“L’archivio dell’archeologo Gian Francesco Gamurrini (1835-1923): attività recenti di riordino, studio e valorizzazione”, un intervento nell’ambito del convegno “Scavi bibliografici. Biblioteche e archivi degli archeologi del Novecento”
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Il 26 e il 27 febbraio 2026, nella Biblioteca del Parco Archeologico di Pompei, si svolgerà il convegno “Scavi bibliografici. Biblioteche e archivi degli archeologi del Novecento” organizzato dalla Commissione nazionale biblioteche speciali, archivi e biblioteche d’autore, dall’Associazione Italiana Biblioteche Campania e dal Parco Archeologico di Pompei, un incontro che intende far emergere esperienze di studio, di lavoro e di ricerca su fondi bibliografici e archivistici appartenuti ad archeologi che hanno operato nel corso del Novecento.
Per la Direzione regionale Musei nazionali Toscana, il 27 febbraio pomeriggio Maria Gatto, direttrice del Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate”, insieme a Claudia Borgia, funzionaria della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, parlerà di “L’archivio dell’archeologo Gian Francesco Gamurrini (1835-1923): attività recenti di riordino, studio e valorizzazione“.
Gian Francesco Gamurrini (1835-1923), illustre archeologo e filologo aretino, dedicò la vita alla tutela e alla catalogazione del patrimonio antichistico italiano, ricoprendo prestigiosi incarichi ministeriali e direttivi tra Firenze e Roma. Membro di spicco dell’archeologia militante e della moderna tutela territoriale, promosse la nascita di numerosi musei locali e l’ambizioso progetto della Carta Archeologica d’Italia. Figura centrale della vita pubblica e culturale di Arezzo, guidò per alcuni anni la Fraternita dei Laici e ne diresse e arricchì il museo con donazioni e scoperte fondamentali, lasciando un’eredità scientifica imprescindibile per lo studio della civiltà etrusca e romana. Grazie al suo intervento diretto, riuscì inoltre a far acquisire dallo Stato importanti reperti, come quelli della figulina di Marco Perennio, garantendo che rimanessero nel museo pubblico cittadino anziché andare dispersi. Contribuì nel 1880 all’ordinamento del Regio Museo Archeologico di Firenze nella sede di Palazzo della Crocetta e fu un attivo promotore del mecenatismo culturale: convinse Vincenzo Funghini a donare la propria preziosa collezione di vasi aretini al Museo della Fraternita dei Laici e lui stesso, nel 1910, ufficializzò la donazione della sua collezione privata alla città di Arezzo.
L’archivio Gamurrini, di proprietà degli eredi, è conservato dal 1974 al Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate”: composto da 194 buste che contengono migliaia di documenti, l’archivio documenta non solo la fitta rete di relazioni tra Gamurrini e gli intellettuali della sua epoca, ma offre anche uno spaccato essenziale sulla storia antica e medievale dell’aretino. Grazie a un progetto di digitalizzazione promosso dall’Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze e diretto dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, il fondo archivistico sarà prossimamente pubblicato online, garantendo la libera consultazione digitale a studiosi e appassionati.
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Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria al sito Scavi bibliografici. Biblioteche e archivi degli archeologi del Novecento – AIB WEB
Posizione
Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate”
via Margaritone, 10 - 52100 Arezzo (AR)