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#iorestoacas. Alla scoperta de"Le origini di Numana" 12a parte
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Descrizione
Nel corso del IV sec. a.C. l’approdo di Numana comincia a ridurre il suo raggio d’azione nei traffici commerciali.
Nei corredi funerari di questo periodo, infatti, anziché la ceramica attica o magnogreca a figure nere o rosse, importata sin dal VI sec. a.C., si depone un nuovo tipo di ceramica, denominata alto-adriatica.
La ceramica alto-adriatica trovò ampia diffusione a partire dalla metà del IV sec. e nel corso del III sec. a. C. in tutto l’Adriatico centro settentrionale, attestata sia lungo i centri costieri occidentali, sia lungo le coste orientali, dall’Istria alla Dalmazia e fino all’Albania.
Si ritiene che le botteghe adriatiche occidentali possano essere localizzate nella zona del Conero, a Spina e ad Adria, dove operavano artigiani locali o, forse, immigrati, che si ispiravano alle produzioni ceramiche a figure rosse, attiche e magnogreche.
La produzione ceramica alto-adriatica comprende vasi decorati sia con scene figurate, sia con semplici elementi vegetali, ma l’immagine più distintiva, perché assai replicata nella produzione più tarda, è il volto femminile di profilo, con i capelli raccolti nel sàkkos, reso di frequente in uno stile corsivo, con pennellate rapide e sommarie, che raggiungono effetti di vivida immediatezza.
Uno stile decisamente inedito, che è stato messo suggestivamente in rapporto ad alcuni profili femminili del periodo “classico” di Picasso, forse ispirati dagli stessi modelli dei ceramografi alto-adriatici.
(Continua…)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-06-22 12:38:39 / Ultimo aggiornamento 2020-06-22 12:38:39
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