, Inverso-giornale di poesia, Atelier e La Repubblica Napoli.
Homo Scrivens
È la prima compagnia italiana di scrittura. Nata a Napoli nel 2002, ha collaborato con numerosi editori di ogni parte d’Italia, e ha portato alla pubblicazione circa quattrocento autori, molti dei quali esordienti.
Da quest’esperienza è nata nel 2012 la casa editrice Homo Scrivens, al fine di continuare questo impegno in forma autonoma, e condurre testi e autori all’attenzione diretta del pubblico. Siamo scrittori, scrittori che hanno deciso di trasformarsi in editori, per permettere a tanti come noi un approdo sereno, per creare un luogo d’incontro accessibile a tutti coloro che sono animati dalla nostra stessa passione e hanno la voglia e la testa per coltivarla, senza il rischio di annegare nel fango dell’editoria a pagamento.
Posizione
Biblioteca Universitaria di Napoli
Via Giovanni Paladino, 39 - 80138 Napoli (NA)