MOSTRA Passi di memoria. Tra scena e istituzione: la Danza a Firenze tra Ottocento e Novecento
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Orario di apertura:
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Descrizione
ESPOSIZIONE
11 giugno – 11 settembre 2026 – Sala Marucelli, Sala mostre, Sala cataloghi
Lun., mer., ven.: 8.30 – 14.00
Mar., giov.: 8.30 – 17.00
INGRESSO LIBERO
INAUGURAZIONE
giovedì 11 giugno, ore 17.00
La Biblioteca Marucelliana presenta la mostra Passi di memoria. Tra scena e istituzione: la Danza a Firenze tra Ottocento e Novecento, in programma dall’11 giugno all’11 settembre 2026. L’esposizione, curata da Maria Alberti, Silvia Castelli, Laura Manzoni e Caterina Pagnini, con la collaborazione di Maria Beatrice Sanfilippo, sarà inaugurata l’11 giugno 2026. In occasione dell’apertura verrà inoltre presentato il catalogo scientifico della mostra, pubblicato da Pontecorboli Editore. Il programma prevede anche la presentazione di cinque quadri di danza, accompagnati da testi di Nicoletta Manetti, che verranno messi in scena da diverse scuole e realtà formative del territorio: Accademia Internazionale Coreutica – Scuola di formazione professionale (Firenze), A.S.D. Campomarte – Ginnastica ritmica (Firenze), Associazione Danzare Cecchetti Ancec Italia (Firenze), Scuola di danza Hamlyn (Firenze), New Studio Accademico (Lucca), Scuola di danza Salvetti (Firenze), Scuola di danza Smile (Montemurlo, PO). Le esecuzioni saranno arricchite dalla musica eseguita dal vivo da Alberto Bologni al violino e Alessandro Magini al pianoforte.
La mostra Passi di memoria nasce con l’intento di restituire centralità alla danza come pratica artistica, culturale e sociale e, al tempo stesso, di valorizzare il ruolo che Firenze ebbe tra Ottocento e Novecento quale luogo di incontro di esperienze coreutiche, pedagogiche e performative. In un periodo segnato da profonde trasformazioni storiche e culturali, la danza si afferma infatti come linguaggio capace di interpretare i cambiamenti della società, mentre Firenze si configura come un laboratorio dinamico in cui tradizione accademica e sperimentazione si intrecciano. Alla scuola di ballo del Teatro della Pergola si affiancano nel tempo esperienze d’avanguardia che inseriscono il contesto cittadino in un panorama europeo e internazionale, fino alla fondazione, nel 1940, della Scuola di ballo del Maggio Musicale Fiorentino.
Organizzata in quattro sezioni cronologiche, la mostra ricostruisce il ruolo centrale svolto da Firenze nella storia della danza tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. La prima sezione è dedicata all’Ottocento, periodo in cui Firenze assume una posizione di primo piano nel panorama coreutico italiano ed europeo. Attraverso figure come Gaetano Gioia, Salvatore Viganò, Carlo Blasis, Amalia Brugnoli, Enrico Cecchetti e Giovanni Lepri, la città contribuisce in modo significativo allo sviluppo tecnico e drammaturgico della danza. Un ruolo fondamentale è svolto dalla nascita, nel 1864, della Scuola di Ballo del Teatro della Pergola. Parallelamente, i teatri fiorentini ospitano una pluralità di forme coreutiche, dal balletto romantico alle pratiche ginniche, rendendo Firenze un vero crocevia internazionale della cultura del corpo.
La seconda sezione approfondisce la prima metà del Novecento, momento di straordinaria vitalità per la danza fiorentina. In questi anni la città diventa luogo d’incontro tra il balletto classico accademico e le nuove avanguardie europee. Centrale è il passaggio di Isadora Duncan, la cui danza libera e ispirata all’arte antica trova a Firenze un ambiente particolarmente fertile, intrecciandosi con le esperienze teatrali di Eleonora Duse e con le riflessioni di Edward Gordon Craig. Accanto a esse si sviluppano nuovi approcci pedagogici e performativi influenzati dalla ritmica di Émile Jaques-Dalcroze, dalle teorie di Rudolf Laban e dalla danza espressionista tedesca. Firenze accoglie così artisti e maestri internazionali, configurandosi come un laboratorio culturale aperto alla sperimentazione e culminando, nel 1940, nella fondazione della Scuola di Ballo del Maggio Musicale Fiorentino.
La terza sezione è dedicata proprio alla nascita della Scuola di Ballo del Teatro Comunale e al ruolo svolto dal Maggio Musicale Fiorentino nello sviluppo delle arti sceniche italiane. In questo contesto emerge la figura di Angiola Sartorio, protagonista della diffusione della danza moderna in Italia grazie alla formazione maturata nella compagnia di Kurt Jooss e all’influenza del metodo di Rudolf Laban. Parallelamente, la direzione della nuova Scuola di Ballo viene affidata ad Avia De Luca, allieva di Jia Ruskaja, segnando un momento decisivo nella strutturazione dell’insegnamento coreutico a Firenze e nella formazione di nuove generazioni di danzatori.
L’ultima sezione, infine, segue le vicende di alcune protagoniste della danza fiorentina del secondo dopoguerra, in particolare Laura Salvetti e Antonietta Daviso. Laura Salvetti studia con Angiola Sartorio e Kyra Nijinskij e intraprende una brillante carriera come danzatrice e coreografa, collaborando con importanti produzioni teatrali e contribuendo successivamente alla formazione di nuove generazioni attraverso la fondazione della scuola di danza Salvetti nel 1957. Accanto a lei emerge anche la figura di Antonietta Daviso, che prosegue l’attività didattica avviata da Daria Collin, consolidando il ruolo di Firenze come centro vitale della formazione coreutica italiana del Novecento.
Posizione
Biblioteca Marucelliana
Via Cavour, 43 - 50129 Firenze (FI)
Contatti
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